L’incombere anche su Perugia, secondo le dichiarazioni del capogruppo regionale di PRC, dell’uragano giudiziario “T-Red” scoppiato in alta Italia, suscita le prime reazioni politiche.
Il consigliere regionale Stefano Vinti auspica la rimozione di tutti gli apparecchi denominati “T-Red” dagli incroci della città di Perugia.
Per Vinti, l’inchiesta in corso a Milano dimostra che questo sistema non è affidabile e nel capoluogo avrebbe solo portato “migliaia di multe ed incrementato i tamponamenti ai semafori.”
Vinti assolve gli automobilisti perché quelli “perugini sono disciplinati e non c’è bisogno di impiegare ingenti somme del bilancio comunale per i T-red e gli annunciati autovelox; sarebbe invece più opportuno destinare tali somme alla manutenzione delle tante vie e strade che ne hanno bisogno, per rendere effettivamente il traffico più sicuro”.
Il consigliere regionale poi precisa che “la ditta fornitrice sotto accusa è la stessa che ha fornito i T-red installati a Perugia “e questo fatto sicuramente non lascia tranquilli gli amministratori comunali che avevano optato per i semafori intelligenti, ma che potrebbero rivelarsi anche “troppo furbi”.
Il Giudice di Pace – evidenzia poi Vinti – ha più volte sottolineato l’irregolarità del principio in base al quale una ditta privata potesse ricavare utili dal pagamento delle ammende da parte dei cittadini ad una amministrazione pubblica.
- Redazione
- 18 Settembre 2008













