Il rinnovo per vent'anni delle concessioni per lo sfruttamento delle risorse idriche - comprese quelle del lago di Corbara - ai fini di produzione di energia elettrica è al centro di polemiche

La proroga ventennale delle concessioni alla “E.On.” per lo sfruttamento delle risorse idroelettriche della Provincia di Terni, compreso quello del “salto” dalla diga sul lago di Corbara, sta suscitando forti polemiche.
Non solo quelle dell’opposizione, visto che anche l’assessore regionale allo sviluppo economico della Regione Umbria, Mario Giovanetti, è molto critico.
“La Regione Umbria – ha dichiarato – non è stata per nulla informata di proroghe riferite al rinnovo delle concessioni relative alle derivazioni per le centrali idroelettriche di Terni” e “verificheremo tale problematica – aggiunge – così importante per l’approvvigionamento energetico dell’area ternana”.
Per l’assessore l’annuncio alla stampa sarebbe stato intempestivo. “Era auspicabile che prima vi fosse stato un coinvolgimento della Regione Umbria, visto il proficuo lavoro che da tempo le istituzioni umbre stanno portando avanti unitariamente”.

Ovviamente anche l’opposizione tuona. Il consigliere Alfredo De Sio (An-Pdl) ritiene che si tratti di una decisione grave che penalizzerà ulteriormente l’Ast-Thyssen Krupp di Terni, le sue produzioni ed il suo indotto, che sembra contasse molto su quelle risorse per ridurre i costi della componente energetica delle sue lavorazioni.
Il consigliere parla anche di una lobby trasversale che sarebbe contraria alle agevolazione alla industria ternana.

Dichiarazioni negative da parte del vice presidente nazionale di Confindustria per energia e mercato, Antonio Costato, che individua una delle fonti del caro bolletta degli italiani nella tariffa speciale delle aziende ex Terni (1 euro all’anno) e da una parte del sindacato come si evince dalle dichiarazioni della Fiom che, guarda caso, sono concettualmente riprese nel comunicato della Provincia di Terni, che rinvia alla Thyssen Krupp la responsabilità della non realizzazione della centrale, contenuta negli impegni del Patto di Territorio”.

Pronta la replica della Provincia di Terni, il cui presidente ha precisato che “l’Amministrazione provinciale non ha adottato nessuno provvedimento di proroga di alcuna concessione, ma, così come era stato annunciato, ha doverosamente fatto svolgere una verifica al servizio competente sul termine di scadenza delle concessioni delle grandi derivazioni di sua pertinenza, fra cui quelle del sistema di Galleto.
A seguito dell’analisi tecnico-giuridica compiuta – continua il presidente – il servizio competente ha rimesso un parere a fronte del quale, ai sensi del dlgs 79/99, le concessioni già di pertinenza dell’Enel scadranno in data 31.12.2029 e pertanto il servizio medesimo ha comunicato che non vi sono i presupposti per attivare il procedimento di gara previsto”.

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