La Regione capofila di un progetto finanziato con 232 mila euro che coinvolge 36 soggetti; allarmanti i dati a livello locale: maltrattamenti nel 28% dei casi e quasi 1.000 richieste di sostegno

C’è una speranza in più per le donne maltrattate e che subiscono violenza in Umbria: si chiama “Mai Più violenze – Mille Azioni e Interventi Per Impedire Ulteriori violenze”, il progetto approvato dalla Giunta regionale per contrastare il fenomeno del maltrattamento e degli abusi sessuali, fisici e psicologici sulle donne.
L’iniziativa, tra le prime in Italia a sperimentare un nuovo modello di intervento per fronteggiare situazioni drammatiche che colpiscono le donne non solo fuori, ma anche e soprattutto tra le mura domestiche, punta, partendo dalle buone esperienze già esistenti in materia, sulla prevenzione e la sensibilizzazione della comunità per evitare situazioni gravi e irreparabili.
Stamani a Perugia è stata costituita l’Associazione temporanea di scopo (“Ats”) di cui è capofila la Regione Umbria, che dovrà – in accordo con i partner – gestire il progetto definendone modalità e tempistica.
L’”Ats” è costituita, oltre alla Regione, da 36 soci membri tra cui enti locali (tra cui il Comune di Todi mentre non figura stranamente quello di Marsciano, dove dopo il caso di Barbara Cicioni vi fu sul tema anche un Consiglio comunale aperto), Asl, associazioni, consorzi e singole cooperative.
 
Il progetto è stato presentato dalla Regione Umbria in seguito all’avviso emanato dal Dipartimento delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio ed è risultato – evidenzia l’assessore regionale Stufara – tra i tre migliori progetti presentati a livello nazionale, con un finanziamento complessivo di 232 mila euro, di cui 150 mila (quota massima finanziabile) provenienti dal Ministero e la restante parte dalla Regione, dalle Asl, dai Comuni e dalla Provincia di Perugia.
L’iniziativa punta alla sperimentazione di azioni di sistema su scala regionale finalizzate da un lato alla costruzione e al rafforzamento di una rete di servizi per attivare metodologie condivise di prevenzione e contrasto, dall’altro a far emergere il fenomeno della violenza di genere con particolare riferimento alle sue dinamiche culturali.
Un capitolo a parte è dedicato alla prevenzione e prevede, in alcune scuole superiori, la realizzazione di una ricerca sulle culture di genere finalizzata a conoscere i diversi punti di osservazione – quello maschile e quello femminile – così come li vedono i ragazzi e le ragazze nel contesto sociale e culturale in cui vivono.

In Umbria – è scritto nella relazione che accompagna il progetto – negli ultimi dodici mesi il 6,4% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale, il 6,9% di tali violenze è stato commesso dal partner mentre il 14,5% cento dall’ex partner.
Secondo l’Istat (dati aggiornati al 2006) sempre in Umbria il 28,6% delle donne di età compresa tra i 16 e 70 anni ha nel corso della propria vita subito violenza fisica o sessuale, mentre tra il 2003 e il 2006 il servizio Telefono Donna del Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria ha accolto 918 richieste di sostegno, di cui il 49% era legato ad abusi e maltrattamenti commessi dai mariti.

Ecco quali sono i componenti dell’Associazione temporanea di scopo che gestirà il progetto “Mai più violenze”: Regione Umbria (capofila); Provincia di Perugia; Comune di Perugia; Comune di Terni; Comune di Todi; Comune di Spoleto; Comune di Narni; Comune di Orvieto; Comune di Gubbio; Comune di Città di Castello; Comune di Foligno; Comune di Norcia; Azienda sanitaria locale n.1; Azienda sanitaria locale n.2; Azienda sanitaria locale n.3; Azienda sanitaria locale n.4; Centro Pari Opportunità Regione Umbria; Consigliera di Parità Regione Umbria; Progetto Donna; Associazione La Goccia; Arci Solidarietà Ora d’aria; Associazione Pos; Comitato 8 Marzo; Associazione Donne contro la guerra; Cilap Umbria; Consorzio Abn; Associazione L’albero di Antonia; Associazione Il Pettirosso; Associazione Libera…Mente Donna; Cooperativa sociale Aidas; Cooperativa sociale Asad; Cooperativa sociale Cipss; Cooperativa sociale Didasko; Cooperativa sociale Actl; Cooperativa Il Quadrifoglio; Cooperativa sociale Cultura e lavoro; Cooperativa sociale Fiore Verde.

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