Nonostante la legge del Governo sia ritenuta inaccettabile e lesiva delle autonomie locali, la Provincia di Terni sta avviando il percorso partecipativo con i Comuni per affrontare il problema

Mentre c’è chi confida in un “ripensamento”, almeno nei tempi delle scadenze, e chi invece ripone tutte le speranze nel ricorso alla Corte Costituzionale già annunciato, la Provincia di Terni si accinge ad organizzare una conferenza territoriale con tutti i sindaci per affrontare i problemi legati alla riforma Gelmini.
L’Amministrazione di Palazzo Bazzani, nonostante tutto, sta quindi predisponendo un percorso operativo di concertazione con tutti i Comuni per affrontare il tema del dimensionamento scolastico sulla base di quanto indicato nel nuovo decreto 154/2008 del 7 ottobre e che prevede anche la scadenza del 30 novembre, con l’eventuale commissariamento se gli enti locali non provvederanno a “razionalizzare”.

“Dobbiamo rispondere in maniera adeguata alle esigenze di crescita qualitativa delle nostre realtà – informa una nota stampa dell’ente – in un contesto normativo inaccettabile che vuole affrontare la riforma della scuola in termini esclusivamente finanziari, ledendo palesemente l’autonomia delle istituzioni locali”.
“Porteremo avanti quanto di nostra competenza – ha detto il presidente Cavicchioli – per salvaguardare le esperienze positive di questo territorio ed attuare nuovi progetti, come quello dei distretti”.
Oltre a contatti diretti con i singoli Comuni, prima del 30 novembre verrà indetta una conferenza provinciale per affrontare i vari problemi del mondo della scuola.

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