I detrattori delle energie alternative si appellano spesso al fatto che queste attività si reggono solo in virtù di sostanziosi contributi pubblici.
Al di là del fatto che una tale politica è comune a tanti altri prodotti il cui piazzamento sul mercato interessa le industrie (vedi il caso dei decoder), lo scandalo è invece che del totale dei contributi pubblici concessi (5,3 miliardi di euro di incentivi) circa 4,4 miliardi sono stati erogati per sussidiare le assimilate (combustibili fossili di processo, residui di raffinazione, ecc.) e l’energia da rifiuti e solo 932 milioni di euro le vere fonti rinnovabili, cioè una quota del 18%.
Per il solare fotovoltaico, attraverso il conto energia, sono stati erogati appena 26 milioni di euro, meno dell’1% sul totale.
- Redazione
- 16 Settembre 2008









