Il padre ed il fratello vogliono che sia accertato "scientificamente" come è morto il medico, per fugare ogni dubbio di collegamento con la vicenda del mostro di Firenze

Sembrava che vicenda della morte di Francesco Narducci potesse concludersi con l’accoglimento della richiesta di archiviazione del fascicolo per omicidio, a carico di quattro indagati, chiesta dalla procura del capoluogo umbro.
Ma i parenti del medico scomparso nell’ottobre del 1985 al lago Trasimeno e per il quale è stato ipotizzato il collegamento con il mostro di Firenze, non ci stanno a chè la storia rimanga nel dubbio.
Per questo, domani davanti al gup di Perugia, si opporranno Ugo e Pierluca Narducci, padre e fratello di Francesco Narducci, e formuleranno la richiesta che siano stabilite “scientificamente e con assoluta certezza” le cause della morte del loro congiunto.
Secondo i familiari del medico, se i periti dovessero escludere una morte violenta, “verrebbe meno l’intero impianto accusatorio ipotizzato dalla procura di Perugia, fondato sull’omicidio e sul doppio cadavere” e quindi ogni sospetto di contiguità con “gli amici di merende” toscani.

condividi su: