Il rapporto di Sos impresa parla anche di un rapporto con la massoneria

Sos impresa, nel suo rapporto annuale, come citato dal sito on line “art. 21” affermerebbe che “nel cuore dell’Umbria, a Perugia, l’usura ha il volto perbene dei colletti bianchi, personaggi in vista che intrecciano legami usurai ed affaristici cementati dalla comune fede massonica.
Nei piccoli centri di provincia – prosegue l’articolo – per vergogna e per evitare pettegolezzi, si preferisce approvvigionarsi tra gli anonimi palazzoni della capitale”.
L’articolo di Norma Ferrara cita anche un volontario della Fondazione Antiusura di Perugia, per il quale su cento assistiti solo tre decidono di denunciare. E questo perché “in molti hanno paura”.
Sempre secondo il sito web citato, negli ultimi quindici anni però “l’usura ha cambiato pelle, anche qui in Umbria. Gradualmente da terreno di “cravattai”, come si chiamavano in gergo gli usurai, il prestito stozzino è diventato gradualmente affare delle mafie, camorra in testa”.

condividi su: