In una situazione quella italiana che, nel 2008, ha visto ”bruciare” di meno rispetto all’anno precedente, colpisce comunque il fatto che in Umbra gli incendi sono stati molti di più rispetto a quelli registrati in regioni molto più estese territorialmente.
Infatti, secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato, dal primo gennaio al 25 agosto si sono verificati in Umbria 65 incendi e seguono l’Abruzzo (54), le Marche (42), il Veneto (31), la Valle d’Aosta (10), il Friuli Venezia Giulia (7) e il Trentino Alto Adige (2). Se si facesse il rapporto con la superfice anche altri regioni si troverebbero meglio.
Ovviamente i dati umbri non sono così catastrofici come in altre regioni. La mappa dei roghi identifica la Calabria come il posto ”più caldo” d’Italia nel periodo 1 gennaio-25 agosto: 584 incendi.
Seguono la Campania (489), la Puglia (353), la Toscana (328), la Sicilia (306), la Sardegna (283), la Liguria (261), la Basilicata (254), il Lazio (242), il Piemonte (192), la Lombardia (111), il Molise (100), l’Emilia Romagna (74).
In Italia complessivamente ci sono stati 3.788 incendi boschivi, mentre nello stesso periodo nel 2007 i roghi erano stati 7.678. Una diminuzione di ben il 50%.
Sono stati 33.366 gli ettari andati in fumo, di cui 15.847 boscati e 17.519 non boscati. In netto calo rispetto alla superficie percorsa dalle fiamme nel 2007: 182.670 ettari. L’80% in meno.
Diminuisce anche la superficie boscata andata in fumo rispetto a quella rilevata nello stesso periodo del precedente anno (93.212 ettari del 2007 contro gli 15.847 del 2008) e quella non boscata (89.458 ettari del 2007 contro i 17.519 del 2008).
Per quanto riguarda invece l’attività investigativa del Corpo Forestale dello Stato, al 25 agosto 2008, i comandi territoriali del hanno denunciato 281 persone per il reato di incendio boschivo, ma qui il dato dell’Umbria è pari a zero.









