Stasera presentazione a Perugia della campagna a sostegno del progetto internazionale di Amnesty International

In Umbria, a fronte di sole (la maggior parte passano sotto silenzio specialmente se avvengono in famiglia) 600 denunce ufficiali per violenze subite dalle donne, il 70% avverrebbe all’interno delle mura domestiche.
Ad affermarlo è Ada Girolamini
, consigliere regionale (Sdi Uniti per l’Ulivo) che ha annunciato la decisione del Gruppo socialista in Consiglio regionale di schierarsi “accanto ad Amnesty International, a sostegno del progetto ‘Mai più violenza sulle donne’, la campagna internazionale lanciata nel maggio 2004, per fermare le inaccettabili violazioni dei diritti delle donne che vanno dalla violenza domestica, alla tratta, dagli stupri durante i conflitti, alle mutilazioni genitali”.

Ada Girolamini invita a riflettere sui dati Istat 2007. “In Italia una donna su due è vittima di una o più molestie a sfondo sessuale nell’arco della vita; un omicidio su quattro avviene tra le mura domestiche; il 70% delle vittime è donna; ogni tre morti violente, una riguarda donne uccise dal marito, dal convivente o dal fidanzato; oltre il 90% delle vittime di violenza o di molestie non denuncia il fatto”.
Il Consiglio d’Europa, aggiunge la Girolamini, ” ha dichiarato che la violenza domestica è la principale causa di morte e invalidità per le donne in età compresa tra i 16 e i 44 anni, con un’incidenza maggiore di quella provocata dal cancro o dagli incidenti automobilistici”.
A Perugia il 26 novembre, presso il Bar Morlacchi, dalle ore 22, ci sarà la presentazione della campagna “Mai più violenza sulle donne” che è anche una rivendicazione di libertà: “non è più possibile tollerare che una donna o una fidanzata non possa separarsi dal partner, se non a rischio della propria vita”.

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