Il buco della sanità italiana sembrerebbe non riguardare l’Umbria, almeno per il 2007. È quanto emerge da una rielaborazione di The European House – Ambrosetti sul Rapporto Isae: Finanza pubblica e Istituzionì del 2008.
Nel 2007 il deficit si concentra per l’82,9% in tre regioni: Lazio, Campania e Sicilia. Secondo i dati presentati, la maglia nera per il buco da record spetta al Lazio, che ha accumulato un debito di 1,4 miliardi di euro nel 2007.
Alle spalle, staccati di parecchie lunghezze, la Campania con -697 milioni di euro alla voce sanità del bilancio regionale e la Sicilia, che si guadagna l’ultimo gradino del podio con un deficit di 524 milioni di euro.
Le regioni che seguono hanno invece un debito più contenuto, da 200 milioni di euro in giù. Si tratta di Puglia (-200 mln), Liguria (-141), Abruzzo (-117), Piemonte (-96), Sardegna (-68), Molise (-62), Calabria (-24), Valle D’Aosta (-14) e Basilicata (-13). Persino nel bilancio di Trento non figura il segno + alla voce sanità, anche se il debito si limita a 2 milioni di euro.
Restano le sette Regioni virtuose, fra cui spicca la Toscana con un bilancio sanitario in attivo di 95 milioni di euro lo scorso anno. Seguono Marche e Friuli con 24 milioni di euro. Conti in positivo anche per Bolzano (+17), Umbria ed Emilia (con +13 milioni di euro).
Meno di dieci milioni di euro hanno risparmiato la Lombardia (9 milioni di euro) e il Veneto, che per appena due milioni di euro rientra nel ‘club’ delle Regioni virtuose.
- Redazione
- 11 Novembre 2008









