I risultati dovranno essere ulteriormente validati, ma c’è la forte speranza che una scoperta di quattro ricercatori del Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Catania e dell’Istituto tumori di Milano, possa consentire una diagnosi precocissima dei tumori alla prostata, aumentando in maniera esponenziale l’efficacia delle terapie.
Con il supporto della Lega italiana per la lotta contro i tumori si è scoperto che l’aumento correlato nel sangue di due proteine, osteopontina e metalloproteasi-9, rappresenta uno dei primi segnali della presenza di un cancro della prostata – terza causa di morte per tumore in Italia – e si rileva anche se le lesioni maligne sono ancora di dimensioni microscopiche.
Il livello delle due proteine, inoltre, va di pari passo con l’aggressività tumorale e ciò consente di monitorare la progressione della malattia.
Lo studio è pubblicato sulla rivista scientifica statunitense ‘Clinical Cancer Research’ ed è il risultato ottenuto indagando su 200 uomini siciliani con età compresa tra i 47 e gli 80 anni.
Ma sul versante della diagnosi precoce ci sono novità anche per quanto riguarda il tumore al colon – retto.
I ricercatori dell’Istituto nazionale tumori, hanno messo a punto un nuovo marker tumorale per stanare in tempi rapidi e senza dolore questo tipo di tumore.
Quando le cellule del nostro organismo si trasformano in tumore ‘cambiano colore come le foglie d’autunno.
Ed è proprio questa metamorfosi a poter svelare la neoplasia quando è ancora in fase embrionale.
È sufficiente un normale prelievo del sangue per ottenere una risposta in tempi molto più rapidi di quelli necessari ad altri esami in commercio.
Non solo: rispetto ai test fin qui disponibili, assicurano i ricercatori, sembra che il nuovo marcatore sia più preciso, e la semplicità della tecnologia usata necessita di investimenti minimi senza ulteriori spese aggiuntive.







