Rudy Guede l’ha spuntata sulla richiesta di essere processato con rito abbreviato. E probabilmente i suoi difensori hanno in serbo qualche sorpresa.
Tra le condizioni poste dall’ivoriano, ed evidentemente accolte dal GUP, c’è infatti quella di sentire come testimone il giovane albanese che invece sembrerebbe confermare le tesi dell’accusa.
I difensori di Guede ritengono di poter smontare l’unica testimonianza che avvalora in qualche modo la partecipazione di Rudy ad una qualsiasi azione insieme agli altri due coimputati per la morte della giovane studentessa inglese.
Condotta processuale che sembrerebbe rischiosa, ma non si hanno ancora elementi per capire dove gli avvocati di Guede intendono andare a parare.
L’udienza è stata poi rinviata al 26 settembre prossimo, ma la giornata è stata lunga.
Il Gup ha dovuto decidere, respingendole, su alcune questioni sollevate dalla difesa di Raffaele Sollecito.
In particolare i legali del giovane pugliese chiedevano che fosse dichiarato nullo l’interrogatorio di garanzia del loro assistito per la mancanza, a loro avviso, del decreto con il quale il pubblico ministero inibiva all’indagato ogni colloquio con i suoi difensori.
Gli avvocati di Sollecito hanno inoltre sostenuto l’indeterminatezza del capo d’imputazione in quanto non si capirebbero le condotte attribuite ai singoli.
Prima operazione della giornata è stata tuttavia l’ammissione delle parti civili e qui tutto secondo copione, anche se nel corso dell’udienza di oggi ha chiesto ed ottenuto di poter essere parte civile anche la proprietaria dell’abitazione dove avvenne l’omicidio, la quale evidentemente spera di rifarsi del “blocco” dell’abitazione.







