Anche se di tanto in tanto vengono lanciate notizie per le quali alimenti vegetali, se modificati geneticamente, sono in grado di fare bene alla salute, gli italiani non sono proprio convinti che un uso esteso della tecnologia sia senza pericoli.
Vogliono capirne di più sugli organismi geneticamente modificati (Ogm), perchè hanno grandi timori sui possibili rischi per la salute e, comunque, gradirebbero maggiori approfondimenti da parte dei media sui temi del rapporto tra alimentazione e salute.
È quanto è emerso da tre indagini commissionata dalla Fondazione Diritti Genetici.
Riguardo agli Ogm, secondo un’indagine condotta dall’istituto nazionale di ricerche Demopolis, il timore per i rischi sulla salute è tra le principali ragioni della contrarietà espressa dal 78% degli intervistati.
E, nella spesa quotidiana, il 36% dichiara che nell’acquisto dei prodotti agro-alimentari si orienta anche sulla base delle informazioni contenute nelle etichette.
Ma tali indicazioni sembrano non essere sufficienti visto che oltre 9 italiani su 10 hanno sete di informazioni sui temi della qualità del cibo e sul rapporto tra alimentazione e salute.
Attenzione che cresce ulteriormente tra le donne e tra gli over 54. In particolare, il 76% dichiara che seguirebbe un programma televisivo o radiofonico di approfondimento su questi argomenti.
In base ad una seconda indagine di Datalab, presentata al convegno promosso a Roma dalla Fondazione Diritti Genetici, risulta che nel medium più fruito dell’informazione, la Tv, su 30 ore di programmazione, soltanto due nel palinsesto, cioè il 6,7% del totale, sono state dedicate a notizie sulla qualità del cibo, la sicurezza alimentare e gli Ogm.
Dal monitoraggio dell’attenzione della carta stampata per i temi della qualità del cibo, durante la Consultazione nazionale su Ogm e modello agroalimentare promossa dalla Coalizione ‘ItaliaEuropa Liberi da Ogm, emerge invece che giornali e periodici offrono ai lettori un’informazione discontinua, spesso poco approfondita e con tecnicismi senza spiegazioni.












