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Un'interrogazione di Sdi e Pd prefigura ricadute negative per l'utenza della città di Perugia che non rinuncia al "grifocentrismo"

Il ventilato trasferimento all’interno del nuovo ospedale regionale Santa Maria della Misericordia del laboratorio di analisi da anni attivo nel cuore di Perugia, con sede in Piazzale Europa, ha scatenato la reazione dei consiglieri regionali Girolamini (Sdi) e Bracco (Pd), che hanno presentato un’interrogazione con la quale invitano l’esecutivo a valutare “quali ricadute avrà l’eventuale trasferimento in termini di offerta, qualità e prossimità dei servizi resi alla cittadinanza”.
La posizione assunta dai due consiglieri non sembra sia la stessa tenuta quando altri servizi vengono chiusi e trasferiti da parti del territorio della Usl 2, servizi sì che si allontanano dal cittadino.
Mentre infatti la chiusura di servizi di laboratorio presso gli ospedali della Usl 2 priverebbe questi di un servizio essenziale in caso di urgenze, la chiusura del laboratorio di piazzale Europa potrebbe determinare qualche disagio solo per gli operatori colà impiegati e non certo per l’utenza per cui i prelievi e le risposte non subirebbero alcun processo di de-localizzazione, a meno che la frenesia del “falso” risparmio non abbia ottenebrato le menti.
A ben leggere l’interrogazione dei due consiglieri, per i quali il laboratorio che opera a Piazzale Europa, è “un’eccellenza della sanità umbra, in termini di struttura e di personale”, la difesa è sostanzialmente  dell’attuale organizzazione quando invece sarebbe necessario, caso mai salvaguardare l’autonomia della struttura Usl dall’invadenza di quella dell’ex Silvestrini e dell’Università perugina ed evitare che, anche per questa strada, si persegua lo scopo di fare deserto intorno al Santa Maria della Misericordia, “regno” del marscianese Walter Orlandi, ove a comandare, però, sembra siano sempre gli stessi assertori del “grifocentrismo”.

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