In merito al dibattito in corso da alcuni giorni sulle sorti della struttura di pediatria, il Pdl di Todi ha diffuso una nota nel quale sottolinea “la costante attenzione del sindaco Ruggiano, dell’Amministrazione e delle forze politiche della coalizione di centrodestra sul tema dei servizi per la salute”.
Dopo aver ricordato come da anni il centrodestra abbia “denunciato in numerosi interventi pubblici il depauperamento della sanità periferica a favore di quella dei poli unici regionali”, il comunicato stampa informa che, “nel caso specifico della chiusura del reparto della pediatria, ad oggi, non avendo a disposizione informazioni e dati sulla qualità e la fruizione del servizio, non abbiamo di elementi sufficienti per giudicare la scelta della direzione sanitaria di chiudere il reparto”.
Per il Pdl la vicenda rappresenta “una ennesima evidenza delle gravi difficoltà in cui versa la sanità umbra, che si trova a dover razionalizzare servizi e strutture anche per un uso storicamente dissennato delle risorse disponibili in un comparto, quello della sanità, che assorbe una fetta enorme della spesa regionale”.
Il centrodestra cittadino non si fa sfuggire l’occasione per portare un attacco al Partito democratico di Todi per il suo “assordante silenzio sulla vicenda, senza prendere alcuna posizione pur avendo il riferimento politico diretto con l’assessore regionale della sanità, e potendo dunque utilmente chiarire ai cittadini, quali siano i percorsi di attuazione delle linee di indirizzo della Regione rispetto alle politiche sanitarie locali”.
La stoccata finale è riservata “al redivivo Partito Socialista tuderte”, che aveva sollevato preoccupazioni in merito all’ospedale comprensoriale di Pantalla, rassicurandolo che “l’Amministrazione mai si renderà corresponsabile di ritardi e conseguenti sprechi di risorse pubbliche, assumendo con tempestività tutte le determinazioni e le azioni necessarie all’entrata in funzione dell’opera. Certo – conclude sibillino il documento del Pdl – non risponderemo ed anzi saremo i primi a denunciare pubblicamente eventuali ritardi che dovessero derivare da inadempienze da parte degli altri numerosi soggetti pubblici che, per competenza, sono chiamati a partecipare all’opera (Regione, ATO e Comuni)”.













