Primarie a Marsciano il giorno dopo: oltre la diretta del TamTam, che ha dato in esclusiva i risultati delle primarie marscianesi, oggi cerchiamo di analizzare il voto di ieri, anche se molti dati interessanti, come il numero di stranieri e di giovanissimi che hanno votato, non sono ancora disponibili.
Un dato su tutti risalta: la partecipazione notevole dei cittadini a queste elezioni di partito: ben 3221 marscianesi sono andati a votare nei 9 seggi allestiti nel territorio comunale, un dato che si avvicina a quello delle primarie regionali.
Oltre il 30% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne, una partecipazione inaspettata anche dai dirigenti locali, che avevano fissato a quota 2.500 il tetto del successo.
Un successo anche per la sfida lanciata verso il PD regionale, che aveva fortemente sconsigliato la via delle primarie di partito, optando per delle primarie di coalizione: Marsciano ha disobbedito, ma almeno il totale dei votanti dà ragione al PD locale.
La campagna è stata abbastanza dura, con due candidati fortemente contrapposti ma rispettosi delle differenze dell’altro; un conflitto che è diventato territoriale, con il nord schierato in massa per Massoli ed il capoluogo per Todini.
E’ evidente che la problematica del biodigestore e della viabilità verso Perugia ha avuto un forte risalto nell’elettorato, basti notare il dato di San Valentino, dove 416 persone si sono recate al seggio, il secondo più affollato dopo quello del capoluogo; la partecipazione più scarsa c’è invece stata a Castiglione della Valle, con 158 votanti.
Da segnalare come nel capoluogo abbiano votato, fra Ammeto e Marsciano, 1.450 persone, a fronte di 10.000 abitanti; nelle frazioni, che raggruppano 8.000 abitanti, i voti sono stati 1.800, segno evidente che l’interesse delle questioni territoriali del nord ha prevalso sul capoluogo.
Ricapitolando sono andati al vincitore i seggi di Marsciano, Ammeto, Cerqueto, Papiano e Castiglione della Valle, mentre a Massoli sono andati quelli di San Biagio, Spina, San Valentino e Villanova.
Molti i presenti ieri sera all’interno della sede del PD di Marsciano, dove arrivavano i dati dai vari seggi: il primo ad arrivare è stato il vincitore, verso le 22,30, accolto dagli applausi dei presenti. Pochi minuti e si è rivolto ai presenti, introdotto dalla coordinatrice Bonomi che si è detta “sorpresa della partecipazione notevole di cittadini a questa manifestazione del PD”.
Dopo il breve intervento è stata la volta del neo candidato a sindaco Todini: “Mi sono appena sentito con Stefano, ci siamo fatti i complimenti a vicenda per il risultato, è ora di convertire questa grande mole di persone che hanno affollato i seggi in una proposta unitaria del PD per il governo della nostra Marsciano”.
Un messaggio forte, di unità, dopo una normale bagarre elettorale, dove ci si è confrontati e contrapposti, ma tutto questo consenso raccolto adesso deve essere unito.
Un discorso quello di Todini molto sintetico, dove ha ripetuto varie volte la parola unità, “bisogna capire subito chi può dare una mano al progetto del PD per Marsciano e da martedì ci metteremo al lavoro in questa direzione”.
Classico spumante stappato dal vincitore di queste primarie, e all’uscita c’è stato anche l’incontro con Massoli, un abbraccio applaudito dai presenti, un forte segno di una unità che sembra la meta da perseguire dopo questo confronto. Massoli ha ringraziato i tanti marscianesi che lo hanno sostenuto, anche se a caldo è difficile parlare da sconfitti.
Innumerevoli potrebbero essere le analisi politiche di questo voto: una settimana fa sembrava tutto a favore di Todini, c’era chi lo dava al 70%; il recupero di Massoli è stato notevole, soprattutto al nord del comune.
Se bisogna tirare le somme basta vedere chi era sceso in campo a favore di uno o dell’altro: Todini aveva dalla sua l’attuale Sindaco, il vicesindaco, l’assessore alla Comunità Montana, il consigliere provinciale della zona, la presidente del Consiglio Comunale e, da quello che è emerso nei dibattiti, forse anche qualcuno dell’opposizione.
D’altro canto, lo sconfitto poteva vantare un paio d’assessori dalla sua parte, 4 consiglieri comunali, ma poco dall’interno del suo partito.
Ora comunque il lavoro di Todini sarà quello di ricompattare il centrosinistra, compito arduo al momento, ma con 3 mesi che ci separano dall’inizio della campagna elettorale, tutto può succedere.
Le ipotesi scissionistiche, sia dal centro che da sinistra, emerse in precedenza sembrano esser svanite con lo stappo dello spumante, sbolliti gli animi ne sapremo di più.
Sta di fatto che Massoli ha preso poco meno della metà di voti dicendo di voler chiudere il biodigestore e dicendo no al ponte sul Tevere, Todini ha preso pochi voti più della metà dicendo il contrario: quale sarà la sintesi?
Ciò che è certo è che Todini ha vinto le primarie del PD e sarà il candidato a Sindaco del Partito Democratico a Marsciano: 54% a 46% e 272 voti di scarto.








