In 1.650 municipalità non esiste un canile, mentre in altri 1.200 non si preoccupano neppure di avere un servizio di cattura

Quando si dice vita da cani si pensa subito ai randagi, chè quelli che hanno un padrone/a se la passano decisamente meglio.
I randagi sono i clandestini del regno animale, ma per loro scarseggiano anche i centri di accoglienza.
Sono 1.650 i comuni italiani fuorilegge che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi.
Questo è il primo bilancio dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa).
I comuni che dei randagi se ne “fregano” e certo non tutelano così anche i cittadini, non disponendo di un servizio di cattura, sono oltre 1.200.
Non va meglio sul fronte dei maltrattamenti: migliaia le cause “dimenticate” che non arrivano neanche ai tribunali. Su 15.000 fra denunce ed esposti presentati nel corso degli ultimi dodici mesi per cause di maltrattamento ed uccisione a danno dei cani, presentate dai singoli cittadini e associazioni in tutta Italia, sono arrivati in tribunale solo 160 casi.

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