Negli anni sessanta era ancora la norma il “vuoto a rendere” per moltissimi prodotti liquidi venduti in contenitori di vetro.
Appena un decennio prima c’era chi, per la facilità dei bambini che ne traevano un po’ di spiccioli, raccoglieva i contenitori di vetro non soggetti ad essere resi.
Poi è venuto il boom e come tutti i neo ricchi, gli italiani si sono dati allo spreco degli imballaggi a perdere.
Ma adesso, passata l’ubriacatura, si è tornati indietro; prima con la raccolta differenziata ed ora è stata inaugurata “Vetro indietro”, un’iniziativa che riunisce le maggiori associazioni di categoria del mercato italiano delle bevande, Legambiente, e Savno, il consorzio che da anni si occupa della gestione dei servizi ambientali nel trevigiano.
Obiettivo di questo protocollo d’intesa è quello di promuovere e stimolare il ritorno ai contenitori in vetro “a rendere” almeno per le bevande destinate al canale Horeca (Hotellerie, Restaurant e Café, il circuito che comprende tutti i consumi di alimenti e bevande effettuati fuori dalle mura domestiche).
Italgrob è all’avanguardia, già due anni fa ha presentato l’idea di un progetto di ritorno ad imballaggi “ecosostenibili” in collaborazione con la più grande Associazione delle imprese del canale “away from home”, la Fipe Confcommercio, coinvolgendo i rappresentati di tutta la filiera del beverage senza dimenticare Legambiente.
Dopo 2 anni di lavoro e programmazione, è stato siglato il protocollo che sancisce la nascita del Comitato e del Progetto “Vetro Indietro”, ed entro la fine dell’anno prenderà il via la prima fase della sperimentazione: un progetto pilota che coinvolgerà alcune città campione del Nord, del Centro e del Sud Italia, dove bar e pubblici esercizi introdurranno la vendita di bevande in “vetro a rendere” predisposte dai marchi aderenti.
Il progetto prevede anche la stretta collaborazione dei consorzi di raccolta e smaltimento rifiuti delle città aderenti, cui spetterà il compito di fornire i dati sugli andamenti delle quantità di spazzatura prodotta.
Un’analisi a tutto campo quindi, che sin dall’inizio ha coinvolto con grande successo anche Savno, gestore del ciclo integrato dei rifiuti urbani in 35 comuni nella Provincia di Treviso, tra i consorzi di raccolta e smaltimento più all’avanguardia d’Italia.
Non a caso la prima zona a dare il via alla sperimentazione sarà proprio la provincia di Treviso, con il Comune di Conegliano Veneto come capofila, ma entro pochi mesi il progetto verrà esteso ad altre città, come Ancona e Salerno.
In fase di trattativa è invece l’attivazione del progetto anche in alcuni quartieri di Roma.









