30 settembre 2008
Le mie risposte alle domande "vuote" del Pdl

In un intervento del Pdl si pongono dei quesiti sullo stato generale della citta: sono tante (non mi sembra solo una!), e sarebbe stato meglio aggiungere anche le risposte, per riempire i vuoti, ci provo io:
– Todi è migliore di quella dell’anno scorso? Migliore in che senso? se si parla con tutta sincerità, direi che apparte la fontana della rua che zampilla, però macchiata e con un tubo che attraversa il muro e uno nella fontana non proprio belli da vedere, è proprio uguale, però in più ci sono i cavi volanti degli alto parlanti, ancora i bruttissimi lampioni alla consolazione, il guano dei piccioni ampiamente diffuso in ogni angolo, scritte fasciste sui muri un pò ovunque nel centro storico.
– Todi è migliore di quella di ieri? Un pò più intollerante, maleducata e razzista, specialmente in alcuni gruppetti di giovanissimi che sotto i portici comunali, noncuranti dei turisti presenti, gridano con atteggiamento strafottente, "a chi l’Italia? A noi!"
– Ci sono più turisti? Forse, ma questo non dipende dal viaggio a cuba. L’Umbria è una delle poche regioni che incrementa le presenze (dati ufficiali diffusi in occasione delle giornate europee del patrimonio) in un quadro nazionale desolante per quest’anno: Venezia -8%,Roma-10%, Perugia , invece, +10%…
– Ci sono nuove realtà imprenditoriali? Anche qui il dato non è esaltante,credo che il bilancio sia in pareggio. L’effetto "ARIA" ancora si deve vedere, comunque non credo sarà Todi a vederne i benefici maggiori.
– Si è data attuazione alla nuova zona industriale? Anche qui si aspetta di vedere questo avvio, per ora mi sembra si campi di rendita del lavoro altrui.
– Ci sono più residenti? Questo dato anagrafico è relativo all’arrivo di nuove famiglie di cittadini stranieri, che si vorrebbe tanto, almeno da una certa destra locale, non fossero qui.
– Le manifestazioni hanno successi straordinari? Qui siamo nel campo delle opinioni, se parliamo di manifestazioni locali o rionali, dove è facile ottenere il consenso credo di sì, se parliamo di eventi nazionali direi decisamente no. Non do un mio giudizio che potrebbe sembrare di parte, parliamo del festival, ad esempio, secondo il parere di conoscenti e persone sicuramente trasversali politicamente, che frequentano spesso questi eventi senza alcun interesse per chi li organizza, è stato decisamente negativo perchè scarso qualitativamente, praticamente la sentenza era "non c’è nulla di interessante da vedere". Inoltre ha portato pochissimo lavoro, basta considerare che alcuni esercizi commerciali "campavano" durante il festival sfamando i vari staff. Quest’anno, a causa del programma veramente ridimensionato come numero di spettacoli e pure modesti sotto il profilo della produzione, (anche se molto più ricco di soldi delle precedenti edizioni), lo staff tecnico (cioè quello specializzato che arriva da fuori e dorme mangia e beve in albergo) era notevolmente ridotto a poche unità. Nonostante le affermazioni di Costanzo; per quanto riguarda le presenze, alcuni conti sono bizzarri: il sindaco dice 6.000, Costanzo 7.000, il Corriere dell’Umbria 17.000! Ma questo è un vizio ereditato. Se si prendono i numeri dichiarati, ad esempio per il Nido dell’aquila, e si dividono per i posti disponibili e il numero degli spettacoli, sembra che ci sia stato lo strapieno e gente in piedi ogni sera comprese le repliche! Poi andrebbero messi nel computo anche gli inviti gratis, che sono fioccati come sempre.
– Todi sta tornando ad essere uno dei centri della vita pubblica e culturale italiana? Qui bisognerebbe essere seri e onesti, certe affermazioni non danno giustizia a città italiane, anche medio-piccole, che investono centinaia di migliaia di euro per questo e sanno veramente cosa vuol dire essere al centro della cultura. Per quanto riguarda la vita pubblica, non credo che una passeggiata di Berlusconi mette al centro del mondo nulla, è stato pure a Montecchio! (senza offesa per i montecchiesi).
– Ci sono meno spese dell’Amministrazione Comunale? Ora sicuramente, visto che è stato raschiato il fondo del barile, non c’è più un soldo da spendere, e le prospettive che ne arrivino "freschi" in tempi brevi, credo sia assai remota.
– C’è un’organizzazione più efficiente del personale? Anche qui, senza scendere in sterili polemiche, funziona più o meno come prima, forse qualche problema in più all’urbanistica, all’ ospedale…
– C’è più cura del centro storico e delle frazioni? Con tutta sincerità, direi che apparte la fontana della rua che zampilla, però macchiata e con un tubo che attraversa il muro e uno nella fontana non proprio belli da vedere, è proprio uguale. In più ci sono i cavi volanti e gli altoparlanti dell’impianto sonoro, ancora i bruttissimi lampioni alla consolazione, il guano dei piccioni ampiamente diffuso in ogni angolo, scritte fasciste e non solo deturpanti sui muri un pò ovunque nel centro storico. Per quanto riguarda le frazioni, a parte i normali problemi di ordinaria amministrazione, anche qui mi sembra si campi molto di rendita con il lavoro altrui.
– È stato dato avvio al Contratto di quartiere di Ponterio? Questo è ancora da vedere.
– È stata riunificata la scuola media? Sì, insieme alla scuola però è stato anche spostato parte del caos totale del traffico dal centro a porta fratta nelle ore di inizio e fine lezione. Vedere per credere.
– Si spende meno in affitti e locazioni? No comment, non lo so.
Carlo Zoccoli

30 settembre 2008
Dai dipendenti del Comune di Todi…

La RSU aziendale del Comune di Todi, comunica che si è svolta l’assemblea di tutto il personale dipendente del Comune di Todi per discutere i problemi relativi alla riorganizzazione della struttura organica dell’Ente nonchè dei benefici economici ad essa connessi.
In seno a tale assemblea a cui hanno partecipato numerosi dipendenti, sono state discusse varie problematiche, nonchè sono state manifestate grosse preoccupazioni conseguenti alla mancata osservanza del patto di stabilità da parte del Comune per l’anno 2007, inosservanza che ha comportato tra l’altro, rilevanti penalità per quanto attiene agli stanziamenti di risorse nel bilancio comunale con conseguenze penalizzanti sui benefici economici spettanti al personale.
Prendendo atto anche degli elogi e dei ringraziamenti del sindaco Ruggiano, comparsi sulla stampa locale in questo ultimo periodo, queste organizzazioni sindacali auspicano che per l’anno 2008 l’Amministrazione adotti tutti gli strumenti necessari affinchè possa essere rispettato il patto di stabilità.
Il presente comunicato viene diramato con espresso mandato dell’assemblea.
Rappresentanza sindacale unitaria Comune di Todi

30 settembre 2008
Vogliamo tutta la verità su come hanno votato i socialisti a Todi

Le pesanti esternazioni fatte dall’attuale presidente del consiglio Pizzichini, obbligano ad una approfondita riflessione che non deve limitarsi solo allo SDI e all’ormai suo ex segretario comunale ma a quanti si sono spesi, ossia gli altri partiti del Centrosinistra compresi i propri candidati.
A questo punto vogliamo sapere, e con noi credo tutto l’elettorato di centrosinistra, come realmente siano andate le cose, visto che non si tratta semplicemente di un gioco. Il fatto che Pizzichini sia passato all’altro schieramento politico per motivi più o meno personali, ora per noi passa in secondo piano, pur rimanendo necessario sapere con certezza quale è la maggioranza e l’opposizione in Consiglio Comunale.
Non vogliamo credere al contenuto delle sue dichiarazioni anche se durante la campagna elettorale, e dopo lo spoglio delle schede si è avuta la conferma, circolavano voci in tal senso, cioè che qualcuno “giocasse” con il voto disgiunto. Ma che tutto questo invece fosse stato addirittura pianificato e deliberato da qualcuno, come sostiene l’ormai ex segretario dello SDI tuderte, è tutt’altra cosa, davvero sconvolgente. Per nulla edificante per la storia della sinistra in generale e tuderte in particolare.
Per tutto ciò credo che, nell’interesse superiore della città, dei cittadini e della politica locale, sia giunto il momento di fare chiarezza rendendo conto all’intera coalizione di Centrosinistra, anche se non bisognava attendere le esternazioni pubbliche di Pizzichini per essere costretti a farlo. Pertanto attendiamo chiarimenti finalizzati a ad una maggiore e indispensabile trasparenza, visto che questa vicenda politica non riguarda solo lo SDI o ex appartenenti allo SDI ma l’intero panorama politico del centrosinistra, e chiediamo formalmente una riunione per affrontare la delicata situazione politica tuderte che alla luce degli avvenimenti emersi sta catalizzando l’interesse dei cittadini.
Mauro Giorgi (Gruppo Misto), Andrea Caprini (Rifondazione Comunista)

30 settembre 2008
La solidarietà di An al presidente del Consiglio comunale

Oggi a Todi c’è il Consiglio comunale dove verrà discussa, oltre agli altri punti, la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e della salvaguardia degli equilibri di bilancio 2008. Questa mi sembra l’occasione giusta per esprimere la mia piena solidarietà al consigliere comunale, nonchè presidente del Consiglio, Floriano Pizzichini.
La mia presa di posizione non deve essere presa come tardiva, semplicemente non sono mai voluto entrare nelle vicessitudini personali di Pizzichini, anche quando avevano una grossa rilevanza pubblica.
Pizzichini è stato il bersaglio preferito di tutti gli esponenti politici del centrosinistra tuderte a partire dai consiglieri comunali ed appresso da chiunque abbia voluto tirargli un pò di fango addosso.
Mi ricordo, tra l’altro, che Pizzichini fu indicato come “colpevole” della sconfitta elettorale, insieme al Partito Socialista tuderte, già prima del ballottaggio.
É stato lapidato quando fu eletto presidente del Consiglio comunale con i voti del centrodestra. Quando, la scorsa primavera, si è preso la responsabilità di votare il bilancio preventivo 2008: le motivazioni le ha spiegate perfettamente lui e non sto qui a ripeterle. Apriti cielo, poco mancava che issasero una croce a fianco al Maschio della Rocca per “giustiziare” il “traditore”.
Io penso che l’1,5% preso dal Partito Socialista alle ultime elezioni politiche a Todi, al di la della rabbia e del livore di chi ancora non ha accettato il risultato del voto dell’11 giugno 2007, sia il segno evidente che la maggiorparte dei Socialisti tuderti approva la scelta di Pizzichini.
In questi mesi si è dato molto da fare, nell’ambito del suo ruolo istituzionale a dare una mano, non alla maggioranza di centrodestra, ma a Todi, alla nostra città e nell’interesse di tutti. Quindi I tanti “giudici” si facciano un bell’esame di coscienza e la smettano di tirare al “piccione”. L’adagio recita: chi di spada ferisce, di spada perisce.
Stefano Marchetti – capogruppo An Todi

30 settembre 2008
Todi è migliore di quella dell’anno scorso?

Dispiace, sinceramente dispiace, che, mentre l’Italia riparte con i quotidiani successi del Governo Berlusconi, mentre i cittadini cominciano timidamente a riacquistare fiducia nel futuro del Nostro paese e mentre la città di Todi torna a riappropiarsi, dopo anni di oblio e declino, del ruolo che le compete, una forza politica (ma sarebbe meglio dire uno sparuto gruppo di professionisti della politica) continui a tessere attacchi frontali riparandosi dietro la sigla del Partito Socialista, senza mostrare e senza esplicitare alcun interesse progettuale per il progresso della città.
A tal proposito abbiamo assistito allibiti all’ennesimo attacco personale nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale Pizzichini, sferrato con un livore ed una cattiveria che davvero non lascia spazio ad interpretazioni.
Una paginata di insulti gratuiti, senza alcun articolato concreto, senza alcun riferimento o minimo interesse al futuro di Todi, senza prospettive, come se la nostra storia, il progresso e lo sviluppo della città, il lavoro dei nostri giovani, l’immagine turistica del territorio fossero cose da poter dimenticare o da porre in subordine dei “ comodi” di questo o quel personaggio politico.
La domanda che noi quotidianamente poniamo a noi stessi è soltanto una: Todi è migliore di quella dell’anno scorso, Todi è migliore di quella di ieri? Ci sono più turisti? Ci sono nuove realtà imprenditoriali? Si è data attuazione alla nuova zona industriale? Ci sono più residenti? Le manifestazioni hanno successi straordinari? Todi sta tornando ad essere uno dei centri della vita pubblica e culturale italiana? Ci sono meno spese della Amministrazione Comunale? C’è una organizzazione più efficiente del personale? C’è più cura del Centro Storico e delle frazioni? È stato dato avvio al Contratto di quartiere di Ponterio? È stata riunificata la scuola media? Si spende meno in affitti e locazioni?
Queste domande, crediamo, se le sia poste anche Floriano Pizzichini, traendone le conseguenze che meritavano, scegliendo e probabilmente intuendo una prospettiva e un futuro della città, fondato sul progresso, la giustizia sociale, la speranza di dare a Todi quello che merita.
Di fronte, invece, tra i competitors della politica un gruppo di gente rancorosa, alla disperata ricerca di una collocazione che dia ragioni di vita “personale” più che pubblica e che raccoglie oggi i frutti di anni e anni di pessima gestione politica della città dei propri rapporti e del proprio consenso e che, parafrasando il celebre modo di dire, dopo aver seminato per anni vento oggi non può che raccogliere tempesta.
Di fronte abbiamo dei Soloni, ripiegati su se stessi e in ragionamenti politici distanti anni luce dal comune sentire pubblico, che pontificano e che strumentalizzano una questione come quella del nome del Gruppo Consiliare dimenticando di spiegare pubblicamente le proprie intrinseche e palesi contraddizioni, ad esempio, perché il consigliere Fabrizio Maria Alvi, che tanto ha a cuore il nome del gruppo consiliare MRE-SDI al Comune di Todi ha invece aderito al gruppo del Partito Democratico in Comunità Montana? (a proposito di piedi in due staffe).
Per noi questo è uno stile di fare politica che non comprendiamo, non asseconderemo e che i cittadini di Todi hanno deciso di tumulare nelle urne delle ultime elezioni amministrative e di confermare nelle più recenti elezioni politiche. Alla messa da requiem di questa politica stantia e fuligginosa non parteciperemo certo per versare lacrime, ma con senso di sollievo e di liberazione, certi che nessuno già rimpiange e qualcuno ha già relegato al passato remoto questo “vecchio stile politico dal sapore vagamente consociativo” che prova a ritornare e a rialzare la testa.
Noi non lo permetteremo, Todi non lo permetterà!
La rinascita di Todi è una realtà, tangibile e concreta, e su questa strada si sono unite le migliori forze e intelligenze della nostra comunità, unite non da interessi personali, ma dal sogno comune di fare della città un posto migliore, pulito ed appetibile, lo stesso sogno al quale si accostano sempre più tuderti, finalmente consapevoli che si può guardare al futuro con fiducia superando barriere, senza steccati, senza divisioni.
Coordinamento PDL di Todi

30 settembre 2008
A quando il gruppo unico del Pdl al Consiglio comunale di Todi?

Chi come me, forse troppo in anticipo, già nel 1995 auspicava un partito unico di centrodestra ed in considerazione che proprio a Todi con i convegni di Liberal si è iniziato a discutere ed operare per il partito unico, si domanda e dice agli amici di Forza Italia, Alleanza Nazionale ed ai Popolari e Liberali dell’on. Giovanardi: "Perchè non costituite in Comune un gruppo consiliare unico denominato PDL? Perchè non sostituite i vari comunicati stampa di singoli partiti con comunicazioni a firma PDL di Todi?".
Credo che per i precursori del partito unico di centrodestra che da 2003-2004 dopo i convegni Liberal erano chiamati dalla stampa nazionale come "Gruppo di Todi" e più in generale per l’opinione pubblica la cosa sarebbe estremamente gradita.
Oliviero Bocchini – Presidente Club Forza Italia Medio Tevere

28 settembre 2008
Il Psi faccia un’esame di coscienza sugli errori commessi

Sono prive di fondamento sia politico che logico, le argomentazioni contenute nel comunicato stampa del Psi di Todi. colpiscono invece le affermazioni denigratorie sulla persona, da dove prevalgono ancora sentimenti di rancore e smarrimento che non permettono una reale disamina sul clamoroso, ed irreversibile, flop elettorale.
L’1.9% ottenuto dal Psi alle politiche a Todi, ed il contestuale dato del Pdl che sfiora il 45% ,sono una ineludibile e chiara volontà, dalla gran parte dei Socialisti, da chi essere rappresentati.
E’ questo il dato di riferimento politico da prendere in esame, al di là delle opportune o criticabili scelte di quando il voto è da annoverare in un contesto amministrativo.
Il Governo Berlusconi ha dato una rappresentanza al Psi nell’attuale esecutivo di centrodestra, tale da caratterizzarlo con un’impronta riformista i cui gradimenti sono confermati dagli ultimi sondaggi.
Sui motivi di tutto ciò consigliamo al Psi un’esame di coscienza sugli errori commessi in questi ultimi anni dalla sua classe dirigente, a partire principalmente dal ’92 in poi, in cui in un tripudio osceno di trappole giudiziarie e slealtà politiche non raccontate fino in fondo, Bettino Craxi è stato lasciato solo al suo destino.
Sulla collocazione del presidente del Consiglio comunale non si imbastiscano lezione di moralità, Pizzichini è un interprete degli umori di quel grande partito, qual’è stato il Psi.
Amici Fondazione Craxi – Jacopo Cairoli, Sergio Bruschini, Cristiano Costantini


28 settembre 2008
Stalla di suini sul Peglia: si trovi una soluzione positiva anche per l’impresa

Conosco molto bene la frazione di Ripalvella, al centro in questi giorni di una polemica, dai toni alquanto spropositati, in merito alla realizzazione di un allevamento per suini da parte di un’impresa di Todi.
Senza entrare nel merito dello scontro, che vede contrapposti da una parte alcuni cittadini di Ripalvella, dall’altra l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Francesca Valentini, le parti in causa evitino toni eccessivi e strumentalizzazioni varie per individuare un percorso che sia di auspicio per una soluzione positiva, nell’interesse generale, sia degli abitanti di Ripalvella, che di quello, non scordiamocelo, dell’impresa che aveva ottenuto tutti i permessi da parte di Asl, Arpa e Amministrazione comunale.
Impresa, quest’ultima, che in questo momento sta subendo un danno economico alquanto rilevante, e che paga sulla propria pelle la spiacevole situazione venutasi a creare su una materia delicata, che non ha niente a che vedere, ovviamente, con le analoghe sacrosante proteste da parte degli abitanti della frazione di Olmeto e dintorni del Comune di Marsciano.
Cristiano Costantini – Forza Italia Marsciano


27 settembre 2008
La passata Amministrazione ha lasciato i conti in ordine: dov’è finito l’avanzo?

Considerata la specificità della materia oggetto del mio intervento mi aspettavo una risposta da parte del sindaco, a cui tra l’altro avevo sollecitato una presa di posizione vista la competenza sull’argomento. Chi invece ne approfitta e prende posizione? Epifani, o meglio il “Decorante”, visto l’incarico che ha ricevuto ultimamente dallo stesso sindaco.
Di certo però anche i cittadini avrebbero voluto conoscere dalla voce del sindaco la reale situazione in tema di patto di stabilità e delle conseguenze negative che ne derivano. Aspetteranno anche questo, come del resto stanno aspettando progetti e programmi nuovi rivolti alla città e al suo territorio.
Ringrazio invece il “Decorante” per avermi dato la possibilità di tornare sul delicato argomento e spiegare meglio ai cittadini che la Giunta tuderte di centrodestra sapeva benissimo fin da prima che il mancato rispetto del patto di stabilità avrebbe avuto fra le conseguenze più gravi per i cittadini quella dell’aumento dell’addizionale IRPEF, che secondo alcuni calcoli arriverà fino quasi a raddoppiare. Pur sapendo ciò la scelta è andata in questa direzione. Quindi c’era la consapevolezza, nulla è caduto improvvisamente dal cielo. Almeno si abbia il coraggio di dirlo che è stata fatta una scelta politica e di non continuare a sostenere che è una conseguenza della passata Amministrazione che aveva lasciato i conti in disordine.
Ma quale disordine se avete ereditato ben 569 mila euro come avanzo di Amministrazione! Che fine hanno fatto quei soldi? Se ci tenevate, come dite, a non sforare il patto e quindi a scongiurare il raddoppio dell’addizionale comunale IRPEF potevate gestirli in maniera molto più oculata. E’ fin troppo facile gettare le responsabilità sugli altri, ma i cittadini sono molto più attenti di quanto pensiate. La passata Amministrazione non ha nessunissima responsabilità! Ma la preoccupazione non si ferma solo alle imposte di quest’anno, per l’anno prossimo sarà ancora molto più dura visto come stanno andando le cose, essendo ormai alla fine di settembre.
Mauro Giorgi – consigliere comunale Idv

27 settembre 2008
Alleanza Nazionale sulla presenza di Berlusconi a Todi

La presenza del Presidente del Consiglio e del Ministro Giovanardi nella giornata di ieri ha dato il giusto e meritato lustro alla città di Todi che torna, finalmente, ad avere un proprio ruolo e una propria forte identità all’intero del panorama regionale e nazionale.
Todi non è più la città sottomessa alle logiche partitiche, ma è di nuovo una realtà a cui guardare con ammirazione, da prendere ad esempio; non siamo più “l’ultima colonia dell’Impero” ma un centro vitale per la vita del Paese. Vorremmo quindi ringraziare, in primo luogo, il nostro sindaco che in soli pochi mesi ha reso possibile questo nuovo slancio, l’Amministrazione comunale che sta lavorando duramente seppure tra mille difficoltà e l’intera città di Todi che si sta riappropriando poco a poco della propria identità.
Vogliamo poi ringraziare il Presidente Berlusconi per aver prestato fede ad una promessa fatta in campagna elettorale quando, rivolgendosi ai sostenitori del candidato Ruggiano, sostenne che questa volta potevamo farcela e che, in caso di vittoria, sarebbe venuto a Todi ad applaudire ad un’impresa che in quel momento sembrava titanica.
La realtà ha poi superato ogni più rosea fantasia rendendo concreto un sogno lungo 60 anni; ed ecco che Todi torna prepotentemente alla ribalta nazionale diventando un fulcro vitale nella vita politica del Paese.
Crediamo che Todi meriti tutto questo, meriti di uscire dall’oblio in cui è stata nascosta per troppo tempo, meriti di rinascere a vita nuova, meriti un posto centrale nella vita della Regione e del Paese.
Alla nostra città viene finalmente riconosciuto il ruolo da protagonista che le spetta, ai cittadini tuderti viene restituito quell’orgoglio e quel senso di appartenenza che sembravano perduti per sempre. Si apre una nuovo orizzonte a cui poter, finalmente, guardare con rinnovato ottimismo!
AN Todi Circolo A. Giaquinto

26 settembre 2008
Le sparate di Giorgi sull’Amministrazione Ruggiano

La sparata di Giorgi dell’ultimo comunicato della Idv sa dell’incredibile. Il paventato aumento dell’Irpef e l’affermazione che l’Amministrazione Ruggiano abbia fatto la scelta di sfondare il tetto di stabilità è frutto della fantasia del consigliere comunale che si addentra pure a criticare, ironizzando, gli interventi sulla Fontana della Rua e la tinteggiatura dei portoni del Teatro Comunale. Sappia il Giorgi che questi lavori non sono costati un centesimo, perché frutto della prestazione di volontariato di consiglieri ed assessori che di fronte a difficoltà economiche e logistiche, si sono rimboccati le maniche. Ma a parte queste sciocche sue osservazioni, va ricordato al Sinistro consigliere che le difficoltà finanziarie che attraversa l’attuale amministrazione sono la conseguenza dell’operato delle precedenti amministrazioni delle quali lui faceva parte. Sono stati loro a sforare il tetto di stabilità ed hanno avuto pure la “fortuna” che non furono applicate le sanzioni previste.
La Giunta Ruggiano sta lavorando per scongiurare quest’eventualità, poiché sappiamo bene quali sarebbero le conseguenze in termini d’impossibilità di attingere a mutui e quindi di investire per le opere pubbliche. Il documento è palesemente diretto a gettare discredito facendo un processo alle intenzioni che non sono in animo e nelle strategie amministrative del Centrodestra. Cercano di scollarsi la “melma” che hanno addosso, alimentando paura sui cittadini potenziali salassati
Giorgi, che si atteggia a “guardiano del popolo” dimentica cosa ha lasciato nei cassetti dove siamo andati a guardare, così come si era promesso in campagna elettorale. Nello scartabellare atti di passate scelte (lui era in quelle maggioranze) saltano all’occhio certe vendite ed acquisti di beni immobili, qualificabili, per lo meno cervellotici. (…)
Sono questi i motivi per i quali oggi ci troviamo in serie difficoltà, ma faremo del tutto affinché non siano i cittadini a pagare le conseguenze di passate amministrazioni, tese soltanto a conseguire interessi di partito e personali. Di quell’allegre amministrazioni il Giorgi ne è stato fautore diretto. La smetta di fare il populista prevedendo il futuro con la boccia di vetro e si faccia l’esame di coscienza sulle sue corresponsabilità nella passata gestione della giunta Marini.
Mario Epifani – consigliere comunale Fiamma Tricolore

26 settembre 2008
Proposta Marsciano "spiazzata" dalla candidatura di Alfio Todini

In questo ultimo periodo sono comparsi articoli che hanno riguardato Proposta Marsciano, soprattutto per quanto riguarda la sua collocazione in vista delle elezioni amministrative del 2009.
Nel ricordare a tutti che Proposta Marsciano è un movimento civico che da sempre pone Marsciano e il suo territorio al centro della sua azione e pertanto la sua peculiarità, non avendo pregiudiziali, è di poter colloquiare senza sudditanze con tutti, associazioni, forze politiche di destra e di sinistra.
Accostare pertanto PM in questa fase in cui si sta lavorando sul cosa fare per la “Marsciano che verrà” al centro destra, al centro sinistra o a quant’altro è fuorviante e sbagliato.
Ci siamo sentiti pertanto in dovere di chiarire direttamente la nostra posizione; un dovere che sentiamo nei confronti di tutti i cittadini, soprattutto di coloro che da anni sostengono e confermano, come realtà importante del panorama politico, Proposta Marsciano.
La nostra posizione nasce da una considerazione che fa riferimento alla gestione “Chiacchieroni”; una gestione che, anche con il nostro importante contributo, ha trasformato Marsciano in tutti i settori, culturali, sociali, urbanistici.
L’esperienza del sindaco Chiacchieroni si avvia comunque alla conclusione; noi crediamo che bisogna porre in evidenza le cose buone che si sono fatte e consolidarle o portarle a compimento, studiare quelle che ci sembrano meno buone per individuare le opportune correzioni, e trovare soluzioni per alcuni nodi irrisolti molto importanti come ad esempio la questione del biodigestore di Olmeto, inserita in un contesto ambientale compromesso in più punti del territorio, e quella del “Mattatoio” che noi vogliamo “fuori città”.
A questo scopo Proposta Marsciano ha avviato da tempo contatti con movimenti, associazioni, forze politiche per far emergere i bisogni dei cittadini, sentire i loro punti di vista sui vari problemi; in altre parole per raccogliere contributi che ci consentano di mettere a punto un progetto per la Marsciano che verrà, tenendo conto anche delle poche risorse a disposizione.
LA convergenza con il SI su questi obbiettivi ha portato alla sottoscrizione di un percorso comune -come risulta dall’accordo firmato dai massimi dirigenti delle due forze politiche- “aperto anche a quelle forze, movimenti e associazioni che intendono apportare il loro contributo, per progettare la Marsciano del futuro”.
Non si è preso pertanto nessun impegno per le alleanze future senza una verifica programmatica; l’alleanza con il PD, anche se non esclusa, non è per niente scontata visto e considerato anche le diversità di vedute di alcuni “sindaci” in pectore del PD su questioni importanti come quelle sopra citate; non riteniamo percorribile, né corretta l’ipotesi di un accordo con le forze politiche basato su una ipotetica spartizione di poltrone; considerato inoltre il potere che la legge 81 concede al sindaco le convergenze programmatiche vanno trovate anche e soprattutto con l’eventuale futuro sindaco; per questo anticipare dichiarazioni di alleanze con l’attuale maggioranza senza sapere né con chi né come confrontarci ci sembra sbagliato.
L’autocandidatura di Alfio Todini ci ha un po’ sorpresi e “spiazzati”; è dunque Alfio Todini il candidato del PD con il quale dovremo confrontarci per una verifica programmatica? Su questo interrogativo riteniamo che i vertici locali del PD debbano fare tempestivamente chiarezza.
Luigi Anniboletti – Proposta Marsciano

25 settembre 2008
Chi è stato eletto in Consiglio comunale eviti sterili polemiche e si dia da fare

Ogni tanto mi dimentico che l’acredine di certe persone nei confronti di chi non la pensa in tutto e per tutto come loro, le rende cieche e impossibilitate ad una qualsiasi forma di dialogo. Mi riferisco a Caprini che penso non abbia letto con la dovuta attenzione ciò che avevo scritto nei suoi confronti, perché sarebbe grave se non ne avesse capito il contenuto (era troppo semplice!).
Per quel che riguarda il Mutuo Sociale tengo a dire che non è assolutamente un’utopia e se vuole potremo chiarirci i meccanismi tecnici a voce perché sarebbe troppo noioso per chi legge; l’unica cosa che tengo specificare è che le banche non ci guadagnerebbero quasi nulla ed il Comune o altro Ente si accollerebbero il costo di eventuali costi ridotti. Forse l’unica cosa che disturba è che non ci guadagnerebbero in maniera esagerata neppure i costruttori amici della sinistra, come è successo fino ad ora in Umbria (di esempi, anche recenti, ce ne sono tanti).
L’accordo tra l’Assessore Stufara ed il Consigliere Tracchegiani di fatto c’è stato e ne è prova che non si è trovata alcuna smentita al comunicato stampa del nostro Consigliere Regionale che spiegava ciò che era avvenuto in Consiglio Regionale (gli unici ad arrabbiarsi sono stati i Consiglieri del PDL); Caprini si facesse spiegare da Stufara cosa è successo.
Per quello che riguarda l’Ospedale tuderte avevo dato atto a Caprini di essere stato l’unico che si era mosso a sua difesa concordando con il suo operato ma, vista la sua risposta, penso che non l’abbia capito. Non pretendo invece che conosca i rapporti tra la forza politica che io rappresento a Todi e il PDL ed i rapporti che io, sempre come La Destra, ho con la Giunta Ruggiano e quindi in poche parole glieli spiego:
a) La Destra, con l’eccezione di alcune amministrazioni locali, non è alleata con il PDL e quindi non mi tangono le critiche all’attuale Governo perché non ci riguardano ed anzi concordo ancora con Caprini (non me ne voglia!) su certe scelte sbagliate;
b) La Destra a Todi non è rappresentata in Consiglio Comunale e quindi non è alleata dell’attuale Amministrazione; per questo mi sono rivolto al Consigliere Epifani, che ritengo quello più vicino al nostro sentire, ma che non fa assolutamente parte del nostro partito.
Con l’Amministrazione di Centro-Destra non abbiamo alcuna alleanza, anche se personalmente ho rapporti personali di amicizia con alcuni soggetti che la compongono; alcuni consiglieri di centro destra ed un assessore non li conosco neppure fisicamente. Analoghi rapporti li ho anche con molti Consiglieri dell’opposizione, con uno addirittura di parentela strettissima (mio fratello). Come fa chiedere conto a me della svendita del patrimonio? Si è dimenticato che queste cose riguardano il consiglio comunale?
Non gridi al vento Caprini solo perché l’ho benevolmente nominato; se non vuole, stia tranquillo che non lo farò più e mi dispiace per lui se lo altera il fatto che purtroppo su alcune tematiche la pensiamo allo stesso modo. Io non ho l’obbligo di partito che ogni mio pensiero debba necessariamente deve contrastare con quello di un rappresentanti di una forza politica diversa; ne La Destra abbiamo libertà di pensiero e quindi sono autorizzato a dire ciò che penso, senza arrabbiarmi se uno di un partito opposto al mio la pensa allo stesso modo. Comunque non si preoccupi perché il suo non è un caso isolato; nella mia trascorsa esperienza amministrativa mi sono trovato sempre di fronte ad atteggiamenti politici analoghi da parte di altri rappresentanti appartenenti alle forze politiche con le quali era alleato.
Invece di sterili ed incomprensibili polemiche, pensi Lui a stimolare l’Amministrazione Ruggiano perché i suoi elettori l’hanno votato per questo e non per creare dibattiti inutili come questo, che per me cessa qui.
Gianluca Alvi – La Destra Todi

24 settembre 2008
La politica affetta dalla "sindrome di Stoccolma"

Dopo la prima esperienza nel Fronte Popolare del 1948 i Liberalsocialisti che, insieme ai Liberaldemocratici, ai Liberalmonarchici ed ai Repubblicani avevano condiviso la lotta per l’Unità d’Italia e per il suo Risorgimento civile, hanno continuato a farsi sequestrare dai comunisti, sia di matrice marxista-leninista che socialclericale ed hanno così rinunciato a portare il loro contributo all’evoluzione civile e culturale della nostra nazione, vivendo quel tipo d’attrazione definita come “sindrome di Stoccolma” che s’instaurerebbe tra il persecutore e la sua vittima, dimenticando gli elementi positivi della politica Craxiana e baciando il guantone di chi nelle ultime elezioni politiche li ha chiusi nell’angolo.
Questa sindrome si sta manifestando anche nel piccolo mondo individualista di Massa Martana in cui i Liberalsocialisti si rassegnano a sedere negli stretti strapuntini della corriera clericalcomunista, dimenticando le loro tradizioni e rinunciando ad agire in prima persona alla ricerca della legittimità dinamica della Pubblica Amministrazione e di un rilancio dell’economia locale, contentandosi di presidiare posizioni di potere particolare e rinunciando al ruolo di comprimari in un dialogo costruttivo con l’opposizione, rappresentata per ora dal Partito della Libertà che vuole agire con coerenza responsabile per il bene comune, operando per gettare fondamenta solide su una “rupe” e non su “scatrafossi”.
In questo momento di seria difficoltà, i problemi superabili del completamento organico delle infrastrutture e dell’attuazione operativa del Nuovo Piano Regolatore devono impegnare tutti ad agire solidalmente per risolverli, nella legalità e nell’efficienza, e questo è possibile solo superando la vecchia concezione della politica come gestione di clientele particolari ed attuando i principi della Costituzione Repubblicana, nata “presbite” perché è stata scritta con quella saggezza che le consente di precorrere il progresso civile.
Le solide radici che San Felice ha dato alla Città Martana ci permettono di farlo ma quanti di noi sono disponibili?
Renato Domenico Orsini

