Quando nel 1990 cominciai a diffondere il Progetto “Agroecologia” di Educazione Agroalimentare Biologica per le scuole, messo a punto insieme al gruppo di lavoro di Giorgio Celli, costruendo piccole serre, dove i bambini coltivavano i prodotti dell’orto biologico, anche trapiantati nel giardino scolastico o di casa e mangiato a scuola, allevando insetti utili e producendo il compost coi residui della casa, imparando così a conoscere l’Agroecosistema, parlai espressamente di “educazione inversa”, dai piccoli figli ai padri… attraverso la scuola elementare e media” (provincia d’Arezzo, progetto pilota gestito dallo Studio Ager, oggi Agernova). Inoltre, negli Orti affidati ai Pensionati dal Comune di Perugia (altro progetto pilota contemporaneo di Agernova), educammo al Biologico anche i nonni, che avevano lasciato la terra per andare a lavorare in fabbrica, ai quali il Comune di Perugia affidò degli Orti per l’autosufficienza alimentare… per il “ritorno alla terra”.
Laddove i nonni, che ricordano le tecniche di una volta (il Rame e lo Zolfo, invece dei Pesticidi Chimici) e introducono le innovazioni Agroecologiche come l’impiego degli insetti utili invece degli Insetticidi chimici (le vere biotecnologie scientifiche e naturali)… completano l’opera di “educazione dei propri figli”, ovvero dei padri e delle madri di quei bambini vittime della televisione e del supermercato. E carnefici inconsapevoli dei propri figli, come denunciato dal film “I nostri figli ci accuseranno”, di Elisabeth Zoja, che sta riscuotendo un clamoroso successo in Francia.
Oggi, con grande difficoltà e con il rischio di invasione barbarica degli OGM, che distruggerebbe l’Agricoltura Biologica Italiana ed europea, inquinandola irreversibilmente e rendendo impossibile l’autodifesa dei consumatori e dei contadini, abbiamo in ogni caso fatto dei passi avanti enormi nella consapevolezza, purtroppo a spese delle vittime innocenti delle malattie degenerative, in aumento esponenziale negli ultimi dieci anni, guarda caso in concomitanza con l’entrata sul mercato degli OGM, nascosti negli alimenti attraverso le cosiddette “soglie di (in)tolleranza” (vedasi a tal proposito il testo appena pubblicato di Arpad Putzstay “La sicurezza degli ogm” – EDILIBRI, 2008).
Ma, nonostante un referendum contro i Pesticidi, con 19.600.000 voti espressi dal popolo italiano per l’abrogazione delle soglie di tolleranza di pesticidi negli alimenti (tarate su un corpo di 60 kg, cosicchè i bambini subiscono dosi anche 10 volte superiori agli adulti, ndr !!!), oggi, addirittura, i residui di (in)”tolleranza” dei Pesticidi negli alimenti sono state recentemente allineate ai livelli più alti in Europa e non è stata introdotta neanche la Ricetta per il controllo delle vendite di Pesticidi stessi.
Questa prescrizione obbligatoria per la vendita dei “prodotti chimici di sintesi” porterebbe almeno 10.000 posti di lavoro potenziali per i tecnici agronomi (ricerca di ENEA – ISFOL, dati pubblicati), con risparmio di almeno il 50% di Pesticidi chimici oggi usati dagli agricoltori, seppur scientificamente inutili, killers delle Api e degli esseri umani (dati dell’Ist. Oncologico Ramazzini di Bologna). Un risparmio corrispondente a circa 500 milioni di € in Italia, ovvero 50.000 € per ogni tecnico impegnato (uno stipendio di tutto rispetto). Soldi oggi spesi inutilmente dagli agricoltori per veleni buttati nel cibo, nell’acqua e nell’ambiente, controproducenti sulla produzione agricola in quanto ammazzano per lo più insetti utili, con alternative valide ed efficienti di tipo Biologico ampiamente disponibili per la difesa delle coltivazioni.
Inoltre, i Pagamenti Agroambientali dell’Unione Europea (dal 1992 e in forma obbligatoria dal 2000) avrebbero dovuto corrispondere agli agricoltori Biologici la compensazione dei maggiori costi e minori ricavi, più un 20% di costi di transazione, per il beneficio sociale portato dall’Agricoltura Biologica, la quale dovrebbe “per legge” convenire a tutti gli agricoltori, in quanto “i consumatori pagano l’acquisto di un servizio per la collettività”.
Ma le Regioni, con il beneplacido della Commissione UE – DG Agri e dei Sindacati Agricoli (Confagricoltura, CIA e Coldiretti-Consorzi Agrari- Venditori di pesticidi e concimi chimici), presenti nei tavoli di concertazione locali dove si discutono i programmi regionali, insieme alle Associazioni Ambientaliste e ad alcuni rappresentanti dell’Agricoltura Biologica (AIAB, AMAB) quantomeno passivi e inattivi, erogano oggi solo delle piccole “elemosine” agli Agricoltori Biologici. Ad esempio pagamenti di 200 €/ha o anche meno per i cereali biologici, a fronte dei 600 €/ha previsti come massimali dalla UE. E non si considera la Zootecnia Biologica nelle misure finanziate per il Benessere Animale, che prevedono fino a 500 € di pagamento Comunitario per Unità Bovino Adulto per gli allevatori biologici.
