Rimane alta l’attenzione intorno ai due casi di epatite A registrati su due fratellini iscritti al primo anno della scuola materna di Pantalla di Todi.
Ieri sera si è tenuta una riunione autoconvocata dei genitori dei bambini che frequentano lo stesso plesso al termine della quale è stato deciso di costituire un comitato spontaneo per chiedere la sanificazione dei locali scolastici e una maggiore attenzione nelle azioni di prevenzione sanitaria.
Intanto dalla Usl 2 arrivano le risposte alle preoccupazioni esternate già ieri dagli stessi genitori. Il direttore del Centro di salute, Stefano Lentini, ha diffuso una nota nella quale si precisa che “in data 6 novembre, alle ore 16:19, è pervenuta via fax al Centro di Salute di Todi la notifica dei due casi di epatite A” e che “la mattina del 7 novembre la responsabile del Centro di Salute, presa visione della scheda di notifica, ha avviato i provvedimenti necessari“.
Dopo aver fugato i dubbi circa possibili ritardi nell’affrontare il problema, il comunicato della Usl elenca le azioni intraprese, coordinandosi con la responsabile dell’UOS Igiene e Sanità Pubblica dell’area Media Valle del Tevere:
– è stato contattato il responsabile del servizio farmaceutico che ha garantito la consegna del vaccino anti-epatite A per lunedì 10 novembre alle ore 10.
– è stata contattata la Direzione Scolastica cui è stata inviata una lettera per i genitori per l’offerta della vaccinazione ai bambini della scuola materna nei giorni di lunedì 10 e martedì 11 presso il CdS di Todi.
– sono stati contattati i Pediatri di Libera Scelta della zona per coinvolgerli in un’adeguata informazione ai genitori”.
Il dottor Lentini tiene inoltre utile precisare che “l’origine del contagio è extrascolastica, verosimilmente avvenuta per la permanenza dei bambini e della loro famiglia in un paese estero ad elevata endemia per l’epatite A; le indicazioni normative (circolare n.4/98 del ministero della Sanità) e tecnico-scientifiche (Istituto Superiore di Sanità – 2004) di profilassi a seguito di caso di epatite A, mentre suggeriscono di vaccinare i compagni nelle scuole materne e asili nido, non forniscono indicazioni analoghe per le scuole di ordine superiore: questo è il motivo per cui non è stata proposta la vaccinazione ai compagni di classe del bambino di 10 anni; le stesse fonti non prevedono altre misure di profilassi quali la chiusura della scuola o trattamenti di sanificazione degli ambienti”.
La nota della Usl ricorda anche (sempre citando l’Istituto Superiore di Sanità) che “l’osservanza delle comuni norme igieniche, prassi abituale in particolare per le scuole materne, è premessa essenziale per evitare la trasmissione dell’epatite A e di tutte le altre malattie a ciclo orofecale” e che, infine, “la riammissione a scuola è prevista alla guarigione clinica dell’epatite A, situazione in cui non vi è più la possibilità di contagio, non sussistendo più l’obbligo del certificato“.
Da parte delle famiglie viene comunque annunciata una raccolta di firme per sollecitare un’adeguata sanificazione della scuola, anche in virtù del fatto che dall’inizio dell’anno nella scuola ci sono casi fissi di pediculosi senza poter trovare il modo per bloccare il fenomeno.
I genitori, nel corso della riunione di domenica sera, hanno anche segnalato altri problemi della struttura, quale ad esempio la presenza di bagni interni alle aule chiusi con porte-soffietto, limite strutturale che è una potenziale fonte di pericolo dal punto di vista igienico-sanitario.
Nella serata di lunedì è arrivata sull’argomento anche la presa di posizione dell’Amministrazione comunale, nella quale si precisa che, “pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, il Comune, nella persona del sindaco, ha ricevuto piena rassicurazione da parte della azienda sanitaria che la situazione non presenta alcun rischio epidemiologico, né necessità di particolari misure di sicurezza.
In tal senso, in base ai dati in nostro possesso – prosegue la nota – ci sentiamo di rassicurare i genitori garantendo loro che sono state adottate tutte le misure e intraprese le iniziative necessarie in casi del genere. Nei prossimi giorni – afferma il sindaco Ruggiano – continueremo a monitorare la situazione affinché sia garantita la massima sicurezza dei cittadini e dei bambini”.












