Una scoperta italiana porta a pensare che i frequenti traumi e le numerose lesioni muscolari a cui sono soggetti i calciatori, ma non solo, possano essere una causa della Sla.
Si spiegherebbero allora i casi come quello del calciatore Borgonovo o del padre “dell’angelo della metro “che hanno commosso l’Italia recentemente.
Anche se è non ancora provato scientificamente, è una possibilità che porterebbe ad agire a livello muscolare con trattamenti farmacologici, a base di cellule staminali o terapia genica.
La Sla: Sclerosi laterale amiotrofica in Italia colpisce complessivamente circa 5.00 persone e in un periodo molto breve, compreso fra tre e cinque anni, vede l’atrofizzarsi completo proprio dei muscoli per mancanza di nutrimento.
Finora si pensava che la prima causa della Sla fosse un difetto dei neuroni che controllano il movimento (motoneuroni), ma lo studio italiano pubblicato sulla rivista Cell Metabolism indica invece che la malattia compare prima nei muscoli.
La ricerca dell’università La Sapienza, finanziata da Telethon (Italia) e dalla Mda-Muscular Dystrophy Association (Usa), ha puntato a dimostrare l’ipotesi che il muscolo scheletrico sia un bersaglio primario dell’effetto tossico della mutazione SOD1, un potente antiossidante che pulisce le cellule dai radicali liberi, a prescindere dalla degenerazione dei motoneuroni.
La ricerca, finanziata da Telethon e dall’Associazione statunitense per la lotta alla distrofia muscolare (Mda), è stata coordinata da Antonio Musarò, dell’università di Roma Sapienza.”«Quello che risulta dal nostro lavoro – spiega Musarò – è un nuovo modo di vedere la malattia. Finora le conoscenze erano limitate ai motoneuroni, ma adesso è chiaro che il ruolo di queste cellule non è determinante. La sola modificazione delle caratteristiche dei motoneuroni non è di per sé indice della patologia”.













