L’azionariato dei dipendenti, soluzione che qualcuno propugna per ridurre i conflitti sociali tra lavoratori ed aziende, ha avuto un’applicazione pratica in Umbria in una azienda che va per la maggiore: specializzata nella produzione di componentistica per l’industria aerospaziale. Nel suo portafoglio-clienti ha Boeing, Airbus, Bombardier ed Embraer, ossia tutti i big mondiali dell’aerospazio. A loro fornisce i componenti che in fase di decollo e di atterraggio consentono di movimentare gli alettoni posteriori e di effettuare l’inversione di spinta che consente di atterrare.
La Umbra Cuscinetti, che l’anno scorso ha festeggiato il trentacinquesimo anniversario dalla fondazione e che conta oltre 900 collaboratori localizzati nella sede umbra di Foligno, in quella americana di Seattle e in quella tedesca di Stoccarda, è l’azienda che prova a ripercorrere la strada dei dipendenti-azionisti.
L’azienda ha, infatti, annunciato l’ingresso nell’azionariato di 37 dipendenti: a loro fa capo il 4,41% del capitale.
Nel 2007 il fatturato di gruppo è stato di quasi 112 milioni di euro. La previsione 2008 indica circa 133 milioni.
Già l’anno scorso alcuni dipendenti aveva deciso di acquisire delle quote. Quest’anno hanno aumentato la propria partecipazione e a loro si sono uniti altri 31 lavoratori, facendo salire a 37 il numero dei dipendenti-azionisti: manager o dirigenti, ma anche amministrativi, caporeparto, operai. Ci sono anche due addetti che fanno parte del consiglio di fabbrica e quindi svolgono attività sindacale.
Un altro 10% di azioni è ancora a disposizione per l’azionariato dei dipendenti. Il taglio minimo per l’ingresso nel capitale è pari a 40 mila euro.
Le azioni detenute dai dipendenti non potranno essere rivendute prima di 4 anni al termine dei quali la società si impegna, per chi voglia cederle, a riacquistarle.
- Redazione
- 23 Dicembre 2008