24 settembre 2008
Rifondazione: nessuna apertura sul mutuo sociale, Alvi pensi a sollecitare Ruggiano sull’ospedale

In merito al comunicato apparso sulla stampa a firma del rappresentante della Destra Gianluca Alvi ci corre l’obbligo di fare alcune precisazioni. L’assessore Stufara si è impegnato, in occasione del dibattito sul Piano di edilizia residenziale pubblica 2008 – 2010, da un lato a modificare la parte della legge di settore che riguarda le graduatorie per l’alloggio pubblico, dall’altra a riaprire il ragionamento per gli strumenti finanziari posti in essere dalla Regione ma che nulla hanno a che vedere con la proposta del Mutuo Sociale. Quello del disagio abitativo è un problema reale che va affrontato con strumenti adeguati e il Mutuo Sociale, soprattutto se legato all’acquisto di una casa, è ad onor del vero una proposta alquanto irrealistica sotto il profilo giuridico – economico ed inutile a fronte degli obiettivi perseguiti.
Un’analisi che sembrano condividere anche le destre al governo della città, in considerazione del fatto che in nessun documento ufficiale di programmazione economico – finanziaria dell’ente ne è stata fatta menzione.
Messa da parte la mera propaganda dobbiamo invece prendere atto innanzitutto delle scelte scellerate del governo Berlusconi che azzera il Piano Straordinario Casa da 550 milioni di euro del governo Prodi con conseguenze rilevanti anche per la nostra regione. In secondo luogo ci chiediamo, e chiediamo a Gianluca Alvi, come mai la Giunta Ruggiano insiste in operazioni di svendita del patrimonio immobiliare pubblico, solo nell’ultima variazione di bilancio sono state previste ulteriori alienazioni per un milione e 600 mila euro, senza aver destinato un euro a progetti di edilizia residenziale pubblica oltre a quelli avviati dalla Giunta Marini.
Auspichiamo almeno, preso atto delle sensibilità espresse sul fronte dell’ospedale, che la Destra possa scuotere dal “lassismo” il sindaco e la Giunta Ruggiano per la difesa del nostro nosocomio, magari invitandoli a ricordare al Direttore Generale dell’impegno da lui assunto in Consiglio comunale sul rafforzamento quanto prima dell’organico del personale paramedico oggi ridotto all’osso, situazione che ha pesanti ripercussioni anche per le lavoratrici e i lavoratori attualmente in servizio.
Andrea Caprini – consigliere comunale Todi

24 settembre 2008
L’Umbria deve dire no alla "lobby filoinceneritorista"

Riguardo alle recenti dichiarazioni del Consigliere Regionale Zaffini circa la combustione dei rifiuti nei cementifici, la Rete dei Comitati Civici Umbri esprime netto ed assoluto dissenso nonchè forte preoccupazione per le popolazioni residenti nelle vicinanze degli impianti che questo comitato di interessi trasversale e assolutamente bipartizan che governa la nostra Regione ha individuato per la termodistruzione dei rifiuti.
Esistono oltre 435 studi epidemiologici i quali attestano l’assoluta ed inequivocabile nocività di questa pratica che nei Pesi evoluti sta gradualmente venendo messa al bando. Esistono tipi di impiantistica in grado di completare il ciclo dei rifiuti senza dover bruciare alcunchè (vedasi ad esempio il sito www.centroriciclo.com).
Perchè, davanti a tanta evidenza, i politici umbri fanno finta di non vedere e non sentire le ragioni di chi, ben lungi dall’essere il "fronte del NO", propone alternative REALI, CONCRETE ed ECOLOGICAMENTE nonchè ECONOMICAMENTE SOSTENIBILI?
Ricordiamo che i materiali post-consumo, impropriamente chiamati "rifiuti" da chi ha fatto della miopia politica il proprio tratto caratterizzante per le scelte che gravano poi sui cittadini, sono innnzitutto una RISORSA ECONOMICA in quanto il riciclaggio si rivela, oltretutto, estremamente remunerativo e foriero di numerosi nuovi posti di lavoro qualificato.
Non esistono frazioni secche da mandare al termodistruttore: questa è una leggenda metropolitana che i nostri amministratori usano per giustificare i favori che debbono fare alle consorterie cementistiche dell’Umbria.
Quindi i vari Bottini, Zaffini e colleghi la smettano una volta per tutte di ingegnarsi sul come favorire ad ogni costo la lobby filoinceneritorista ed inizino a pensare, piuttosto, al come giungere in tempi brevi ad una soluzione che risulti valida sotto tutti i punti di vista.
Pertanto non ci stupiremmo se, qualora si procedesse verso la scellerata ipotesi della termodistruzione, venissero messi in atto numerosi e cospicui ricorsi alle vie giudiziarie a tutela dei legittimi interessi patrimoniali dei cittadini residenti nelle zone interessate in quanto la termodistruzione dei rifiuti rientra ai sensi di legge nelle attività insalubri di prima categoria e, pertanto, causa un deprezzamento degli immobili e dei terreni circostanti l’impianto deputato a tale scopo.
Rete dei Comitati Civici Umbri

23 settembre 2008
A proposito della "pillola del giorno dopo"…

Sono don Andrea Rossi, responsabile dell’ufficio di pastorale giovanile della diocesi di Orvieto-Todi e assistente di Azione Cattolica. Scrivo per esprimere il mio disappunto in merito alla superficialità e, seppur mi auguro in buona fede, scorrettezza con cui è stato trattato il tema della pillola del giorno dopo sul giornale "La Città" di Orvieto. Mi riferisco all’articolo, sedicente inchiesta, che ha per titolo “72 ore per non abortire” e che è stato pubblicato ne “La Città” n. 7-8 a firma Simone Zazzera.
Superficialità perchè attraverso una terminologia “anestetizzante” si evita di usare parole che potrebbero provocare qualche sussulto di coscienza e questo a partire da una tesi che non è l’unica presente oggi nel dibattito scientifico ed in questo caso entra in gioco anche la scorrettezza professionale. Se di inchiesta si tratta è d’obbligo presentare anche le tesi diverse, che hanno lo stesso diritto di cittadinanza nel mondo scientifico. Visto che di solito siamo noi ad essere accusati di indottrinamento, almeno la nostra motivazione è palese: la fede in Gesù Cristo, mi sembra invece che cambiando i pulpiti i metodi sono gli stessi. Il problema che molto spesso le motivazione addotte sono la laicità, l’oggettività scientifica e quant’altro abbia il sapore di un essere super partes. Ancora una volta si cambiano “le carte in tavola”: opinioni assunte a verità e mi ripeto, in una inchiesta, se tale, le opinioni scientifiche vengono presentate tutte per una corretta informazione.
Aggiungo ancora una ulteriore scorrettezza. Alcuni giorni fa alla redazione è stata inviata un e-mail a firma Elena Marcucci, infermiera professionista e lauranda in Bioetica presso la Pontificia Università Regina Apostolorum, che sullo stesso argomento aveva una posizione molto critica nel modo in cui era stata tratta la tematica.
Alla sua e-mail non è pervenuta alcuna risposta e sul numero 9 del mensile "La Città" non risulta nessuna traccia del dibattito aperto. Perchè?
È necessario affrontare questi temi eticamente sensibili con maggiore serietà, non è questione esclusivamente di fede ma di visione dell’uomo e del suo futuro. Anche molti uomini e donne seppur non credenti iniziano ad avere come riferimento una antropologia cristiana. Ciò dovrebbe farci riflettere, la fede non annulla l’uomo ma lo porta alla sua vera realizzazione.
Anche se non se ne vuole fare una questione di fede almeno comprendiamo quale progetto di uomo la fede presenta.
Don Andrea Rossi – Diocesi Orvieto-Todi

22 settembre 2008
Meno inaugurazioni e meno ostruzionismi… e uniti sul Mutuo Sociale

Su TamTam già si è registrato che in Consiglio Regionale c’è stata una atipica convergenza tra La Destra e Rifondazione Comunista sulla tematica del Mutuo Sociale. Infatti La Destra si è astenuta sul Piano triennale dell’edilizia proposta dall’Assessore Stufara di Rifondazione in quanto lo stesso ha dichiarato che prenderà in considerazione ed andrà avanti nella proposta presentata dal Consigliere Regionale de La Destra Tracchegiani riguardante il Mutuo Sociale; chiaramente all’astensione de La Destra sono seguite forti polemiche da tutto il PDL, che continua a seguire solo ed esclusivamente logiche partitocratiche.
Il Piano triennale era invece degno di considerazione anche perché nello stesso è contenuta una norma che consentirà di ripartire tra immigrati ed italiani le abitazioni pubbliche in base alla consistenza della popolazione ed esattamente per il 7 % ai primi e per il 93% ai secondi e non più come prima quando le abitazioni pubbliche venivano assegnate quasi per intero agli immigrati penalizzando in maniera esagerata gli Italiani.
Todi è fortemente interessata da tale situazione perché è stato il primo Comune dove alcuni mesi fa la proposta del Mutuo Sociale da parte di Fiamma Tricolore è stata recepita dall’Amministrazione; penso che a Todi (mi scuso anticipatamente se sbaglio) Fiamma Tricolore non esista più, ma sia CasaPound Italia che il Consigliere Comunale Epifani sicuramente la pensano come noi de La Destra su questa tematica, che è tra le più importanti per le nostre famiglie.
Invito quindi tutti, Amministrazione comunale compresa, a prendere atto di quanto avvenuto in Consiglio Regionale ed a ripromuovere e rivitalizzare con forza le azioni necessarie affinché si possa andare avanti su tale iniziativa. E’ ora di muoversi con energia sulle tematiche tipiche vicine ai ceti socialmente più bisognosi; in Comune La Destra non è rappresentata, ma ci auguriamo che il Consigliere Epifani, pur non facendo parte della nostra forza politica, ma avendo sicuramente unità d’intenti con noi su tale argomento, farà sentire la sua voce.
Poiché ciò che ci interessa è il bene della nostra Comunità, non abbiamo pregiudiziali verso chi non è nostro iscritto, ma anzi ci rivolgiamo a lui per portare avanti ideali comuni e mi riferisco sia al consigliere Epifani che a tutti i numerosi aderenti di CasaPound guidati a Todi da Andrea Nulli.
Visto che l’Assessore regionale Stufara appartiene alla stessa forza politica del Consigliere Caprini, mi rivolgo anche a quest’ultimo perché non si tiri indietro o sia indifferente a tale battaglia che va a favore di chi ha veramente bisogno e contro gli interessi delle lobbies bancarie e dei costruttori edili.
Non mi vergogno di fare questo appello al Consigliere Caprini anche perché approvo appieno anche la sua mobilitazione per l’Ospedale di Todi; invero penso che sia una mobilitazione tardiva (fino ad ora non se ne era accorto?), ma sicuramente è stata l’unica voce che ha costretto l’Amministrazione a prendere qualche provvedimento, speriamo non solo di facciata. Da parte dei Consiglieri di maggioranza l’unica risposta è stata quella “non è colpa nostra ma viene dal passato” (e ciò è verissimo, ma non legittima questo lassismo), mentre da quelli di opposizione è stata “non è vero, è tutto sotto controllo”. Spero che tutti vogliano il bene di Todi e che quindi nelle sedi competenti si ritorni a fare un po’ di politica seria affrontando tali problemi, lasciando da parte diatribe sterili e senza contenuti, come invece è avvenuto in questi ultimi mesi.
Fate meno inaugurazioni e cerimonie da una parte e fate meno ostruzionismo, con un’opposizione finalmente seria e costruttiva, dall’altra parte e pensate che chi ha veramente bisogno vuole comportamenti concreti, seri e meno mondani da parte di coloro che hanno votato; fatelo almeno ora in onore del nuovo ideale comune (sicuramente con l’unica eccezione del consigliere Epifani) che vi accomuna, l’Antifascismo.
Gianluca Alvi – Portavoce de La Destra Todi

22 settembre 2008
A proposito di "compagni", di "camerati" e del Consiglio comunale di Todi

In merito all’intervento del consigliere Marchetti, il quale usa un’ironia nemmeno tanto sottile, la stessa della quale vengono accusati di fare un uso irresponsabile all’interno dei comunicati gli esponenti del centrosinistra (vedi interventi precedenti), mi colpiscono alcune affermazioni alle quali mi sento in dovere di rispondere.
In primo luogo, mi sento di dover effettuare alcune precisazioni circa l’uso della parola “compagni” all’interno dell’intervento, premesso che tale dicitura non è assolutamente un insulto per chi si considera tale, come credo non lo sia la parola “camerata” per chi si sente di appartenere all’altro schieramento.
Tuttavia quello che mi preme sottolineare è che attualmente all’interno del Consiglio Comunale di Todi esistono varie componenti politiche, come ad esempio quella dei Repubblicani Europei, che storicamente nasce e si sviluppa come un’ideologia di sinistra le cui radici sono totalmente differenti da quella Marxista.
Mi sembra quindi opportuno, in una fase della politica tendente al bipolarismo, di non continuare ad utilizzare vecchi schemi di ragionamento qualunquisti e populisti, che dovrebbero essere in disuso, anche perché non rispecchiano la verità dei fatti, tale problematica credo si possa riproporre con la nascita del Pdl: non credo che tutti i consiglieri dell’attuale maggioranza possano essere definiti indistintamente “camerati”, senza tener conto delle origini politiche delle componenti che lo costituiscono, come ad esempio quella cattolica e quella socialista (anche i socialisti si chiamano compagni).
In secondo luogo, in merito all’affermazione circa il comportamento dei consiglieri di far mancare il numero legale, tengo a precisare che il comportamento dei consiglieri di centrosinistra, con particolare riguardo a quello dell’Mre, il quale non ha partecipato alla seduta, è coerente con la funzione politica che svolge un consigliere di opposizione: la maggioranza che amministra deve prendere le proprie decisioni deliberando in base ai consiglieri di maggioranza dimostrando così di essere autonoma ed in grado di governare.
Del resto la differenza tra la prima e la seconda convocazione esiste proprio per abbassare i quorum costitutivi e deliberativi e far si che si possa svolgere la seconda seduta con un numero di consiglieri inferiore, tale meccanismo è previsto dal regolamento comunale all’interno di un sistema di pesi e contrappesi per far svolgere democraticamente un ruolo all’opposizione, la quale essendo esclusa dalle decisioni non può far altro che svolgere un ruolo di controllore.
Questo ruolo è anche imposto dalla Giunta Ruggiano, la quale, da qualche tempo a questa parte ha deciso sistematicamente di esautorare il Consiglio comunale delle proprie funzioni, by-passando lo stesso e prendendo le decisioni senza sentire il parere dei consiglieri, comportamento legittimo ma che comporta determinate conseguenze.
Infine vorrei fare una precisazione di natura storica, tale meccanismo di far mancare il numero legale non è assolutamente una novità inventata dal centrosinistra, anzi, posso sostenere senza la paura di essere smentito, che metodicamente, nelle passate legislature i consiglieri di centrodestra, alcuni dei quali fanno parte dell’attuale maggioranza, abbandonavano sistematicamente le sedute quando se ne presentava l’occasione al fine di far mancare il numero legale.
Ora mi chiedo: erano anche loro dei grandi irresponsabili invidiosi di chi governava e irrispettosi dei bisogni dei cittadini oppure esercitavano semplicemente il loro ruolo di opposizione?
Francesco Maria Alvi – segretario Movimento Repubblicani Europei Todi

21 settembre 2008
Dal capogruppo di AN: "Grazie Compagni!"

Grazie compagni! Un grazie di cuore da parte mia e da parte di quelli che mi onoro di rappresentare.
Grazie perché per l’ennesima volta, approfittando del ritardo di un consigliere di centrodestra, avete mandato deserto il Consiglio Comunale di Todi del 16 settembre, facendo si che provvedimenti di scarsa importanza, (per voi certamente), venissero rimandate al Consiglio successivo.
Cosa c’è di meglio da fare, d’altra parte, che mettere in ridicolo questi sprovveduti Consiglieri di centrodestra?
Questi sempliciotti, che girano per il centro storico di Todi indaffarati e spesso sudaticci, nel ridicolo tentativo di rendersi utili alla comunità?
Questi incompetenti che mettono in pericolo le porte sverniciate del Teatro comunale e che attentano ai monumenti della città, mettendo addirittura acqua in una fontana!
Questi dilettanti allo sbaraglio che si affannano nel vano tentativo di far riuscire un Festival, nato certamente fallimentare, privo di contenuti e senza prospettive future…
Forse mi sbaglio, forse i Consiglieri di centrosinistra volevano soltanto approfittare di un’occasione per festeggiare: non avendo potuto brindare al fallimento del Festival, hanno pensato di farlo in occasione del fallimento di un Consiglio Comunale. In fondo chi si accontenta gode.
Noi ci siamo divertiti abbastanza in questo periodo. Un po’ di svago spetta anche a voi. I cittadini di Todi vi capiranno certamente, l’invidia è il sentimento umano per eccellenza, in certi ambienti.
Buon divertimento ancora e grazie ancora Compagni!
Stefano Marchetti – Capogruppo consiliare di A.N.


