Gli immigrati venivano truffati con la falsa promessa di un lavoro e dietro pagamento di somme fino a sei mila euro

Dietro all’immigrazione clandestina prosperano anche organizzazioni criminali. E ciò accade anche per gli stranieri che giungono in Umbria.
La base logistica della presunta organizzazione è stata individuata a Terni.
Sei italiani e uno straniero sono stati arrestati dalla squadra mobile della questura
di Terni in varie regioni per associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.
I sette facevano giungere in Italia extracomunitari dell’est-asiatico con la falsa promessa, di un lavoro.
In cambio si facevano consegnare somme tra i due e i seimila euro.

Oltre una settantina di stranieri sono stati truffati con i falsi contratti di lavoro, per ottenere permessi di soggiorno in Italia. L’operazione per questo è stata chiamata, dalla squadra mobile di Terni, “Pay work”. A capo della presunta organizzazione c’ era una ternana di 72 anni, consulente del lavoro, che si avvaleva della collaborazione di una filippina di 55 anni, in regola con il permesso di soggiorno, residente a Roma dove lavorava alla dipendenze di una associazione no profit.
Queste, avvalendosi di imprenditori compiacenti in Umbria, Lazio e Puglia, fornivano falsi contratti di lavoro agli extracomunitari
provenienti da Filippine, India, Bangladesh, Tunisia e Marocco che però una volta giunti in Italia si accorgevano di essere stati truffati.
La ternana redigeva i falsi contratti di lavoro, la filippina trovava i presunti imprenditori compiacenti
i quali confermavano di volere assumere alle loro dipendenze, prevalentemente nei settori edili ed agricoli gli stranieri
Tra gli imprenditori la squadra mobile ha individuato una barista ternana di 44 anni, un allevatore di 50 anni e un piccolo impresario edile di 56, anche loro di Terni, nonchè uno di Anzio di 48 anni ed un altro di Lecce di 56.
Alle due donne ternane sono stati concessi gli arresti domiciliari, la più anziana per motivi di età, la barista per avere avuto un ruolo marginale nella vicenda. Gli altri sono stati invece rinchiusi in carcere.

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