Scade il 23 settembre il termine per adeguarsi alla normativa contro l'abuso di alcol che prevede l'installazione di cartelli ed etilometri nei locali; la legge riguarda anche le sagre e le feste di partito

Dal 23 settembre scatta per il titolare o gestore di locali da ballo, pub, disco-pub l’obbligo di esporre all’entrata, all’interno ed all’uscita dei locali le tabelle che specificano sia quali sono i sintomi da intossicazione alcolica sia i quantitativi degli alcolici più diffusi la cui ingestione può determinare il superamento del limite consentito di tasso alcolemico. Qualora non si ottemperi a tale obbligo è prevista la chiusura del locale da 7 a 30 giorni.
L’esposizione dei cartelli va di pari passo con l’obbligo che impone la cessazione della somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione (si considerano alcolici i prodotti con un contenuto di alcool in volume superiore all’1,2 % e quindi è tale anche la birra) ai gestori e titolari dei locali dopo le 2 della notte “ove si svolgono con qualsiasi modalità ed in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento, congiuntamente all’attività di somministrazione di bevande alcoliche“.

La norma:
si applica a tutti i locali che, a prescindere dal possesso della relativa autorizzazione, effettuano spettacoli o trattenimenti danzanti e musicali (es. pub e disco-bar con musica dal vivo oppure con DJ) alle rappresentazioni teatrali, di cabaret, di arte varia oltre che a tutte le manifestazioni con esecuzioni musicali o artistiche – da chiunque organizzate – che si svolgono all’aperto, quali concerti, sagre, feste di partito, festival;
– prevede altresì che il titolare o gestore del locale deve “assicurarsi che all’uscita del locale sia possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti, una rilevazione del tasso alcolemico”; ciò comporta l’obbligo di dotarsi di alcolimetri, anche monouso, da tenere a disposizione dei clienti che ne facciano espressamente richiesta. La norma non dispone che gli alcolimetri debbano essere forniti a titolo gratuito e pertanto si ritiene possibile farne pagare l’uso.

Le imprese devono dunque avere cura di esporre le tabelle all’entrata, all’interno e all’uscita del locale, di assicurarne la visibilità e leggibilità tramite idonea collocazione e illuminazione nonchè la facile accessibilità per i fruitori con specifiche segnalazioni, grafiche, luminose o di altra natura, che ne evidenzino la postazione.
Si ricorda infine l’opportunità da parte del titolare o del gestore di informare il personale operante nei locali, in particolare quello addetto alla somministrazione di bevande alcoliche, sulla disponibilità, la finalità e il corretto uso delle tabelle al fine di promuovere negli stessi:
– la sensibilità alla somministrazione responsabile delle bevande alcoliche;
– la disponibilità a dare spiegazioni sul contenuto delle tabelle;
– la collaborazione per la sensibilizzazione degli utenti alla lettura delle tabelle e all’adozione dei comportamenti da queste suggerite.

Secondo Silb-Fipe la cartellonistica è inadeguata, perché non riesce a fornire informazioni attendibili ai consumatori. Per esempio, nei casi in cui la birra viene servita alla spina (casistica non riportata sulle tabelle), diventa estremamente difficile fare un rapido calcolo sulla quantità e sulla gradazione alcolica ingerite.
Lo stesso vale per i cocktail, la cui percentuale di superalcolico è variabile e quindi difficilmente calcolabile dal consumatore.
Esiste un altro problema che non è da poco, perché la scadenza immediata con cui si impone ai locali l’esposizione dei cartelli non tiene in considerazione i tempi per la stampa e la distribuzione, quindi molti locali potrebbero trovarsi, loro malgrado, ad incappare nella sanzione sproporzionata della chiusura da sette a trenta giorni.

condividi su: