Le ordinanze per il contrasto del "grave degrado urbano" evidenziano quali sono le preoccupazioni principali delle amministrazioni comunali

Come noto, non a tutti perché le multe fioccano a Perugia ed ora anche a Terni, i sindaci utilizzano uno strumento denominato ‘ordinanza’  laddove ci sia un vuoto normativo e sempre in casi particolari o di emergenza.
Il decreto Maroni ha esteso questa facoltà ad una fattispecie che prima non esisteva: il “grave degrado urbano”.
La lettura delle prime ordinanze deliberate dai primi cittadini mettono in evidenza due ambiti di intervento prioritari: la vendita di bevande alcoliche e la prostituzione su strada ai quali fanno seguito, in ordine di importanza, l’abbandono di rifiuti ingombranti, la vendita e il consumo di alimenti e bevande nelle piazze o nelle strade della città, gli interventi su unità abitative sovraffollate, occupate o in condizioni di degrado.

Le ordinanze raccolte nella Banca Dati dell’Associazione sulle ordinanze sindacali (lds) sono state emesse soprattutto da Sindaci dei Comuni di medie dimensioni: il 64% delle ordinanze in materia di sicurezza urbana raccolte sono state emesse in comuni con popolazione compresa tra i 15.000 e i 50.000 abitanti (33,6%) e tra i 50.001 e i 100.000 abitanti (30,4%); mentre il 20% in comuni con oltre 100.000 residenti.
La maggior parte delle ordinanze presenti nella Banca Dati è stata emessa nei Comuni del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 36% e 33%). Solo il 6% delle ordinanze raccolte è stato emesso nei comuni delle due Isole Maggiori e il 10% in quelli del Mezzogiorno.

Le ordinanze raccolte nella Banca Dati riguardano soprattutto il divieto di vendita di bevande alcoliche (13,8%), di prostituzione su strada (11,7%), l’abbandono di rifiuti ingombranti (10,7%), la vendita e il consumo di alimenti e bevande nelle piazze o nelle strade della città (8,7%), così come gli interventi su unità abitative sovraffollate, occupate o in condizioni di degrado (8%).
Generalmente la totalità della collettività è destinataria dei contenuti delle ordinanze attualmente presenti nella Banca Dati (61%). Solo nel 16% dei casi, i contenuti sono indirizzati ad esercenti di attività commerciali, associazioni, centri ricreativi e culturali, mentre il restante 21% è rivolto a privati o enti o società proprietarie di immobili.

Poco meno della metà delle ordinanze raccolte nella Banca Dati sono finalizzate a contrastare situazioni che si verificano sull’intero territorio comunale (49%).
Le restanti sono dirette a contrastare situazioni presenti in specifiche aree (vie, quartieri, piazze) (29%) e in specifiche tipologie di aree del comune (parchi, scuole…,  22%).
Poco meno dei 3/4 delle ordinanze presenti nella Banca Dati trova applicazione tutti i giorni, senza una specifica previsione oraria (72%).
Solo il 16% si applica in una specifica fascia oraria – per lo più serale o notturna – e solo il 12% in specifiche giornate, soprattutto in occasione di ricorrenze e festività.

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