20 settembre 2008
Di un nuovo partito (Socialista) alle spalle del PD non c’è proprio bisogno!

Premesso che i valori enunciati dal P.S.I. sono universalmente riconosciuti da tutti, di un nuovo partito alle spalle del P.D., pensiamo che non ce ne sia sostanzialmente bisogno ne in Italia ne tantomeno a Marsciano.
Secondo noi,a Marsciano, il quadro che si va delineando è quello di due contenitori politici, alternativi tra di loro ma che principalmente hanno un medesimo obiettivo; sviluppo, crescita, benessere per la società.
Sul mercato politico attuale, questo ruolo è istruito da due soggetti; P.D. e P.D.L., che esercitano una sorta di pressione competitiva politica tra loro permettendo per un verso una virtuosa circolazione di idee, e dall’altro, un miglioramento organizzativo delle strutture partitiche (benchmarking).
Chi vince governa e l’altro si prepara per le prossime elezioni senza drammi e isterismi.
Da qui nasce il nostro appello all’anima socialista. Per contribuire al dialogo con soggetti e aree culturali di estrazione e orientamento eterogeni (cattolici, liberali, socialisti), per la produzione di idee in un’area che appartiene a Forza Italia e, che, non ha nulla da invidiare al P.D. e sinistra, oltretutto in disfacimento culturale.
Se poi il P.S.I. a Marsciano si colloca tra Comunisti e P.D e magari di spalle a Di Pietro non è propugnare concezioni del mondo alternativi a chissa chi, ma diciamocelo chiaramente, è marketing politico ,la cui finalità è prendere i voti in libera uscita dal P.D. e rigovernarci assieme.
In questo caso la collocazione non ha niente a che vedere con le ideologie, oltretutto cancellate dalla storia, ma diventa un "sottostante" del P.D.
Se è cosi, noi abbiamo tutti i diritti a partecipare in questa competizione, in un campo oltretutto a noi congeniale.
Detto questo, nel mese di ottobre, Forza Italia assieme ad Alleanza Nazionale, darà il via ad una serie di incontri con tutti i rappresentanti delle liste civiche presenti nel Comune di Marsciano.
Direttivo Forza Italia Marsciano

20 settembre 2008
Sì a scuola comunale di musica, no alle alienazioni e al lapidario

Essendo dovuto allontanarmi per motivi di lavoro dal Consiglio Comunale di Todi, data anche la lunga sospensione, vorrei far comunque conoscere la mia posizione relativamente alla “Regolamento della Scuola Comunale di Musica” e alla “Variazione al bilancio 2008”.
Per quanto attiene la Scuola Comunale di Musica da sempre sono stato contrario di affidarla ad un terzo soggetto ma il Decreto del ministro Brunetta, che di fatto impedisce assunzioni anche a tempo determinato, ha costretto a individuare e quindi ad adottare un percorso diverso.
L’altra sera un buon risultato è stato raggiunto con la presentazione, da parte di entrambi gli schieramenti, di alcuni emendamenti che alla fine hanno prodotto un voto unanime per l’approvazione del punto all’ordine del giorno. In particolare grazie alle modifiche richieste dal centrosinistra, qualora la gestione fosse esternalizzata, resta il ruolo guida dell’Amministrazione Comunale per la nomina sia del Direttore della Scuola sia per quella degli insegnanti.
Altro importante emendamento proposto dalla minoranza è che, sempre in caso di una gestione a terzi che preveda anche l’apertura di altre sedi in altri Comuni, le risorse economiche che l’Amministrazione comunale mette a disposizione dovranno essere destinate solo per il Comune di Todi.

Relativamente alla variazione di bilancio inerente la voce “gestione patrimoniale”, la mia posizione è contraria a questo secondo mutamento in così poco tempo, soprattutto perché credo che i beni patrimoniali vanno amministrati e non venduti.
Questa era anche la stessa affermazione dall’attuale sindaco fatta alcuni anni fa, quando però sedeva sui banchi della minoranza, in occasione della messa in vendita di alcuni fondi rustici. Quindi a suo tempo egli parlava addirittura di svendita del patrimonio comunale dimostrando la sua netta contrarietà, oggi trovandosi nella veste di sindaco ha proposto al Consiglio una consistente svendita di patrimonio comunale. Quindi, cambiato il ruolo, il sindaco Ruggiano si è adeguato facendo di necessità virtù!
A seguito della sua posizione di alcuni anni fa mi sarei aspettato, e credo anche i cittadini, che da parte sua ci fosse una proposta rivolta alla valorizzazione dei beni pubblici e non l’alienazione. Valorizzazione che mi sembra proprio non esserci visto che ora si parla di ulteriore vendita di beni per un valore di 1 milione e 665 mila euro, che messa insieme alle precedenti proposte di vendita si arriva a oltre 3 milioni e mezzo di euro, e che, come è noto è rimasto quasi tutto invenduto.
L’Amministrazione ricorre alla dismissione del patrimonio pubblico per esigenze economico-finanziare quando, pur capendone la scelta politica per non sforare il patto di stabilità, credo sia alquanto difficile in così breve tempo riuscire a finalizzare il progetto di vendita.
Altra motivazione che mi trova contrario e che lascia ovviamente fortissimi dubbi riguarda il fatto che si sta ragionando alla cieca: siamo stati chiamati a votare la variazione di bilancio non sapendo ancora questi eventuali ricavi come verranno spesi, considerato che non ci è ancora dato sapere il piano delle opere pubbliche.

Per quanto riguarda il progetto del Museo Lapidario confermo la mia posizione contraria già espressa pubblicamente, in quanto credo che le risorse previste per la sua realizzazione sono troppo consistenti e articolate, infatti il costo per il Comune dovrebbe essere di 120 mila euro da ottenere attraverso l’accensione di un mutuo, e poi a questa somma vanno aggiunti anche i costi di gestione di cui l’Amministrazione Comunale non ne parla ma rappresentano, ovviamente, un forte impegno economico e di personale.
Se vogliamo c’è un’altra contraddizione: ma se non è possibile accendere i mutui per il mancato rispetto del patto di stabilità, come può l’Amministrazione comunale reperire tali somme per un’iniziativa direi non adeguata per un Comune come Todi?
Mauro Giorgi – consigliere comunale Italia dei valori Todi


20 settembre 2008
Da Marsciano la Sinistra democratica e i Socialisti chiamano a raccolta il centro-sinistra locale

Il coordinamento comprensoriale della media valle del Tevere esprime grande soddisfazione dal punto di vista politico della festa del socialismo europeo organizzata insieme al Ps.
Nei dibattiti della festa si sono toccati molti aspetti e tematiche della società odierna e prospettate varie direzioni di marcia per una sinistra riformista del socialismo europeo; è stata ribadita la necessità di una unione delle forze della sinistra stante anche l’attuale legge elettorale per il parlamento e quella prospettata per le europee con uno sbarramento del 5% nel dibattito del giovedi.
Il lavoro precario è stato oggetto del dibattito di domenica in cui hanno partecipato i rappresentanti delle forze sindacali della triplice mentre la cultura, la scuola il welfare e la giustizia sono stati gli altri temi di cui si è discusso.
Notevole è stata anche la partecipazione dei compagni della S.d. e del P.s. nonostante il tempo inclemente abbia infuriato in due serate.
Il coordinamento comprensoriale della s.d. ringrazia tutti i compagni ed i giovani della Sinistra democratica e del Ps che hanno permesso l’organizzazione di questa prima festa dando l’appuntamento al prossimo anno.
Ora è necessario che le forzze politiche della sinistra iniziano ad elaborare un progetto comune comprensoriale in vista delle elezioni del prossimo anno basato su idee ed uomini, progetto da portare al confronto con il Partito democratico locale al fine di far rivincere in tutto il comprensorio le forze progressiste del centro-sinistra.
A tal scopo il coordinamento comprensoriale della Sinistra democratica, coerente con le motivazioni della sua nascita, invita il PS, il PRC, il PDCI, i Verdi, le altre forze laiche e di centro-sinistra ad approntare un tavolo di discussione da subito mettendo al centro della riflessione le tematiche del lavoro, della sanità, della scuola, dell’ambiente.
Coordinamento comprensoriale Sinistra Democratica

20 settembre 2008
Riecco il Movimento Cristiano Lavoratori – Mcl per Todi

E’ stata formalmente costituita e registrata l’Associazione “Movimento Cristiano Lavoratori – Mcl per Todi”. Ha per scopo proseguire l’impegno sociale e politico esplicato dalla omonima lista civica. La battaglia culturale per scardinare forme di pensiero sclerotizzate è inclusa.
L’Associazione si ispira ad un cristianesimo non confessionale; e proprio per questo assume il pensiero “proibito” del sacerdote e scienziato francese Pierre Teilhard de Chardin come punto di riferimento per l’interpretazione delle cose umane e più che umane; fa proprio altresì l’assunto di Benedetto Croce per il quale “non possiamo non dirci cristiani”.
Secondo una non recentissima statistica i cristiani sono circa il 33% della popolazione mondiale. Di essi: 1.063.000.000 Cattolici; 720.829.000 Protestanti, anglicani ed altri cristiani; 215.129.000 Ortodossi e chiese orientali.
Incidentalmente aggiungiamo quei “gruppi segreti di sapienti iniziati nell’ambito delle grandi religioni”, tra i quali mettiamo gli gnostici e gli ermetici cristiani. L’appartenenza a quest’ultimi costò al frate domenicano Giordano Bruno l’arrostimento per eresia il 17 febbraio 1600 in Campo de’ Fiori a Roma. A lui va la nostra sconfinata solidarietà: prima o poi con il suo pensiero si dovranno fare i conti, così come è stato per Galilei.
I numeri sopra riportati rappresentano dati statistici. Tuttavia è bene sottolineare che la statistica non è abilitata ad entrare nell’intimo di ciascuno di noi, per certificare l’articolazione profonda del nostro credo.
Premesso dunque che il contenuto delle fede religiosa è inafferrabile, noi adottiamo l’enunciato di Benedetto Croce, perché dirsi cristiani è parte integrante della nostra cultura e della nostra storia.
Ci proponiamo di non scomodare dogmi o dichiarazioni impegnative ai fini dottrinari delle varie chiese, inclusa quella cattolica. Noi non tifiamo per nessuna in particolare. A noi interessa l’aspetto sociale e politico delle confessioni religiose e da questo particolare punto di vista la Dottrina sociale della Chiesa cattolica ci sembra più a dimensione umana, per fare un esempio, dell’etica protestante, data la sua stretta connessione con il capitalismo individualista contemporaneo.
Al socialismo marxista, o di altro genere mondano, preferiamo il socialismo cristiano (non quello all’acqua di rose degli ultimi papi, ma quello strutturato ideologicamente come risposta al marxismo, che parte dal 1891 ed arriva a Giovanni XXIII, papa quest’ultimo mai abbastanza rimpianto).
Alvise Pazzaglia, Ubaldo Farinelli – Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl per Todi)


19 settembre 2008
Droga e difesa della dignità personale

Droga sostenibile e droga che uccide, mi pare necessaria una ulteriore precisazione, quanto meno per il largo consumo… di onestà intellettuali, in condanne e conseguenti assoluzioni a poco prezzo.
Quanto meno per rendere giustizia alle parole, quando esse assumono il peso di una sentenza e influenzano le persone, in particolar modo quelle che ancora non hanno una personalità formata, coloro che ancora non hanno pieno il carico della coscienza, cioè l’essere presenti a se stessi; e un bambino sebbene grande, non è cosciente, per diventare coscienti di noi stessi, il primo avvertimento è l’avvertimento dell’esistenza dell’altro.
Noi adulti sappiamo bene che crescita vuol dire differenziazione, affermazione di sé come entità autonoma, attraverso le varie fasi di sviluppo dell’individuo, attraverso le occasioni e le opportunità della vita, ma ciò non autorizza nessuno a rilasciare patenti di maledetto per forza, perché questa è una vocazione destinata al macero, e cosa assai più grave, destina al macero i più deboli.
Avere personalità non significa essere qualcosa per mezzo di una canna, di una pasticca, chi possiede una personalità matura dimostra unità nel comportamento tra ciò che pensa e ciò che fa, valuta in maniera obiettiva la realtà e se stesso, e perciò si rapporta al contesto coerentemente alla propria situazione.
In uno spinello “quotidiano” vi è l’impegno e la fatica per raggiungere una crescita personale accettabile? Oppure in questo atteggiamento vi è una considerevole instabilità emotiva che maschera un disagio con l’avvicinamento ai rischi estremi.
Fallimento degli educatori, di una società che sta a guardare? Forse questo è il risultato che scaturisce da una sorta di nichilismo congenito a qualche generazione… fortunatamente passata, perché educare non sta più solo per trasmissione di nozioni-conoscenze, ma come formazione alla complessità, come insieme di comportamenti, quanto meno per colmare con il tempo certe carenze, e bisogna riuscirci in tempo affinché non diventino MALEDETTE LUCIDE FOLLIE.
L’uso di roba è prevalentemente una via di fuga senza progettualità, è la rappresentazione dell’impossibilità di trovare una uscita di emergenza, per cui non si può parlare di “prevenzione del danno“, ciò che si deve e si può prevenire è il coinvolgimento nell’uso, soprattutto quello PRECOCE, fornendo ai giovani l’opportunità di trovare risposte più valide ai loro problemi- compiti di sviluppo.
Certe argomentazioni sulla droga che girano e inciampano sulle bocche di tanti adulti, meritano sicuramente attenzione, ma io ho imparato a sfuggire le visioni ed i percorsi unidimensionali, e proprio accogliendo e accompagnando i giovani in difficoltà, sono diventato estremamente attento al disagio che circonda le persone affaticate, al loro bisogno di essere aiutati a entrare un po’ in se stessi, per comprendere che ci si deve impegnare strenuamente per difendere la propria dignità personale.
Vincenzo Andraous


18 settembre 2008
Finalmente un po’ di ilarità da parte del Pd di Todi!

Sono proprio contenta di vedere che quel senso di rancore e di stizzita rabbia che dilagavano negli altri comunicati nel Pd di Todi siano stati abbandonati in favore di una comicità dirompente!
Sono contenta di sapere che le “magagne” del passato siano soltanto delle marginali inottemperanze e prendo, invece, atto che (come si evince dai precedenti comunicati) le vere imperdonabili nefandezze le stia facendo solo la Giunta Ruggiano.
Come non essere d’accordo con il PD quando dice che l’Ospedale della città va preservato e difeso e chiede al sindaco un impegno concreto; mi domando soltanto dove fossero quei consiglieri quando il nostro nosocomio veniva vilmente svilito di ogni sua prioritaria funzione, quando uno smantellamento selvaggio lo privava del punto nascita, quando i Palazzi rimanevano in silenzio dinanzi ad una città che si mobilitava in difesa del proprio ospedale?!
Quale era la linea del Partito in quegli anni, quale interesse della città è stato perseguito, quale vantaggio ha avuto Todi da una politica che ha reso il nostro Ospedale una scatola vuota?
Farsi queste domande e guardare al passato non è affatto anacronistico, ma necessario per capire le radici di un problema annoso con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni.
Dire che il problema dell’Ospedale si riduca ad una cattiva gestione da parte della Giunta Ruggiano mi sembra veramente ridicolo e fastidioso!
Vogliamo poi parlare delle polemiche per il Festival? Ricordo solo attacchi e vignette in cui si diceva che il programma era scritto con caratteri molto piccoli perchè gli stessi organizzatori si vergognavano dei contenuti della manifestazione.
Il Festival, invece, è stato un successo e ha riavvicinato la gente comune ad una manifestazione che per anni la città ha visto come qualcosa di lontano ed elitario.
Ed il PD cosa ha fatto? Ne ha preso atto? E’ tornato sui propri passi? Neanche una parola! Evidentemente quando non si può dire male è meglio tacere!
Oggi è giornata di Consiglio comunale… speriamo che l’ilarità dell’ultimo comunicato si traduca in un atteggiamento più rispettoso della città e delle proprie Istituzioni; abbandonare la seduta per mostrare i muscoli è un atteggiamento da bulletti la cui unica conseguenza è causare un danno a tutti quei cittadini che si attendono dal Consiglio proposte e soluzioni e non ripicche da liceali!
E’ giusto che ci sia uno scontro, è giusto che ogni partito manifesti le proprie opinioni e dissenta anche fortemente dalle scelte della Giunta ma dire sempre e solo no, avere un atteggiamento ostruzionistico, alzare le barricate a priori mi sembra veramente infantile.
Elena Baglioni

18 settembre 2008
Panda non revisionata, vecchi lampioni e macchine tipografia: il Pd la butta sul ridere

