Quando si dice vita da cani si pensa subito ai randagi, chè quelli che hanno un padrone/a se la passano decisamente meglio.
I randagi sono i clandestini del regno animale, ma per loro scarseggiano anche i centri di accoglienza.
Sono 1.650 i comuni italiani fuorilegge che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi.
Questo è il primo bilancio dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa).
I comuni che dei randagi se ne “fregano” e certo non tutelano così anche i cittadini, non disponendo di un servizio di cattura, sono oltre 1.200.
Non va meglio sul fronte dei maltrattamenti: migliaia le cause “dimenticate” che non arrivano neanche ai tribunali. Su 15.000 fra denunce ed esposti presentati nel corso degli ultimi dodici mesi per cause di maltrattamento ed uccisione a danno dei cani, presentate dai singoli cittadini e associazioni in tutta Italia, sono arrivati in tribunale solo 160 casi.
- Redazione
- 24 Settembre 2008









