Il cda del gruppo in crisi si riunisce per esaminare le offerte di acquisto pervenute e sulle quali i presidenti delle Regioni Umbria e Marche ed i sindacati, che scioperano, sono molto scettici

E’ prossima ad una svolta la crisi della industria di elettrodomestici umbro-marchigiana Antonio Merloni, che ha Gaifana di Nocera Umbra un importante stabilimento.
Si terrà infatti oggi il consiglio di amministrazione probabilmente decisivo sulla crisi del gruppo.
Per sostenere le proprie idee per salvaguardare per quanto possibile l’occupazione i sindacati hanno proclamato uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti ancora attivi, con un presidio unico degli addetti di Marche, Umbria ed Emilia Romagna davanti alla sede centrale dell’azienda, a Fabriano.
Le organizzazioni sindacali, in linea con quanto sostenuto dai presidenti delle regioni interessate, ritengono che “è sempre più chiaro che le offerte” dei fondi di investimento, anche asiatici, prese a giustificazione per la mancata presentazione di un piano industriale, “sono puramente finanziarie, scarsamente credibili e di scarso profilo industriale”.
L’unica soluzione per i sindacati “è il ricorso alla legge Marzano, e un accordo di programma con le Regioni.
“Dopo la lettera con cui i governatori di Marche, Umbria ed Emilia Romagna avevano nuovamente sollecitato un incontro “urgentissimo” con il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, il presidente delle Marche ha detto che “non si può aspettare ancora”.

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