L'associazione sosterrà le Amministrazioni locali alle prese con le difficoltà di bilancio legate all'utilizzo degli strumenti "derivati"

L’Anci corre in soccorso dei comuni umbri in difficoltà a causa della finanza derivata e va all’attacco delle banche che hanno collocato questi contratti presso molti comuni.
L’associazione dei comuni dell’Umbria annuncia infatti la creazione di una struttura di supporto tecnico-giuridico per le amministrazioni in difficoltà e l’eventuale ricorso a vie legali per estinguere i contratti derivati.
Sin dall’anno 2000, molte amministrazioni italiane, e quindi anche alcune dell’Umbria, dice l’Anci, sono state messe in estrema difficoltà a causa della politica di gestione del rischio attuata dagli istituti di credito i quali non hanno avuto rilevanti difficoltà nel collocare questi tipi di strumenti presso i Comuni.

Per l’Anci avrebbe contribuito a creare la situazione il fatto che gli enti locali risultano ancora carenti di professionalità specifiche e di strumenti analitici per un’adeguata e corretta valutazione finanziaria dei contratti.
In effetti – ribadisce l’Anci – sono stati gli stessi istituti bancari, tramite proprio incaricato, a svolgere funzioni di intermediazione (advisor), mancando in tal modo una tutela pubblica dell’operazione, o quanto meno, una valutazione obiettiva e ponderata degli strumenti finanziari.
Valutazione che ovviamente non è stata fatta neppure dagli amministratori a cui faceva gola la possibilità di poter avere in tal modo risorse da spendere e che si rifacevano ad un passa parola iniziato da qualcuno che si riteneva esperto di finanza.

Secondo l’Anci umbra attualmente “alcuni Comuni che stanno utilizzando gli strumenti di finanza derivata stanno rischiando o rischiano di subire perdite dal market to market legate anche a costi invisibili, di volta in volta accollati a seguito di ogni rinegoziazione intercorsa”.
Analisti specializzati in materia, hanno già predisposto un primo quadro della situazione finanziaria di ciascun Comune interessato. Il passo successivo verterà più concretamente nell’individuazione di eventuali vie legali da intraprendere per permettere agli enti interessati l’estinzione anticipata dei relativi contratti derivati.

Sul problema “derivati” è intervenuto anche l’assessore comunale di Perugia al bilancio, Marco Vinicio Guasticchi, che ha evidenziato la “ correttezza e la positività” delle operazioni poste in essere dall’ente. “Il Comune di Perugia ha stipulato, analogamente ad altri circa 500 enti in Italia contratti finanziari derivati per la prima volta nell’anno 2002 con Dexia-Crediop e nel 2006 con Banca Intesa-
I risultati economici delle operazioni in contratti derivati, intesi come differenziali tra quanto il Comune ha pagato e quanto ha ricevuto, sono (al 31.12.2008) positivi dal momento che, per quanto riguarda il primo contratto il saldo a favore è di circa euro 2,5 milioni e per quanto riguarda il secondo contratto è di circa euro 2,2 milioni.
L’attuale livello dell’Euribor, ossia il tasso interbancario di riferimento per le operazioni finanziarie, a seguito della nota crisi dei mercati e degli interventi della Banca Centrale Europea, comporterà nel breve-medio termine ulteriori risultati positivi per il Comune di Perugia”.

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