La sezione tuderte dell’O.V.R.A. (Organo di Vigilanza dei Reati Antistatali – 1926), ha scoperto un’altra “magagna” della passata amministrazione Marini, che si aggiunge all’ormai noto “fattaccio” della Panda non revisionata e quella della sparizione dei vecchi lampioni dei Giardini Oberdan: la scomparsa dei macchinari della ex Tipografia Tuderte in piazza di Marte.
Dinanzi a questa dirompente sequela di denunce, che stanno sovvertendo il quadro politico e morale della città, come PD, ci sentiamo obbligati a chiarire perché l’OVRA non affatichi troppo la fantasia e si dedichi ai problemi più impellenti di Todi!
Il 28/05/2008, il vicesindaco di Todi denunciava: "ecco le magagne della passata Amministrazione", la Panda dell’Urbanistica non era revisionata…”, a fronte di ciò non possiamo far altro che presentare la testuale giustificazione addotta dall’ex sindaco Marini: “… si è vero, il giorno della revisione me ne sono dimenticata, ma sono in parte giustificata perché stavo spolverando e dando lo straccio bagnato nella sala del Consiglio comunale che il giorno prima era stata impegnata da un matrimonio… con tutto quel riso in terra non volevo accadesse qualcosa!”.
Ringraziando Primieri, lo invitiamo a controllare che i mezzi del Comune di Todi siano sempre usati dal personale addetto ed abilitato, perché spesso li vediamo in mano di persone operose, ma sconosciute all’organico comunale.
Per i vecchi lampioni dei Giardini Oberdan, anche quelli, secondo l’OVRA, "scomparsi”, possiamo dire solo che sono stati usati per illuminare gli orti privati dei membri della passata Giunta Marini, ma siccome non tutti gli assessori avevano lo spazio necessario, per non fare parzialità, fu convenuto di riconsegnarli tutti al deposito comunale, dove ancora oggi giacciono!
Sfugge niente di quello che succede nel comune di Todi, riguardante l’ennesima “sparizione” accaduta nel Comune di Todi, il PD può solo dire che i macchinari della ex tipografia Tuderte, notte tempo, erano stati sottratti dai locali di piazza di Marte per essere usati dalla passata Giunta per una stamperia clandestina, vista la praticità e la modernità dei pezzi stessi.
Purtroppo, qualche giorno dopo il “colpo”, scoperti, essi riconsegnarono il tutto ai legittimi padroni, cioè i soci della Tipografia Tuderte, che ne riottennero la disponibilità facendo saltare così il piano clandestino.
Partito Democratico di Todi

17 settembre 2008
Sull’ospedale di Todi la destra annaspa ma a sinistra facciamo chiarezza

Il centro destra annaspa sulla vicenda dell’ospedale tuderte. Mentre per anni, da loro stessa ammissione, hanno inveito contro una chiusura che non è mai avvenuta, oggi, che sono al governo a fronte di un impoverimento del nostro nosocomio, si trincerano dietro dati che dichiarano candidamente di non conoscere.
Questa è solamente un’ulteriore prova che con le promesse si possono vincere le elezioni ma governare, e governare bene, è altra cosa.
Siamo comunque rinfrancati dall’attenzione al problema delle altre forze politiche del centro sinistra anche se occorrono, per chiarezza, alcune precisazioni su quanto apparso sulla stampa.
In particolare l’analisi degli amici del PD è solo “l’istantanea dell’incidente” con alcuni problemi però di sovraesposizione relativa ad alcuni elementi e sottoesposizione di altri.
Dal primo settembre è stata revocata la convenzione col medico nutrizionista e la possibilità di ricovero ordinario pediatrico per i disturbi dell’alimentazione, un depotenziamento di fatto del reparto e dei servizi offerti dall’ospedale tuderte, non una chiusura, ma un passo deciso in questa direzione.
È ovvio che, cosi facendo, ad essere messo in discussione è il livello di interazione tra il reparto pediatrico dell’Ospedale tuderte e la Residenza di Palazzo Francisci e con esso l’intero sistema a rete integrata così come individuato e strutturato sin dal principio, questo si vero punto innovativo e di eccellenza della politica sanitaria locale e regionale, su cui l’amministrazione Marini ha lavorato negli anni passati con straordinari risultati
Non possiamo parlare di “Centro per i DCA” facendo riferimento solo ad una struttura cosi come la qualità della rete non può essere perseguita partendo dall’azzeramento di una delle due.
Nessuno vieta che sui progetti sanitari complessi, quali quello in discussione, possano verificarsi in corso d’opera operazioni di restyling e di affinamento di compiti e funzioni ma sempre con l’obiettivo di migliorare davvero l’assistenza e di immaginare percorsi di cura sempre più completi e rispondenti alle necessità assistenziali attuali senza meccanismi “top-down” che modificano quanto stabilito dal PAL attualmente vigente
Rifondazione Comunista concorda, perciò, sulla necessità di non essere prigionieri del passato ma invita tutte le forze politiche tuderti a non farsi imbrigliare da logiche che con l’interesse della città e dei cittadini hanno poco a che spartire.
Andrea Caprini – consigliere comunale di Rifondazione Comunista

17 settembre 2008
E’ la maggioranza a dover garantire il numero legale

A Todi, per la seconda volta consecutiva, il centrodestra non è riuscito a garantire il numero legale per lo svolgimento del Consiglio Comunale. Una situazione piuttosto delicata e imbarazzante che contrasta fortemente con quanto invece il governo cittadino vuol far vedere.
Come consigliere dell’Idv ho contribuito a non far ottenere il numero legale essenzialmente per due motivi. Il primo è di natura politica, in considerazione che inizialmente il centrodestra non aveva la maggioranza, acquisita poi come è a tutti noto, non ho ritenuto opportuno partecipare alla seduta, ritendo che debba essere la maggioranza a doversela garantire.
L’altro aspetto riguarda un fatto tecnico: da diverso tempo non viene più convocata la conferenza dei Capi Gruppo consiliari, un’iniziativa che può contribuire a concordare date e a trovare convergenze utili. Rinnovo l’invito di tornare nuovamente a promuovere tali incontri preliminari.
Mauro Giorgi – consigliere comunale Idv

16 settembre 2008
Tracchegiani: cosa altro si troverà nel Tevere?

E’ di oggi la notizia del riscontro di ammoniaca nel Tevere e dell’attivazione dell’ARPA di un’apposita stazione di controllo a Fonte Nuova. A questo punto mi chiedo quante altre sostanze finiremo per trovare nel Tevere o in altri bacini fluviali o lacustri. Quali sono le responsabilità della Provincia in merito, visto anche il mancato coordinamento con la guardia forestale, come nel caso degli scarichi nel Trasimeno di pochi giorni fa, che la prima definiva autorizzati, mentre la seconda abusivi?
Aldo Tracchegiani – consigliere regionale

15 settembre 2008
Residenza per anziani: come votereranno i consiglieri del Pdl?

Il coordinamento di Forza Italia-P.D.L. di Marsciano, auspica un voto nettamente contrario da parte dei rappresentanti del P.D.L. in merito alla costruzione della residenza protetta per anziani denominata Villa Bocchini, nel Consiglio Comunale che si terrà il 16 settembre alle ore 16.30.
Pur lodando l’impegno del comitato locale, sorto ad impedire un vero e proprio scempio, che si sarebbe perpetuato nei confronti della collina dove un tempo sorgeva la clinica Bocchini, non possiamo far notare alla cittadinanza l’enorme esborso che esso ha implicato per le casse comunali.
Si tratta di 800.000 euro da recuperare attraverso la fiscalità in generale nei confronti dei cittadini marscianesi, per rimborsare l’obbligazione (b.o.c.) stipulata circa 2 anni fa. A questi 800.000 euro bisogna aggiungere oltretutto la differenza dei tassi d’interesse lievitati in questi ultimi anni.
Con queste cifre si poteva tranquillamente ubicare la residenza protetta, ad un prezzo notevolmente più conveniente, individuandola in una zona caratterizzata dal verde in abbondanza.
Il voto contrario è un auspicio, ma concediamo ai nostri consiglieri comunali, su un progetto di indubbia importanza, libertà di coscienza e autonomia di giudizio, valori imprendiscibili per il nuovo soggetto politico del P.D.L.
Coordinamento Forza Italia Marsciano

15 settembre 2008
Strade pubbliche a tutela alternata?

Nel tratto iniziale della Strada Provinciale di Monte Martano (SP 455/1, dalle Due Maestà alla Fontana delle Pere) l’inizio del Centro Abitato di Massa Martana indica la sospensione delle norme del Codice della Strada (Titolo II del D.P.R. 495/1992) per cui, stando a quanto detto e scritto finora, ogni opera edile potrebbe essere eseguita, compresi gli accessi a raso e le cancellate metalliche con punte acuminate, dato che si ritiene ché ciò “non arreca danno alla pubblica incolumità e non costituisce minaccia al transito della strada Provinciale”, alla condizione che la recinzione sia “perfettamente allineata a tutte quelle esistenti lungo la Provinciale stessa”.
Ciò vale anche quando “i veicoli che provengono dalle strade che s’immettono sulla Provinciale occupano inevitabilmente la corsia opposta perché il raggio della curva della nuova strada d’accesso è insufficiente e non consente spazi di manovra regolari” ai veicoli, costretti ad invadere la corsia opposta e causare pericoloso intralcio alla circolazione viaria in tratti in cui la strada pubblica è molto stretta, priva di banchina e fiancheggiata da edicole e recinzioni, tanto da consigliare rotonde di raccordo con la Strada regionale 316 e con le altre strade d’uso pubblico che convergono nelle aree in cui è in atto un consistente sviluppo residenziale ed urbanistico.
Il nuovo Piano Regolatore Comunale ha previsto queste strutture ma tutto ciò non sembra interessare la Provincia di Perugia, che si unisce a quelli che considerano il PRG come un mero libro dei sogni, velleitario ed irrealizzabile ed attribuiscono al Sindaco di Massa Martana l’esclusiva responsabilità delle opere realizzate lungo il confine catastale delle strada pubbliche verso e nel centro abitato, tanto che per ovviare all’inadeguatezza funzionale delle strade ed alla sicurezza della circolazione nella traversa interna della Strada di Monte Martano si è dovuto imporre il limite di velocità a soli 30 chilometri all’ora.
L’altro fatto inaccettabile è sostenere che anche cancellate sormontate da punte metalliche e colonne d’ingresso a raso possano essere realizzati sul ciglio delle strade pubbliche, utilizzando un procedimento edilizio abbreviato (DIA) da introdurre con una semplice dichiarazione di un professionista “che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici sia vigenti che adottati”, nonché “la sussistenza delle opere d’urbanizzazione primaria funzionali all’intervento proposto”, di concerto con gli Enti sopraordinati competenti che ragionevolmente dovrebbero tener conto delle prescrizioni vigente in materia di sicurezza stradale, anche entro il “Centro abitato”.
E’ necessario un serio e sereno riesame del sistema stradale nel centro abitato di Massa Martana senza erigere inutili muri di gomma dietro ai quali tutti si arroccano per non ascoltare, non vedere e non parlare, accettando per quieto vivere nel centro abitato di Massa Martana una gestione del territorio delegata all’iniziativa dei possessori e dei tecnici privati, una sorta di “zona franca” in cui la normativa urbanistica e stradale non possano operare ed in cui per garantire la funzionalità urbanistica ed evitare incidenti ci dovremmo affidare solo alla protezione del Patrono San Felice, che se resta ovviamente la più valida.
Renato Domenico Orsini


14 settembre 2008
A Perugia gli studenti fanno lo "sciopero della pagnotta"

In seguito alla conferenza stampa presso la sede della Cgil regionale dell’Umbria indetta da Federconsumatori sulle iniziative che le associazioni dei consumatori intendono mettere in campo contro l’aumento incontrollato di prezzi e tariffe, anche il sindacato studentesco della nostra regione, la Sinistra Universitaria – UDU, ha deciso di prendere parte alle contestazioni.
Rispetto a un anno fa il prezzo di pane e pasta è aumentato del 26%, il carburante e l’energia del 43%, i libri del 20% e gli affitti non sono neppure quantificabili per il mercato sommerso e la diffusione dei contratti in nero. La ricaduta sulle famiglie che mantengono un figlio agli studi è di oltre 600 euro, tanto per i fuorisede quanto per quelli in sede.
La nostra organizzazione ha messo in campo varie iniziative per contenere i prezzi, dal codice etico per la vendita dei libri di testo alle convenzioni per la Perugia Carta Giovani, dal contratto concordato per gli affitti a basso costo agli abbonamenti scontati per il trasporto pubblico, ma queste non bastano più.
Non è concepibile che uno studente durante la sua formazione, mentre accresce se stesso e le sue conoscenze, mentre plasma il suo futuro si senta un peso, a volte insostenibile, a carico della propria famiglia. È arrivato il momento di scende in piazza a fianco delle associazioni dei consumatori per manifestare il nostro profondo disagio di consumatori e studenti.”
Primo appuntamento sarà lo "Sciopero della pagnotta" che avrà luogo giovedì 18 settembre in tutta Italia, in Umbria sarà accompagnato da due presidi organizzati davanti alle sedi delle prefetture di Perugia e Terni. Durante il sit-in perugino, che avrà luogo dalle 11.00 alle 12.00, verranno anche distribuiti in maniera simbolica dei generi alimentari, tra gli altri è già stato raccolto oltre un quintale di pasta.
In occasione dello "Sciopero della pagnotta" le associazioni incontreranno i Prefetti di Perugia e Terni ai quali proporranno di sollecitare l’incontro, già più volte richiesto a livello nazionale, con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al quale le associazioni dei consumatori vogliono porre una serie di richieste su cinque capitoli fondamentali: istruzione e caro libri, prezzi dei generi alimentari, tariffe, carburanti e fisco.
Tommaso Bori, coordinatore del sindacato studentesco


13 settembre 2008
Umidi e infreddoliti alla ricerca di un parcheggio che non c’è!

Egregio Signor Sindaco di Todi, ieri sera ho avuto il privilegio di assistere al Teatro Comuale al bel concerto diretto dal bravissimo Direttore Valter Attanasi.
Mi consenta di rappresentarLe il disagio sofferto per raggiungere il luogo della rappresentazione. Colpa della pioggia battente, aggravata dai suoi solerti Vigili Urbani che, molto perspicacemente, hanno sbarrato l’accesso alla Consolazione, vietato il parcheggio in Piazza del Popolo evidentemente per non dar fastidio alla struttura ivi eretta (a che se no, visto che a quell’ora era letteralmente deserta?), costringendo tutti a ripiegare al parcheggio di Porta Orvietana, dove l’ascensore non funzionava.
Risultato: dopo varie peregrinazioni in cerca di un parcheggio il più vicino possibile, ma introvabile, tra vicoli e vicoletti, sotto l’ombrello e bagnati fradici, sono e siamo potuti giungere all’agognata meta. E dopo, alla stessa maniera, tornare indietro.
Domanda: ma non si poteva disporre diversamente visto il tempo inclemente? Bastava un pizzico di buon senso da chi di dovere e il problema poteva essere risolto ipso facto.
Comunque il concerto è stato veramente bello e con ciò, anche se un pò umidi e infreddoliti, ci siamo consolati.
Lettera firmata (E.A.)

13 settembre 2008
Rumore e imprudenza, due facce della stessa moto…

Girando per Todi ho notato (… e siamo in tanti), con mio profondo rammarico, che circolano spesso (praticamente tutti i giorni) ragazzi, anche in gruppo, alla guida di moto e motorini sempre più rumorosi e con guida in modo pericoloso. Sembra talvolta una gara, con superamento dei limiti della velocità consentita, soprattutto per i ciclomotori ai quali, probabilmente, sono state alterate le caratteristiche di cilindrata del veicolo e del tubo di scarico.
Gli ultimi episodi ieri sera in Via Cortesi.
– Il primo: questa volta un’auto che in prossimità delle strisce pedonali effettuava un sorpasso rischiando di investire due persone che si accingevano ad attraversare.
– il secondo: un motociclista con una moto di grossa cilindrata sfrecciava sempre a velocità sostenuta e fragore di marmitta.
Sembra superfluo sottolineare che tali comportamenti, che possono mettere a rischio la incolumità degli stessi ragazzi oltre che di qualche sfortunato passante (le lacrime del dopo non riparano il danno), non devono essere consentiti (vedi codice della strada) e che l’inquinamento acustico è, come qualsiasi altra forma di inquinamento, dannoso per la salute, poi che dire… proprio a Todi? Città eletta a residenza da tanti, anche stranieri, in cerca di tranquillità, compromessa da questi rumori insopportabili.
Non credo, poi, che il problema della sicurezza, tanto in voga nei dibattiti politici, sia solo materia per clandestini e criminalità.
A questo punto l’interrogativo è d’obbligo: le forze di polizia (municipale e non) e gli amministratori non sentono e non vedono quello che tanti reclamano?
Il problema delle moto rumorose fu già sollevato sulle pagine di questo giornale qualche mese fa (giugno 2008: La banda suona nella piazza di Todi fra i "soliti" rumori), ma nulla è cambiato. Superfluo sottolineare che molti cittadini si aspettano soluzioni a riguardo.
Emilia Riccio

12 settembre 2008
Massa Martana: ma quale "Magnata"!

