Se la moglie risulta senza stipendio, perchè casalinga, i soldi del conto corrente sono nella disponibilità solo dell'uomo: è quanto prevede una recente sentenza che fa discutere e che è stata impugnata

Casalinghe sul piede di guerra per una interpretazione della legge sulla comunione dei beni che le costringerebbe a farsi formalmente pagare dal marito per lo svolgimento delle faccende domestiche a favore del nucleo familiare.
Non ci sarebbe infatti altro mezzo per rivendicare le somme che si trovano sul conto corrente.
Per il giudice quando la moglie non lavora, i soldi del conto corrente di famiglia sono tutti del marito, in quanto unica fonte di reddito.
La consorte casalinga, anche in presenza di comunione dei beni, non può vantare la proprietà di quei soldi.
È uno dei passaggi cardine della sentenza, da poco impugnata, con cui il giudice di Milano Michele Montingelli ha assolto un ex marito accusato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

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