Secondo il presidente dell'associazione dei comuni, il ricorso presentato dall'organizzazione era condiviso sia da destra che da sinistra, per cui le polemiche attuali sono fomentate dall'Ance (Associazione costruttori edili)

“Non c’è alcuna decisione del Consiglio di Stato che abbia cancellato l’opzione del decentramento catastale nei Comuni”, così anche il presidente regionale dell’Anci e sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, replica al consigliere regionale di Forza Italia, Armando Fronduti.
Ma nella risposta di Raffaelli c’è anche forte l’accusa al consigliere di essersi prestato ad una operazione della lobby dei costruttori, i veri controinteressati nella materia, visto che l’azione dell’ANCI è stata condivisa in modo “bipartisan”.

“L’organo amministrativo – ha spiegato Raffaelli – si è limitato infatti a rigettare l’istanza sospensiva proposta dall’Anci nazionale, dall’Anci Umbria e da alcuni Comuni come quello di Terni e Perugia, nel loro ricorso contro la sentenza del Tar del Lazio che vanificava due anni di lavoro tra Governo e Comuni italiani per una vera riforma in senso federalista degli estimi catastali.
Ci aspettiamo ora una valutazione di merito, fiduciosi e consapevoli che la sentenza del Tar del Lazio, laddove venisse confermata, rappresentebbe un duro colpo vibrato ai Comuni, alla loro autonomia e al federalismo fiscale.
Trovo stupefacente dunque – prosegue Raffaelli – la dichiarazione trionfalistica del consigliere regionale di Forza Italia Armando Fronduti che parla entusiasticamente di liquidazione di ogni ipotesi di decentramento del catasto: questa liquidazione non c’è e faremo del tutto per evitarla.
A Fronduti voglio ricordare che l’Anci regionale umbra questa battaglia federalista per il catasto decentrato l’ha fatta in maniera totalmente bipartisan, senza distinzioni tra destra e sinistra.
Il suo intervento mi fa supporre che più che la voce della principale forza politica del Governo centrale parlino interessi di categoria, magari proprio quelli di quell’Ance, Associazione dei costruttori edili, che ha ricorso al Tar del Lazio per bloccare questo percorso riformatore.
Vedo che Fronduti si trasforma da politico in tifoso e spera forse in un risultato di tipo calcistico; che so, Ance batte Anci due a zero. Questo per il momento non c’è e i Comuni umbri e italiani faranno di tutto perchè non ci sia – ha concluso Raffaelli – con buona pace per coloro che antepongono gli interessi particolari di categoria agli interessi generali di comunità”.

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