Spero che il mio amico (almeno io lo considero tale) Ennio Passero e presidente della Pro-Loco di Massa Martana non me ne vorrà e non se ne avrà a male se adesso, a giochi fatti, mi permetto di fargli pubblicamente sapere attraverso Tam Tam quello che penso, e con me moltissimi massetani, a proposito della “rinnovata” edizione de “La Magnata” andata in scena venerdi 8 agosto nell’ambito delle “ Giornate Massetane”.
Al di là delle buone intenzioni che sicuramente hanno ispirato la radicale innovazione della manifestazione, nata a suo tempo dalla fertile fantasia di quel gruppo di persone (massetane) che la idearono come un momento di libera, gratuita, corale e gioiosa aggregazione della comunità massetana e dei suoi ospiti, resta il fatto, inconfutabile, che l’edizione messa in campo abbia stravolto lo spirito originario dell’idea, perchè ha consentito la partecipazione a numero chiuso e a pagamento (30 euro a testa), per la cena servita da un ristorante per i circa 265 fortunati che vi hanno potuto partecipare e quindi destinata ad un preciso e ristretto numero di persone, sicuramente individuabili ed appartenenti ad una fascia abbiente o meglio “ elitaria” della comunità, escludendo, gioco forza ed a priori, la partecipazione di tutti gli altri.
La “Magnata”, quella che i massetani conoscevano e auspicavano si rifacesse da tempo, rimane quella originaria: questo tipo di innovazione, a sentire l’opinione pubblica (almeno di quella popolare), non è stata nè gradita, né tanto meno condivisa. La modifica, meglio lo stravolgimento apportato alla manifestazione tutto poteva consentire, tranne la ingannevole conservazione della denominazione “ La Magnata”. Perchè de “La “ Magnata” non ha conservato neanche la più pallida idea. Rivisitando una vicenda storica di Massa hai semplicemente organizzato, a pagamento, una cena in piazza, con coreografia rinascimentale: il tutto per un determinato giro di commensali. Le foto che hai pubblicamente esposto da qualche giorno, sono eloquenti. Come i giudizi.
Mi dispiace caro Ennio, ma è così, considerando anche il non trascurabile fatto che il portafoglio, di questi tempi, per i più è diventato, ahimè, sempre più smilzo e quindi per i detti la partecipazione avrebbe significato anche un non trascurabile sacrificio economico. A meno che anche tu, caro Presidente, non ti voglia ritenere socialmente e culturalmente “elitario” in ambito massetano e questa tua scelta, ma non la sola in verità, inizi a dispiegare la tua “forma mentis”.
Questo dubbio comincia diffusamente a serpeggiare tra i massetani (quelli popolari, ovviamente). E ti prego di non replicare che per questioni di autorizzazioni sanitarie “La Magnata" non si poteva più fare come si è sempre fatta. Sarebbe una giustificazione semplicemente campata in aria, perché il problema, se fosse realmente esistito, volendo, si sarebbe potuto risolvere con le autorità preposte.
Edoardo Antonelli


12 settembre 2008
Solidarietà al signor Sarich… ma i barbari vennero dal Nord!

ORGOGLIOSO di essere Tuderte, Umbro, Italiano e Cacciatore… Consigliere FIDC Todi, Consigliere FIDC Provincia di Perugia e compaesano del Sig. Sarich, autore dell’intervento dei giorni scorsi.
Saluto cordialmente il Sig. Alfredo Sarich, mio compaesano e concittadino, chiedendogli scusa e credo di parlare a nome di tutti i cacciatori per lo spiacevole episodio avvenuto nei giorni scorsi ai danni dei suoi animali (pur sempre che venga dimostrato che i "feroci" cani assalitori siano stati da caccia e guidati….).
In questi giorni di riflessione ho cercato delle risposte ai vari quesiti, senza riuscire a trovare spiegazioni logiche sulla sua nota atta a denigrare e sottolineare l’inciviltà della popolazione Tuderte e dei suoi Cacciatori.
Sono giunto alla fine a trarre delle personali conclusioni e di conseguenza mi sento il dovere, facendo parte del popolo dei cacciatori Tuderti, di chiedere alcune precisazioni.
Perchè non è stato chiesto l’intervento degli organi preposti, visto che era stato a suo dire individuato con certezza il responsabile. La recinzione che protegge gli animali è in regola con le norme vigenti? Non riesco a spiegarmi come abbiano fatto i cani ad entrare all’interno della suddetta, visto che si tratta di un fondo chiuso.
Il fatto comunque non giustifica un atteggiamento tanto aspro e dei giudizi così sprezzanti nei confronti di tutta la cittadinanza Tuderte ed un accanimento verso tutta la categoria dei cacciatori; è altrosi vero, usando alcune citazioni, che possono esserci "mele marce" ma non per questo bisogna fare "di tutta l’erba un fascio".
Ribadendogli la mia solidarietà per lo spiacevole fattaccio "venatorio", comunque "adirato" per l’intervento pieno di giudizi, come cittadino orgoglioso della sua terra, vorrei ricordare al Sig. Sarich che tanti stranieri sono venuti in Italia e sempre ben accettati, ma vorrei sottolineare che nonostante con una mano ci hanno dato con due si son ripresi…
Vorrei anche precisare che se ben ricordo ai tanti Italiani che nel periodo del dopoguerra sono emigrati nel centro-nord Europa non è stato concesso loro lo stesso trattamento di amicizia e accoglienza che il popolo italiano offre tuttora agli stranieri.
In quanto agli accenni storici citati, se non erro le orde di barbari provennero dal nord Europa saccheggiando e calpestando le tradizioni e la cultura della più grande civiltà dell’epoca, sopraffacendola e imponendo i propri usi e costumi, comportamento che ad oggi sembra somigliare agli atteggiamenti tenuti nei confronti delle leggi vigenti dove si vede imporre le proprie infischiandosi delle leggi comunali sull’uso delle strade vicinali, poderali ed interpoderali chiudendole a loro comodo e piacimento.
Fabrizio Guazzaroni


11 settembre 2008
Idv in Umbria: i valori sono tanti…

Nel blog personale del presidente dell’Italia dei Valori è stato pubblicato un nuovo articolo a difesa della libertà di espressione. L’On. Di Pietro ha infatti espresso la sua opinione riguardo il fatto che “la procura di Roma chiederà al ministro della giustizia di procedere contro Sabina Guzzanti indagata per vilipendio nei confronti del Papa, in relazione alle affermazioni fatte dall’attrice l’8 luglio scorso durante la manifestazione “No Cav Day” a Piazza Navona”.
Il presidente di IdV, pur ricordando ailettori che non condivide le parole di Sabina Guzzanti, ha recriminato il sacrosanto diritto di un comico di poter fare satira e di esprimere, per quanto scottante, la sua opinione esercitando “il diritto costituzionale della libera manifestazione del pensiero”.
Ancora una prova di buona politica da chi ha ben chiaro cosa rappresenta l’art. 21. della Costituzione Italiana ma inserito in un quadro che potrebbe non del tutto convincere anche alcuni sostenitori dello stesso partito dell’ex magistrato. Non certo per la specifica presa di posizione ma perché nell’Italia di Valori, su alcuni temi, ci sono opinioni differenti. Talvolta poste in una forma che accentua ancora di più le divergenze.
Il 9 luglio 2008, nell’ex sito ufficiale di IdV Umbria, ad esempio ci fu un comunicato dell’attuale garante dell’Italia dei Valori Umbria, l’On. Leoluca Orlando che suscitò alcune perplessità. L’ex sindaco di Palermo infatti, dopo aver elogiato “l’alto valore etico e civile della manifestazione” affermò: “non si può che condannare e prendere le distanze da chi puerilmente ha corroso una espressione di democratico dissenso offendendo il Capo dello Stato ed il Santo Padre”.
Le parole chiaramente si commentano da sé, ma a rafforzare la tesi di forte dissonanza rispetto a di Di Pietro, ci sono gli insegnamenti di un grande giornalista come Enzo Biagi, il quale affermava che, imparzialità a parte, quando si parla di un argomento piuttosto di un altro già si esprime un opinione. Così Biagi spiegava l’impossibilità di scrivere un articolo ed essere allo stesso tempo obbiettivi.
Applicando queste riflessioni al comunicato dell’On. Orlando, si nota che addirittura metà delle sue parole sono rivolte all’attacco nei confronti di Guzzanti e Grillo! Quindi una netta presa di posizione a difesa della chiesa Cattolica senza minimamente ricordare il diritto di satira, l’art. 21 (che tra l’altro è uno dei motivi per i quali si è organizzata la manifestazione) e magari le motivazioni dei comici citati.
Per concludere: giustissima la linea liberale di Antonio Di Pietro, ma quanto peso hanno gli altri dirigenti nazionali che su alcuni temi sembrano venire da un altro partito? L’Italia dei Valori ha intenzione di porre la laicità come un punto di riferimento e continuare la sua strada nell’ELDR oppure tendere una mano ai popolari cavalcando il solito e facile clericalismo?
L’Italia dei Valori, in questo particolare momento storico, rappresenta una delle poche forze politiche schierate in difesa della libertà e della giustizia ma per diventare il grande partito riformista italiano che tutti vorrebbero deve anzitutto definire la sua identità. Un modo per farlo potrebbe essere quello di democratizzare ulteriormente il partito, modificando magari anche lo statuto nazionale per poi pretenderne seriamente il rispetto.
Tutto questo al fine di far decidere completamente ai suoi aderenti i propri segretari e i propri dirigenti e di conseguenza la linea politica.
Alberto Laganà (Umbria dei Valori), Fabio Andrea Petrini, Eleonora Peruccacci (GIV Umbria)


11 settembre 2008

Le politiche sociali vedono Todi come Comune capofila ma tutti i Comuni sono coinvolti

Il sistema di riqualificazione del Welfare ha portato alla nascita, nella Regione dell’Umbria, di 12 Ambiti Territoriali, che raggruppano tutti i Comuni della Regione stessa.
Gli Ambiti Territoriali, che non hanno personalità giuridica, sono rappresentati dal Comune Capofila. Il Comune di Todi è il Comune Capofila dell’Ambito Territoriale n. 4 che è costituito da: Comune di Collazzone, Comune di Deruta, Comune di Fratta Todina, Comune di Marsciano, Comune di Massa Martana, Comune di Monte Castello di Vibio, Comune di San Venanzo ed ovviamente Comune di Todi.
In merito all’Associazione Temporanea di Scopo costituita per la gestione del progetto “Mai più violenze – Mille Azioni e Interventi Per Impedire Ulteriori violenze”, vorrei precisare che il Comune di Todi ha rappresentato l’Ambito Territoriale, di conseguenza, tutti gli otto Comuni partecipano attivamente a questa progettualità, compreso il Comune di Marsciano, che, inoltre, con l’assessore Alunni Roveri ha preso parte al gruppo di lavoro nella fase progettuale.
Tengo a precisare, che le attività e le politiche nell’area del sociale, hanno ormai raggiunto, nella quasi totalità, una dimensione di ambito.
Nazzareno Menghini – assessore alle politiche sociali del Comune di Todi

11 settembre 2008
Rete antiviolenza: come mai compare solo Todi e non Marsciano?

Ho terminato in questo momento di leggere l’articolo "In Umbria è nata una rete contro la violenza sulle donne" e sono rimasto veramente colpito da ciò che viene riportato a commento (naturalmente comprendo che le informazioni Vi vengono date da qualcuno e non le inventate Voi); ad un certo punto l’articolo testualmente cita "L’Ats è costituita, oltre che dalla Regione, da 36 soci membri tra cui enti locali (tra cui il Comune di Todi mentre non figura stranamente quello di Marsciano…").
Vorrei informare che proprio il sottoscritto partecipò alla riunione operativa per la costruzione del progetto con la Regione Umbria portando, tra l’altro, un grosso contributo di idee; la mia partecipazione, unitamente a quella dell’educatrice dell’Ambito n° 4 Sig.ra Federica Stagnari, testimoniava il fatto che il partenariato al progetto non era di un qualche singolo Comune, ma rappresentava l’intero Ambito Territoriale n°4 (che annovera 8 comuni – SAN VENANZO/COLLAZZONE/DERUTA/MARSCIANO/FRATTA TODINA/M.CASTELLO VIBIO/TODI/MASSA MARTANA).
Mi piacerebbe sapere come mai, ora, risulta il solo Comune di Todi quale socio partecipante e non più
l’Ambito territoriale?! Sarebbe bene che, al più presto, venga data la notizia in maniera corretta e, soprattutto, giusta.
Sono sicuro di quello che dico per il semplice fatto che tutti i passaggi sopra citati li ho vissuti quando
ancora ero titolare della delega ai Servizi Sociali del comune di Marsciano.
Giansandro Alunni Roveri


In merito, come redazione, possiamo solo riferire che l’elenco dei componenti l’Ats è quello diffuso con un comunicato ufficiale dalla Regione dell’Umbria.

10 settembre 2008
Forza Italia e An nel Pdl… ed il Psi con Sinistra democratica!?

A gennaio, a Marsciano, Forza Italia e Alleanza Nazionale si uniranno per dare vita al Pdl. Tutto questo per portare semplificazione nel panorama politico anche negli enti locali.
Le elezioni amministrative nel 2009 saranno un primo banco di prova per constatare la consistenza di questa naturale alleanza che si contrapporrà al Pd marscianese, dominus della vita politica cittadina da più di 60 anni.
A breve inizieranno gli incontri con tutti i soggetti politici alleati o animati da buona volontà e passione, per dimostrare capacità politiche e amministrative in una realtà vitale come quella di Marsciano.
Vitalità culturale dimostrata anche con le prime feste politiche tenutesi al verde di Via Larga che hanno visto la partecipazione di importanti leader politici nazionali e locali.
Tra queste, ha suscitato in noi scalpore e disorientamento la scelta del P.S.I. di inaugurare un nuovo percorso politico intrecciandolo con la Sinistra Democratica di Marsciano, tradendo quell’area culturale che ha nel riformismo e nel liberalismo i suoi punti cardine.
Il coordinamento comunale di Forza Italia esprime amarezza e contrarietà per la discutibile scelta del P.S.I. marscianese nel continuare a perseverare un’alleanza organica al Pd, alleanza legittima e che rispettiamo, ma che secondo noi porterà ad un appiattimento culturale sul merito della proposta politica e di prospettiva futura volta al rinnovamento.
Cristiano Costantini – coordinatore Forza Italia Marsciano

10 settembre 2008
Ospedale di Todi: che Consiglio comunale aperto sia!

Dopo aver constatato che a Todi anche altre forze poltiche di governo e di opposizione ritengono opportuno convocare un Consiglio comunale aperto sulle questioni della sanità ed più in particolare sulla ultima decisione di privare l’ospedale tuderte di un servizio, noi chiediamo con forza a chi di dovere di convocarlo e alle altre forze politiche della sinistra di esprimersi in proposito e schierarsi senza indugi alla difesa dell’ospedale e della sanità tuderte.
Chiediamo di evitare guerre tra poveri, sollecitando una vera unione delle forze politiche tuderti per combattere la volonta di centralismo perugino sulla sanità.
Coordinamento comprensoriale Sinistra democratica media valle del Tevere

9 settembre 2008
Fontana della Rua: più i Sinistri attaccano e più mi diverto…

Ho più volte detto che la volontà di riattivare la Fontana della Rua era condivisa da tutti noi, in particolare era fermo desiderio del sindaco ed io sono stato il braccio operativo di tale proposito. Io non sto ricattando nessuno, tanto meno Antonino Ruggiano.
Se i Sinistri fossero stati presenti la sera che abbiamo festeggiato la riattivazione della Fontana, per altro con grande partecipazione di popolo, avrebbero sentito dalla voce del sindaco parole di elogio nei miei riguardi, scaturite da un profondo sentimento di stima ed affetto che ci legano entrambi.
La Maggioranza non ha nulla da temere dal sottoscritto. Anche se fossi in serio contrasto con Ruggiano, mai, dico mai, potrebbe venir meno il mio voto alla sua Giunta, mai, dico mai, sarò fautore nel rimettere la città nelle mani di questa gente. Misurano gli altri con le stesso metro con il quale misurano loro stessi. Noi non abbiamo interessi da difendere e non ci ricattiamo l’un l’altro, così com’era prassi nel loro interno. Dunque è la fantasia astiosa e contorta dei Sinistri che partorisce teorie su dissensi all’interno della nostra alleanza. Altrettanta fantasia è quella che io sia un isolato.
Non mi sono mai sentito così tanto contornato da simpatia ed apprezzamento, anche da parte di alcuni loro elettori. Informo pure i Sinistri che Fiamma Tricolore, a livello nazionale, non è entrata nel PDL e non credo che vi entrerà. La delega al decoro della città mi è stata data con entusiasmo da par te del mio sindaco con unanime consenso dell’intera Giunta e dei Gruppi consiliari. A loro piacerebbe che fosse tutto vero quanto dicono nel loro documento, ma così non è.
Le allusioni allo “stoppino” ed altre ironie non mi tangono minimamente. Io sto ottemperando ad un impegno preso con i cittadini di Todi, senza guadagnarci ed anche con qualche sacrificio personale, ma sono ripagato dal fatto che sia io a contare qualcosa e siano loro a non contare più niente. Sono ripagato dalla gioia che provo nel vederli arrovellarsi ed attaccarsi all’aria.
Ho imparato a non incavolarmi più ed a divertirmi. Io ho nulla da guadagnarci e niente da perdere, mentre loro hanno perso quasi tutto. Sì, fare politica deve anche divertire e più vanno su tutte le furie e mi aggrediscono e più mi diverto.
Mario Epifani – consigliere Fiamma Tuderte

