Sarà perché si sviluppa tutta in pianura, ma Terni batte Perugia per 28 a 35. Queste sono le rispettive posizioni nella graduatoria delle città italiane alla ricerca della mobilità sostenibile.
L’analisi è contenuta nel secondo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, elaborato da Euromobility e Kyoto Club in collaborazione con Assogasliquidi e Consorzio Ecogas e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.
Gli indicatori di cui si è tenuto conto per stilare la classifica sono stati in particolare le innovazioni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, taxi collettivi, piattaforme logistiche per le merci, mobility manager, car pooling, ecc.) e la loro efficacia; lo stato di salute delle città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (Gpl, metano); l’offerta di trasporto pubblico, le piste ciclabili, le ZTL, le corsie preferenziali; l’adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico.
Le 50 città monitorate sono i 20 capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
E’ Parma la città più “eco-mobile” d’Italia. La città emiliana, che ha scalzato dal primo posto dello scorso anno Bologna, ha un trasporto pubblico che funziona, ha avviato importanti innovazioni nella gestione della mobilità, ha una quota significativa di auto a basso impatto ambientale, pianifica il traffico e tiene lo smog sotto controllo.
Nella “top ten”, che vede sul podio ben quattro città emiliane, seguono Bologna, poi Firenze e Venezia a pari merito, quinta Padova; al sesto posto si trova Torino e al settimo Bari (unica città del sud che è anche migliorata rispetto all’undicesimo posto dello scorso anno); segue Modena all’ottavo posto e quindi Ferrara nona e Genova decima.
Fanalini di coda nella classifica della mobilità sostenibile, Taranto, L’Aquila, Campobasso.
- Redazione
- 24 Dicembre 2008