I pagamenti oggi non sono quindi sufficienti a riconvertire le produzioni Chimiche verso il biologico, in prticolare nelle aree agricole intensive dove l’uso della chimica permette maggiori produzioni, ne a mantenere i redditi dell’Agricoltura Biologica, con conseguente dismissione di molte aziende biologiche che stanno tornando alla chimica. E aumento dei prezzi dei prodotti biologici per le speculazioni di mercato sulla produzione di nicchia.
L’obiettivo delle Misure Europee Agroambientali e di Benessere Animale (50.000 milioni di € stanziati dall’Unione Europea per il periodo 2007-2013) sarebbe, per legge, quello di riconvertire le aree agricole e gli allevamenti intensivi al Biologico (dove si usano i pesticidi in grande quantità) in modo da realizzare una vera sostituzione della chimica in Agricoltura. Ma le Regioni aprono bandi per fittizie “riduzioni dei Pesticidi” (denominata impropriamente “Agricoltura Integrata”), erogando pagamenti illegittimi in quanto basati su disciplinari fittizi e non controllabili, come ha segnalato la Corte dei Conti UE (Sentenza n. 3/2005). Che qualche ente di certificazione di “controllo” si permette anche di Certificare.
Pagando in pratica gli agricoltori che usano pesticidi come hanno sempre fatto, seguendo Disciplinari con elenchi di Pesticidi chimici ammessi quasi per ogni coltura e ogni avversità, senza l’obbligo previsto dalle linee guida europee di “Applicazine prioritaria delle tecniche sostitutive di tipo Biologico”. Le uniche che consentono il controllo della riduzione dei pesticidi, attraverso le fatture di acquisto dei mezzi sostitutivi biologici, più costosi e che, pertanto, possono giustificare il Pagamento Agroambientale, altrimenti basato su una presunta riduzione di produzione, quando le ricerche dell’ENEA attestano che con l’Agricoltura integrata le produzioni in realtà aumentano.
La Regione Umbria, ad esempio, ha appena aperto il bando 2009 per l’Agricoltura (dis)integrata (…nei pesticidi), il 24 dicembre 2008, quasi di nascosto… un regalo di natale alle industrie chimiche ed agli agricoltori inconsapevoli o non informati dalle proprie associazioni.
Gli Agricoltori, Biologici e non, delle Regioni Umbira, Marche, Toscana e Campania, per questi motivi hanno presentato ricorsi straordinari al Capo dello Stato sui Bandi Agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale regionali (le ricchissime finanziarie agricole per il 2007-2013). Ma è necessario attivarsi anche sulle altre regioni, sulla Corte dei Conti per chiedere il recupero delle somme erogate illegittimamente e senza risultato Agroambientale e sulla Corte di Giustizia UE per le allegre approvazioni dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali, da parte della Commissione UE.
Tanto si poteva fare… e non è stato fatto. Ma molto si può ancora fare… (le Norme e le Costituzioni Nazionali sono a favore della Salute e dell’Ambiente, diritti “inviolabili”…purtroppo ampiamente violentati) …prima che sia troppo tardi. Per i nostri figli, soprattutto.
Ad esempio, il recente regolamento Reach dell’UE prevede che in presenza di tecnologie alternative naturali ed efficenti, come l’agricoltura biologica, l’uso della chimica dev’essere vietato, come ha fatto la Danimarca coi disseccanti agricoli (Roundup) su larga scala. Prodotti, come tutti i Pesticidi Inutili (es. concianiìti e geodisinfestanti) che sono contrari ai criteri di rispetto dell’Ecocondizionalità, previsti dalle norme europee per l’ottenimento dello stesso sostegno al reddito agricolo erogato a tutti i coltivatori (PAC). Questione su cui recentemente si è di nuovo pronunciata la Corte dei Conti UE, redarguendo la Commissione e gli Stati membri.
Le stesse normative fitosanitarie Nazionali e Comunitarie prevedono che non si possano vendere prodotti chimici tossici per gli insetti utili, tuttora in vendita come i Neonicotinoidi e i Piretroidi di sintesi.
Ma dobbiamo in primis fermare innanzitutto l’invasione Barbarica degli OGM in Europa e le cosiddette soglie di (in)tolleranza di OGM negli alimenti, addirittura in quelli biologici… addirittura senza etichette.
L’Italia deve adoperarsi per un Bando Mondiale contro l’introduzione nell’ambiente degli Organismi Geneticamente Manipolati e per il Divieto dei Pesticidi Chimici in presenza di valide tecniche sostitutive.
Altrimenti non potremo più tornare indietro. Altrimenti i nostri figli ci malediranno.