9 settembre 2008
Il Pd, la Fiamma e l’acqua della Fontana della Rua

La vicenda del ripristino del circolo dell’acqua nella Fonte Cesia continua a suscitare scomposte prese di posizione da parte di esponenti della maggioranza di centrodestra. Sarà bene, allora, spiegare ai cittadini cosa sta avvenendo.
In Italia, si sa, Fiamma Tricolore ha finito di ardere, confluendo nel PDL, ma a Todi un “tenace stoppino”, il consigliere Epifani, sembra non darsi per vinto e resiste.
Per settimane, isolato da buona parte del suo stesso partito, ha manifestato in più occasioni segni di disagio politico, costringendo il sindaco a cercare il modo per tenerlo buono.
Così, per garantirsi i numeri in Consiglio, Ruggiano non ha trovato nulla di meglio che mettergli in mano la delega per il decoro della città e altri piccoli lavori al dettaglio.
Una delega ben diversa da quella riservata all’allora assessore Bertini, chiamato ad andar per frazioni, in cerca di consenso e voti. Una delega ristretta: da stoppino, appunto, e non da Fiamma!
Delega alla mano, lo stoppino Epifani ha avviato più di un’opera, fino ad arrivare, alcuni giorni fa, alla Fonte Cesia, fontana del 1600 sulla quale, in barba ad ogni legge, ha deciso di intervenire direttamente, con l’aiuto di una ditta amica e volontaria, priva dei necessari requisiti per operare su un bene tutelato e vincolato. Un comportamento che il Partito Democratico ritiene inammissibile.
Siamo ormai ad una concezione padronale della città e, mentre qualsiasi cittadino per effettuare un qualunque lavoro in casa propria deve chiedere al Comune le necessarie autorizzazioni di legge, un amministratore pubblico, delegato direttamente dal sindaco, piuttosto che dare il buon esempio, mette mano senza nessuna autorizzazione ad un bene di tutti e per giunta vincolato e tutelato.
Il Partito Democratico di Todi chiede ancora una volta con forza che tutti i lavori eseguiti ricevano le necessarie autorizzazioni, compresi gli interventi sulla Fonte Cesia.
Non siamo contrari al ritorno degli zampilli d’acqua, ma vogliamo che vengano rispettate le leggi visto che, nel 2000, al momento del restauro della fontana, le autorità competenti decisero di non riattivare il circolo d’acqua per due espliciti motivi: impedire il ricrearsi di muffe ed altri agenti nocivi al monumento ed evitare la presenza di piccioni sulla piazza antistante la fontana per ragioni igieniche.
Se oggi, a distanza di quasi dieci anni dal restauro, si vuol giungere a considerazioni diverse da allora, si interpellino le autorità preposte e si rispettino le regole, quelle stesse che chiediamo di rispettare ai cittadini.
E nelle specifico, essendo la tutela del patrimonio in buona parte normata da una legge del 1939, considerate le inclinazioni politiche di chi amministra la città, non ci sembra di chiedere molto: rispettare le regole, anche quelle di Mussolini!
Partito Democratico Todi

TamTam ha riferito nei giorni scorsi del ripristino dell’acqua della Fontana della Rua o Fonte Cesia, ma non del fatto che domenica la stessa ha assunto una colorazione azzurra (non si sa ancora se per qualche atto di "sabotaggio" o a seguito della reazione tra l’acqua clorata e le sostanze chimiche utilizzate per il restauro del monumento). Tale imprevisto, che ha registrato anche l’intervento dei carabinieri, ha suscitato nuove polemiche tra gli schieramenti politici. Tanto si doveva per completezza di informazione, visto che sulla vicenda pervengono nuovi interventi.


8 settembre 2008
Lettera di un uomo dal carcere…

Vorrei formulare una riflessione in tema di modifiche legislative sull’Ordinamento Penitenziario, specificatamente al disegno di legge n. 623 d’iniziativa dei Senatori Berselli e Balboni.
Scrive un uomo, detenuto, ergastolano, che ha già scontato effettivamente 33 anni di carcere, che non ha mai goduto di indulti o amnistie, a cui sono anche stati concessi 5 anni di liberazione anticipata, da un decennio usufruisce di permessi premio, di art. 21, di licenze, della semilibertà, senza mai essere incorso in una sola infrazione.
Dunque un uomo ristretto da 38 anni che nonostante alcuni benefici di legge continua essere un cittadino detenuto.
Leggo sul disegno di legge di cui sopra, la proposta di continuare a concedere permessi premio agli ergastolani che però abbiano scontato 20 anni di carcere, mentre verrebbe abrogata totalmente la possibilità di accedere all’istituto della semilibertà.
In queste mie parole non vi è alcuna intenzione di provocare sterili polemiche o confusioni dialettiche, vorrei formulare una riflessione sulla Riforma Penitenziaria, attraverso la mia esperienza, senza trincerarmi dietro ai numeri, alle percentuali.
Esperienza che non è sinonimo di parole dette in fretta per non dire niente, tanto meno elaborazioni mentali che nulla hanno a che vedere con il reale intorno.
Il mio percorso umano e esistenziale è verificabile attraverso eventuali dichiarazioni della direzione dell’Istituto in cui sono detenuto, della Magistratura di Sorveglianza da cui dipendo, del mio datore di lavoro in cui presto il mio servizio, della società tutta con cui interagisco da molti anni, senza alcuna presunzione di insegnare nulla a nessuno o di salvare alcuno dal proprio destino.
E’ chiaro che questa possibilità di destrutturazione e conseguente ristrutturazione appartiene a molti altri uomini detenuti che non hanno avuto paura di affrontare con lealtà la salita dietro l’angolo.
Quale significato o valore possiede la concessione del permesso premio a un uomo condannato alla pena dell’ergastolo, ma inibendolo dalla possibilità di usufruire della semilibertà, avendo questi dimostrato di possedere nuovamente i requisiti professionali-etici-morali-necessari?
Il permesso premio è una misura transitoria, certamente importante per il detenuto, ma se inquadrata in un progetto di reinserimento lavorativo e affettivo, possibile, e quindi attuabile.
La mia convinzione è che sia la formazione a creare le basi per ogni futuro cambiamento di mentalità e rottura dei vincoli criminali, ecco perché ritengo il permesso premio, unicamente un approccio a una nuova e ben più importante punteggiatura.
La semilibertà, ancor prima l’art. 21, sono il punto di partenza su cui poggiare le fondamenta di un progetto esistenziale, di uno stile di vita che insegna a liberare la propria libertà nel rispetto di se stessi e degli altri.
L’istituto della semilibertà mi ha consentito di ritornare a essere il padre che non sono stato mai, di essere un nonno presente, di sposare una donna stupenda, di definire un ruolo sociale a mia misura, per quanto nelle mie capacità.
Prendermi delle responsabilità mantenendo fede a quel patto di lealtà stipulato con la collettività, nel fare fronte a un mutuo, nello scrivere un libro, essere titolare di una rubrica su un quotidiano, nel parlare ai più giovani.
Semilibertà come formazione, servizio, come stile educativo.
Cosa significa concedere il permesso premio e negare la semilibertà, se non rispedire al mittente qualsiasi opportunità di riscatto e consapevolezza degli impegni assunti o di quelli da intraprendere?
Da molto tempo non mi chiedo se merito quanto di buono sto ricevendo, so che più di così non posso dare. Questo non significa che mi sto ponendo ulteriori limiti ma che sono consapevole dei miei limiti. Se lo Stato, la società, non intendono perdonarmi è un discorso, se invece ritengono di aver usato il carcere per percorrere una strada costruttiva, allora credo che il discorso da fare affinché il carcere migliori le persone sia un altro.
Vincenzo Andraous – carcere Pavia

5 settembre 2008
Lettera a Iannone: su sfide e duelli c’è poco da scherzare…

Mi lusinga che il signor Iannone abbia trovato il tempo per raschiare gli archivi dimenticati della rete e scovare uno dei miei giovanili tentativi letterari (ingenuo e romantico come si è ingenui e romantici e diciassette anni). Un racconto che certamente non passerà alla storia: e qui finiscono le convergenze tra me e l’animatore del progetto Casa Pound. Un uomo con la passione per le croci celtiche, che nella sua libreria “Testa di ferro” spaccia i libri dell’ideologo nazista Julius Evola insieme alle simpatiche t-shirt che portano la scritta “Nel dubbio mena”.
Certo, le mie giovanili ambizioni artistiche non sono nemmeno paragonabili ai risultati ottenuti dal gruppo hardcore fondato dal signor Iannone, gli Zetazeroalfa: un gruppo che inneggia al Marinetti autore del libello “La guerra sola igiene del mondo”, e che ha lanciato, attraverso una sua canzone, l’intelligente moda della Cinghiamattanza: un “gioco” che consiste nel prendersi a cinghiate sulla pelle nuda, con la maggiore violenza possibile. Un duro insomma, il signor Iannone, e puro, salvo poi piegarsi alle logiche di quella cosa sporca che lui chiama democrazia parlamentare candidandosi nelle fila del partito della lady di ferro cuneese, la multimiliardaria frequentatrice dei salotti televisivi Daniela Santanché.
Purtroppo, signor Iannone, su sfide e duelli c’è poco da scherzare, visto che solo pochi giorni fa dei ragazzi sono stati accoltellati da militanti neofascisti dopo che avevano ricordato la morte di Renato Biagetti, militante di sinistra ucciso due anni fa ancora da una squadraccia fascista, composta da ragazzi che si nutrono dello stesso identico humus culturale che ispira la gioventù riunita intorno a Iannone.
Per quanto riguarda Ezra Pound, mai mi sono sottratto e mai mi sottrarrò ad una appassionata discussione letteraria. Certo non è nel mio stile raccogliere sfide di stampo machista durante le quali mostrare i muscoli culturali, o per misurare chi ce l’ha più lungo (il bagaglio culturale).
Non mi piace, in generale, l’appropriazione pubblicitaria di figure intellettuali complesse e non riducibili a santini politici. Incontriamoci pure, e discutiamo di tutto: da D’Annunzio a Pound, da Marinetti ad Evola (e a Jung, e al nostro Mario Castellacci). Ma prima occorre che il mio interlocutore abbia tolto la maglietta con su scritto: “Nel dubbio mena”.
La cultura è l’esercizio costante del dubbio: l’inquietudine del dubbio si affronta intellettualmente, non si può accerchiarla vigliaccamente in branco, non si può prenderla a calci o a coltellate.
Paolo Gervasi

La sfida/duello tra Iannone e Gervasi per noi si chiude qui e adesso, tra le lettere, dove è rimasta sempre "confinata" fin dall’inizio, ovvero dal primo intervento (e non articolo…) di Gervasi: l’unico articolo pubblicato sull’iniziativa tuderte di CasaPound altro non era che il comunicato ufficiale inviato dalla stessa associazione.

5 settembre 2008
Cosa fa l’Amministrazione per difendere l’ospedale di Todi

Cosa fa la Giunta ed il sindaco di Todi sull’ospedale? Dopo anni di durissimi attacchi al lavoro del centro-sinistra relativamente alla gestione della sanità pubblica del tuderte che nonostante tutto aveva mantenuto i servizi nella nostra città, la destra che governa (dicono) si fa scippare un servizio importante senza colpo ferire.
Ci sembra gravissimo che il sindaco e gli assessori di Giunta che in alcuni casi soffrono di iperattività in questo caso non abbiano nè fatto né detto niente in merito alla chiusura DCA del nostro ospedale.
Non vorremmo che di questo passo, constatata la debolezza della opposizione dei nostri governanti anche altri reparti
e/o servizi fossero dismessi.
Sinistra democratica invita tutte le altre forze del centro-sinistra ad una pubblica protesta comune contro la dismissione dei servizi ospedalieri e chiede al sindaco ed alla Giunta di effettuare da subito i passi necessari per scongiurare il pericolo di depotenziamento della nostra struttura da qui all’apertura dell’ospedale di pantalla
Coordinamento comprensoriale Sinistra democratica media valle del Tevere

5 settembre 2008
All’elenco delle curve politicizzate ne mancava una

Vorrei fare una piccola precisazione alla lettera di Matteo Di Bello della quale condivido pienamente il contenuto. Nell’elencare le curve "politicizzate" si è dimenticato,sicuramente è stata una svista, quella per eccellenza ovvero quella del Livorno (per chi non lo sapesse schierata completamente e apertamente a sinistra) e che la domenica successiva alla tragedia di Nassiriya dove morivano dei nostri soldati per un vile attentato, cantava" uno cento mille Nassiriya". Questo solo per la precisione.
Francesco Angeloni

5 settembre 2008
Bene la mostra sull’urna del Maestro di Enomao

Esprimo apprezzamento nei confronti dell’assessore alla Cultura, Prof.ssa Margherita Bergamini, per essere riuscita ad organizzare la mostra archeologico-documentaria “L’urna tudertina del Maestro di Enomao” che oltre a costituire un appuntamento di grande interesse culturale, offre ai cittadini di Todi l’opportunità di vedere l’urna cineraria oggetto dell’iniziativa dopo oltre 2 secoli dalla sua partenza da Todi per essere stata donata al Papa dalla città di Jacopone.
Mauro Giorgi – consigliere comunale Idv

4 settembre 2008
Iannone sfida Gervasi a "duello" su Ezra Pound

L’Umbria Fest 2008 è stata un successo. Un migliaio di persone hanno partecipato ai dibattiti, ai concerti, ai momenti di pura goliardia che hanno ruotato attorno al raduno nazionale di Casapound Italia.
Tutto con lo stile che da sempre ci contraddistingue.
Quello stile che al contrario non è mai appartenuto e mai potrà appartenere a tutta quella pletora di individui la cui tristezza travalica i confini della pietà, sfociando nel disprezzo.
Quegli individui la cui unica ragione d’esistere è seguire, spiare, e sparlare di ogni iniziativa che il nostro movimento mette in essere.Senza mai entrare nel merito dell’iniziativa stessa, ovviamente.
Piccolezza dell’essere nascosta da un grande occhio, condannato a scrutare la vita e la gioia da un buco della serrattura.
E quando la piccolezza ha l’assurda pretesa di ergersi a giudice di un qualcosa che la sovrasta per storia, pensiero e umanità, vengono partoriti interventi che confermano ed evidenziano ancor più la distanza siderale tra il nostro vivere ed il loro triste sopravvivere.
Ultimo esempio in tal senso, l’intervento riguardante proprio l’Umbria Fest 2008, a firma Paolo Gervasi.
Un intervento scontato e prevedibile che rientra appieno nella logica ammuffita dell’antifascismo del nuovo millennio; quello che ormai, tumulato dalla storia, annaspa sempre più in un quadro sociale dal quale è escluso per semplice selezione naturale, per evoluzione della specie umana, la quale tende giustamente a liberarsi di quelle situazioni che portano al degrado della specie stessa e non alla sua elevazione.
Un articolo, o meglio un j’accuse, nel quale il Gervasi si prodiga addirittura in due righe di critica all’opera letteraria di uno dei più grandi scrittori del secolo scorso: Ezra Pound. Un’opera che il Gervasi definisce "complessa e problematica".
Certo, detto da chi non passerà alla storia per i propri scritti, – come potrebbe farlo del resto chi scrive di lampioni come Colonne d’Ercole, confonde puttane con sirene, e prende un semaforo per Polifemo (che nella sua mente ha evidentemente tre occhi) – potrebbe lasciare il tempo che trova, ma evidentemente per rendere pubblico un proprio giudizio, si deve essere fortemente convinti delle proprie ragioni.
Ed allora io, Gianluca Iannone, invito e sfido il signor poeta Paolo Gervasi ad un pubblico dibattito sulla figura e sulle opere del Poeta Ezra Pound.
A lui la scelta del dove e del quando. Io ci sarò e con me, Ezra.
Gianluca Iannone – Responsabile Nazionale CasaPound Italia


4 settembre 2008
Le imprese agricole umbre sono sempre più in difficoltà

L’incremento dei costi di produzione che sta colpendo ormai da mesi le aziende agricole umbre, sta raggiungendo livelli sempre più preoccupanti: i prezzi di concimi, mangimi e in generale dei prodotti energetici, hanno toccato punte record che si ripercuotono sulle attività del settore primario.
A registrare incrementi record sono i costi di produzione dei cereali come grano e mais con incrementi del 16%, ma rincari record si hanno anche per le coltivazioni industriali (+ 15%) come il pomodoro e per l’attività di allevamento per latte e carne che sono aumentati dell’11% per bovini e suini.
Se da un lato va cercato di ampliare tutte quelle iniziative volte ad arginare il problema dell’aumento dei prezzi al consumo, dall’altro, va aumentato l’impegno per non far cadere in secondo piano quello dei costi di produzione delle imprese.
Senza un reddito sufficiente per esse infatti non solo il primo problema si accentuerebbe, ma anche a livello locale, i risvolti socio-economici che ne deriverebbero, sarebbero ancora più gravi.
Se prioritaria in questo momento, quindi, deve essere anche la tutela del consumatore attraverso iniziative che favoriscano una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e il riequilibrio dei rapporti nelle filiere, altrettanto importante è la difesa dei redditi delle imprese che ormai rischiano di essere azzerati dai continui aumenti dei costi di produzione.
Coldiretti Umbria

4 settembre 2008
La violenza nel calcio non si combatte con la lotta politica

Perché si deve sempre cadere e commettere il solito passo falso del politicizzare tutto? Leggo l’intervento di Di Bello ed effettivamente è condivisibile in tutto e per tutto. Poi ops, la caduta di stile arriva: già perchè sottolinea “le falange più estreme, in particolare di destra…”.
Se parliamo di tifosi violenti, incoscenti, che rovinano lo sport, che danno un’immagine dell’Italia all’estero pessima, ne dobbiamo parlare al di là dei colori, di maglia e politici. Giusto puntare il dito, ma ancor più giusto, e doveroso, puntarlo contro tutti.
In curva nord, a Perugia, capeggiano più bandiere con falce e martello che stendardi del Perugia calcio e le trasferte storiche a Terni o Arezzo non sono proprio delle missioni di pace! Vogliamo parlare del Livorno e dei suoi tranquilli tifosi di sinistra? Non credo sia proprio il caso di voler sempre riportare e ricondurre tutto alla politica.
Umberto Santino, giornalista di Repubblica scriveva, dopo gli episodi di Catania dello scorso anno: “(…) sono state pubblicate mappe delle tifoserie, classificate a seconda dell’appartenenza. I gruppi ultras sarebbero 700 e mobiliterebbero 60 mila persone. Ce ne sono di destra, di estrema destra, di sinistra e di estrema sinistra. Sono di estrema destra i Viking juventini e interisti, gli Irriducibili laziali, i Boys romanisti, i Decisi e gli Ultras Ghetto di Catania. A destra si collocano vari club di Torino, Milano, Udine, Firenze, Roma, Reggio Calabria, Palermo. Gruppi di tifosi di sinistra a Empoli, Livorno, Roma, Palermo; di estrema sinistra a Bergamo, Livorno e Roma. Ce ne sono anche di non politicizzati. Siano veritiere o meno queste etichette, i tifosi violenti hanno in comune l’aggressività, la voglia di scontro con le forze dell’ordine e l’attrezzatura per sostenerlo, dal coltello alla spranga, dall’arma da fuoco alla bomba carta (…)”.
La violenza nel calcio non si combatte con la lotta politica ma con la linea dura, estremamente dura, contro i tifosi violenti. Anche l’Inghilterra di qualche decennio fa era così: ora, come in molti altri paesi europei, tra gradinate e campo di calcio non c’è più alcuna recinzione di divisione.
Luca Cardaio

4 settembre 2008
Gli stadi vanno proprio chiusi, sai che guadagno per la collettività!

