L’ incidente sul lavoro, a Gubbio alcuni mesi fa, nel quale era morto un operaio di 32 anni mentre scaricava dal suo camion materiale ferroso, non doveva accadere perché l’’impianto ritenuto non a norma era stato posto sotto sequestro già dal marzo 2007.
L’ uomo, di Umbertide, era stato colpito al torace da una bombola di anidride carbonica che durante le operazioni di scarico dal camion aveva perso la valvola di sicurezza ed era schizzata contro di lui, scaraventandolo a diversi metri di distanza dal veicolo
L’attività tuttavia, per l’accusa formulata dal gip Nicla Flavia Restivo, a conclusione di un’indagine coordinata dal pm della procura della repubblica presso il tribunale del capoluogo umbro Antonella Duchini, era continuata ugualmente.
I due titolari di un centro di rottamazione di Gubbio sono stati arrestati, uno ai domiciliari, oggi dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Perugia per traffico illecito di rifiuti ed altri reati.
Sono accusati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, violazione dei sigilli, scarichi industriali non autorizzati, nonchè inosservanza delle prescrizioni autorizzative, Sono stati accertati, anche, l’utilizzo ripetuto di manodopera straniera non in regola, l’inquinamento del terreno e dei corsi d’acqua con residui oleosi, il mancato rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre all’interramento di rifiuti su un’area pubblica adiacente. Nel centro di rottamazione sono stati trovati anche notevoli quantitativi di rame.
Il giro d’affari è stato stimato dagli inquirenti in circa un milione e mezzo di euro per la raccolta ed il trattamento illecito di circa 1.500 tonnellate di rifiuti, costituiti principalmente da autovetture da demolire, bombole, oli ed altri materiali provenienti soprattutto dal comprensorio Eugubino-gualdese e Tifernate.