Gli stadi con il pubblico andavano bene al tempo della radio. Ora con il gran numero di TV (in chiaro o pagamento) si possono tranquillamente chiudere.
Quanti poliziotti in più nelle strade a fare il loro lavoro (invece che a prendere coltellate). Quanti miliardi risparmiati dallo Stato (magari per aumentare le ore della ex educazione civica nelle scuole, in modo da migliorare il senso di rispetto ed appartenenza allo Stato). Città vivibili per tutto l’anno (alla domenica di calcio taluni turisti evitano le città maggiori per paura dei tifosi violenti).
E, soprattutto, tetto agli stipendi dei calciatori, che vengano considerati semplici lavoratori. E non mi si esca di nuovo con la menata del sacrificio che debbono sostenere, perchè mio padre ha lavorato in fornace per 42 anni, con danno alla salute, e, per quel VERO sacrificio lavorativo, non ha percepito, in tutta la sua vita, lo stipendio di un mese di un calciatore medio. Il calciatore fà attività sportiva, dieta appropriata, si diverte nel suo lavoro… dovrebbe pagare, non essere pagato!
Ridimensioniamo il giro di soldi che gravita intorno al calcio e si ridimensionerà tutto; in Norvegia, Finlandia, Islanda, dove i calciatori sono assoluti dilettanti non c’è violenza. Non si sono mai visti i tifosi (partenopei) dei fratelli Abbagnale (magari gli stessi dei fatti di domenica scorsa!) accoltellarsi o picchiare i tifosi delle altre nazioni per una sconfitta. Perchè quello è uno sport povero. Ben vengano le misure drastiche. Non si cura un cancro con l’aspirina.
Francesco Menghini

3 settembre 2008
Centrale Enel di Bastardo: lettera aperta di una milanese innamorata dell’Umbria

Sono una pittrice che abita in Milano provincia. Ho esposto in varie parti del mondo e lavorato in Danimarca, Australia con artisti del luogo.
Dopo aver vagato per ben tre anni in ricerca di un rifugio che mi desse la possibilità di dipingere con la quiete necessaria, ho acquistato nel comune di Gualdo Cattaneo, a Barattano, dei locali con costo abbastanza notevole, che andrò ad adibire ad abitazione con un piccolo atelier per la pittura. Questo avverrà ovviamente dopo gli opportuni restauri.
Avevo già negli scorsi anni prescelto la Vostra regione per organizzare degli stages di pittura della durata di una settimana ciascuno e questo mi aveva dato l’opportunità di poterla conoscere abbastanza bene.
Tre giorni or sono mi sono recata a Gualdo in municipio per avere delle informazioni e, passando per la strada di Ponte di Ferro, ho visto la centrale Enel a carbone troneggiare nella valle.
Inverosimile è l’ubicazione della stessa ai piedi del paese e con tutti i vigneti dei vostri famosi vini e altre coltivazioni adagiati sotto. Forse anche Massobrio e Raspelli, che ho il privilegio qualche volta di incontrare a Milano e di intrattenermi con loro, nei loro libri e trasmissioni televisive in cui si parla di Sagrantino e Rosso di Montefalco non sono a conoscenza della vergognosa ubicazione dei vigneti!
Mi auguro che i valori di emissioni relativi all’anno 2005 pubblicati dall’APAT (http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/Registro_INES/Ricerca_per_complesso_industriale/RicercaINES.html) siano significativamente migliorati e rientrati nelle soglie e, nel caso contrario, confido nelle eventuali prescrizioni quando sarà emanata l’Autorizzazione Integrata Ambientale.
A proposito della procedura che porterà a tale autorizzazione, sono molto preoccupata riguardo il comportamento del Gestore, la cui domanda è stata addirittura protocollata nel luglio del 2006: infatti, leggo dal sito del Ministero dell’Ambiente che la procedura è momentaneamente sospesa a causa di richiesta di integrazioni della commissione IPPC; leggo dall’intervento del 30 ottobre 2007 del Sig. Oliviero Dottorini ("Progetto ENEL di conversione a biomasse del 10% della centrale termoelettrica "Pietro Vannucci" […]) che il Gestore si è dimostrato molto restio a fornire dati con cui poter effettuare una valutazione integrata ambientale completa.
Mi si deve scusare lo sfogo, ma so bene cosa vuol dire avere l’abitazione dei sogni nelle vicinanze di una centrale a carbone poiché penso di aver ben inteso il problema, anche perchè mio figlio, che mi ha coadiuvato nella ricerca tecnica per questa lettera, è un Ingegnere per l’Ambiente ed il Territorio ed è stato a sua volta un istruttore tecnico IPPC per conto della Regione Lombardia.
Ivana Belloni – Milano

3 settembre 2008
I teppisti fuori e dentro gli stadi

Torna il campionato e tornano i teppisti (si possono ancora chiamare soltanto così?) che, nascondendosi dietro al calcio approfittano per sfogare la loro violenza e per cercare scontri con i poliziotti o con i loro simili.
E come al solito, parte il coro ormai ipocrita di chi ancora “si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità.” Dimenticando, o fingendo di dimenticare, che basterebbe applicare con maggiore severità le leggi che ci sono, fornendo ai magistrati gli strumenti per farlo, o, se necessario, cambiare le leggi. Ed invece quando si parla di cambiare le leggi in materia di giustizia, lo si fa soltanto per cercare scudi per i potenti dai giudici cattivoni (intercettazioni, immunità), o per colpevolizzare e mettere sotto controllo gli stessi giudici, per giunta in nome di altri giudici che ci hanno lasciato la pelle, proprio perché abbandonati da chi doveva tutelarli.
Il problema violenza negli stadi, o nelle piazze davanti agli stadi, o nelle stazioni prima di arrivare agli stadi, o nei treni che portano alle stazioni prima di arrivare agli stadi, sta tutto qui: nel chiamare tifosi i criminali, nel chiamare tifo la violenza, nel collegare ancora al calcio ciò che succede, ed in nome di questo, e dei miliardi che vi gravitano attorno, tollerare tutto, accettare tutto, perchè lo spettacolo vada avanti. Se con dieci persone in un attimo di follia metto a ferro e fuoco una stazione, brucio macchine, assalto negozi, carico la polizia, come minimo mi arrestano. Se lo faccio di domenica, con una sciarpa di qualche colore al collo, in prossimità di uno stadio, in compagnia di altri cento scalmanati, me la cavo.
Perché serve al sistema calcio, serve ai presidenti sempre ben attenti a coccolarsi i tifosi, di qualsiasi tipo (Lotito nel 2004 eliminò gli abbonamenti gratuiti per gli ultras, gli Irriducibili della Lazio da quel momento gliel’hanno fatta pagare con contestazioni continue e appoggiando persino la scalata camorristica di Chinaglia alla società). Serve alle tv, per mantenere alta l’attenzione intorno al calcio, serve ai sindaci delle città, timorosi di inimicarsi larghe fette di elettorato: si scende in piazza oggi, politici e gente comune insieme, non più per le battaglie civili, per la pace, ma per difendere la squadra della propria città “ingiustamente” retrocessa, magari perché per anni ha speso al di sopra delle proprie possibilità, ha falsificato bilanci, ha rubato scudetti.
Serve ovviamente al governo del calcio, e ai politici nazionali: come dimenticare Matarrese che classificò la morte di Raciti nel 2007 come parte (necessaria) del movimento calcio; o Berlusconi, che riesumando i panni di presidente di una squadra di calcio, giudicò “una lesione della libertà” lo stop ai campionati ed i provvedimenti per la messa a norma degli stadi che seguirono i fatti di Catania. Perché il circo vada avanti.
Si sa che le curve sono politicizzate, si conoscono quelle più violente, si sa che proprio negli stadi le frange più estreme, in particolare di destra, fanno proseliti ed avvicinano i giovani virgulti alla loro “politica”, si conoscono le tifoserie di Roma, Napoli, Inter, Lazio, Verona, tutte iperpoliticizzate: mi sono vergognato nel vedere la sciarpa della mia squadra con disegnata una celtica.
Si sa che negli stadi avviene di tutto. E si sa che proprio il calcio viene usato per violenze e scontri, meglio se contro il poliziotto bastardo, secondo il dogma dell’ACAB (All cops are bastard), l’inquietante scritta che campeggiò fuori da molti stadi italiani dopo la morte di Raciti o di Sandri. Lo stesso slogan cantato da chi secondo qualcuno “non aggredisce i poliziotti”, ma canta “Celerini e poliziotti digos e carabinieri per me non c’è differenza siete tutti delle merde. No non sono certo io che ti devo rispettare. Non mi rompere le palle o te la farò pagare” (Legittima Offesa – ACAB cit.), come chissà, forse è risuonato in una casetta di Todi pochi giorni fa.
Il tifoso violento è accettabile ed accettato, coccolato a volte, punito raramente e con moderazione, perché conviene, mentre al bambino rom, che non si è mai sognato di causare 500.000 euro di danni in una stazione, è meglio prendergli le impronte.
Perché il rom non vota e spaventa l’imprenditore bresciano, mentre il tifoso vota, e spesso è figlio dell’imprenditore bresciano.
Matteo Di Bello

3 settembre 2008
Quelle festicciole gastronomiche di Psi e Sinistra democratica a Marsciano

Dopo aver portato nell’internazionale socialista europeo l’ex P.C.I. di Achille Occhetto( in evidente disfacimento culturale e politico), Bettino Craxi fu colpito con raro accanimento in un tripudio osceno di trappole giudiziarie e manovre politiche non raccontate sino in fondo, di tradimenti personali e slealtà politiche tipiche di questa Italia: lo colpirono i giudici, assertori del teorema del non poteva non sapere, alleati di un ceto politico che voleva sbarazzarsene a tutti i costi in un contesto internazionale oscuro di cui ancora non si è fatta piena luce.
Nel 1992 il Partito Socialista Italiano usci distrutto dalla furia iconoclasta che pervadeva ampi strati economici e politici del paese.
Cadde per via dei soldi, era l’epoca di tangentopoli. In seguito l’allora Magistrato Dott. D’ambrosio affermò che l’ex Presidente del Consiglio non si arriccò personalmente, e sul finanziamento illegale generalizzato ai partiti ,disse, il Dott. Gerardo D’Ambrosio, che aveva ragione Craxi.
Oggi a distanza di 17 anni, dopo il notevole ridimensionamento avvenuto alle recenti elezioni politiche , il P.S.I, assieme all’associazione Sinistra Democratica capitanata da A chille Occhetto, di nuovo lui, e Claudio Fava, provano a rigettare le basi per la ricostruzione di una sinistra democratica e "riformista" ascrivibile nel Socialismo Europeo; aggiungiamoci anche il fatto che il P.D. di social democrazia non ne vuol sentirne parlare, e l’I.D.V. (Di Pietro) è sempre li, il paradosso del voto socialista al centro-destra è dimostrato.
Poi si possono organizzare divertenti feste gastronomiche anche per strategie legittime suggerite da "apicali governatori" o chi per loro, come qui a Marsciano in vista delle elezioni amministrative dove il voto politico ovviamente decresce, ma la politica si sappia vive anche di memoria trascorsi e appartenenze, quando questi riaffiorano presentano sempre conti amari.
Cristiano Costantini – Coord. Umbro Associazione Amici della fondazione Craxi

2 settembre 2008
Casapound: nessun "pericolo nero"

Si è tenuta con successo e partecipazioni da tutto il territorio nazionale, sabato sera, l’Umbria Fest 2008.
E’ stata una nostra ponderata scelta quella di non indulgere, nell’immediatezza dello svolgimento dell’evento, nella risposta a polemiche i cui meccanismi sono ormai noti, alzare polveroni mediatici per tentare di disturbare o addirittura impedire l’esercizio dell’altrui pensiero.
Come ampiamente prevedibile da parte di chi minimamente ci conosce, l’Umbria Fest si è svolta in un clima di massima tranquillità, senza alcun impiego di forze dell’ordine che si sono così potute occupare delle esigenze dei cittadini, e senza il minimo disturbo per la popolazione di Selvarelle che anzi ci ha ringraziato per il comportamento tenuto. Le emissioni sonore del concerto sono state stoppate all’ora prevista, e lo spazio lasciato come l’avevamo trovato.
Non sappiamo se la stessa cosa possano dire, ad esempio, i perugini che hanno dovuto subire la mirabolante "street parade", autorizzata e incoraggiata dalla stessa sinistra estrema che in questi giorni ha gridato al "pericolo nero", durante la quale i cittadini del capoluogo hanno dovuto assistere all’incredibile spettacolo posto in essere da loschi figuri (che tornano però poi utili in vista del voto, quindi vanno compresi e magari incoraggiati) che si bucavano all’aria aperta, a danneggiamenti, a muri imbrattati.
Non sappiamo se gli abitanti di Selvarelle e del tuderte avrebbero vissuto con la stessa tranquillità il raduno di un qualsiasi centro sociale di sinistra.
A Todi sono convenuti da tutta italia, ragazzi interessati innanzitutto a parlare di politica e problemi sociali, e poi a passare una serata in compagnia e serenità ascoltando un concerto.
Tra questi, a proposito del "sessismo" evocato dal delirante comunicato di Nessun Dorma e loro compagni, moltissime ragazze impegnate quotidianamente nelle loro professioni: impiegate, commercialiste, operaie, studentesse, giornaliste… insomma un panorama antropologico ben differente da quello di donne chiuse in casa perchè impegnate col taglio e cucito. Ma forse, a dispetto del nome, i responsabili di Nessun Dorma si sono addormentati un centinaio d’anni fa e devono ancora svegliarsi.
Certo, non declineremo le loro professioni al femminile con l’asterisco finale come d’uso nei grotteschi (quelli si!) comunicati di indymedia, ma questo non attiene a un presunto sessismo, quanto alla nostra soglia del ridicolo che si situa un po’ più in alto rispetto ad altri.
L’associazione CasaPound è un’associazione politica impegnata particolarmente nelle battaglie sociali, il cui programma è dettagliatamente visibile al sito ufficiale. Dubitiamo che troverete nessun cenno che possa richiamare le deliranti insinuazioni apparse in questi giorni, quanto piuttosto una serie di proposte concrete per il miglioramento della condizione di vita degli italiani, tra queste il Mutuo Sociale che i tuderti ben conoscono perchè oggetto di un’articolata proposta presentata al Consiglio comunale.
Per quanto riguarda la nostra città, il responsabile di nucleo Andrea Nulli tiene a sottolineare come continuerà l’impegno quotidiano a sostegno di questa e di altre battaglie già iniziate: tra queste quella, vinta ma ancora da supportare, di sottrarre Todi a un regime durato 60 anni.
Ma forse il fatto che il nucleo militante di CasaPound fosse tra coloro che, insieme a tanti altri, hanno contribuito con il loro impegno fattivo a segnare una soluzione di continuità rispetto all’amministrazione della città, è ciò che fa ancora rodere il fegato agli estensori dei comunicati letti in questi giorni.
Quindi, per concludere, diffidiamo chiunque dal tentare di dipingerci come qualcosa di diverso da ciò che siamo: un gruppo di ragazzi ben lontani dalla voglia di rinchiudersi in un qualsiasi ghetto, ma pronti a navigare in mare aperto per combattere per ciò in cui credono, ben lontani dalle tinte fosche che qualcuno in malafede ha voluto evocare, ma con la luminosità e lo spirito sereno di chi si impegna quotidianamente per rendere realtà i propri sogni e per rendere questo un paese migliore.
CasaPound Italia – Umbria
 

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