La collocazione a Terni di un "Cie" per 200 ospiti, sta avvenendo,come previsto da un decreto,senzasentire nessuno

La storia dei Cie – centri di identificazione ed espulsione per clandestini – in Umbria ha inizio qualche mese fa quando il governo, giustificandosi con una proroga tecnica, di fatto sottopose di fatto a segreto ogni decisione in ordine a tali centri: localizzazione ed appalti relativi sottratti a qualsiasi controllo e concertazione.
Ora le conseguenze che, per il sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, che sembrerebbe essere stato scelto per un nuovo Cei, il primo in Umbria, sono il risultato di “ un metodo barbaro, irrispettoso dei diritti e della dignità delle comunità cittadine. Il valore costituzionale dell’autonomia degli enti locali viene trattato come carta straccia”.
“Di questa cosa, di cui tutti i giornali sono larghissimamente informati – sottolinea il sindaco in una nota – il Comune di Terni non ha alcuna comunicazione nè ufficiale nè ufficiosa, e a quel che mi risulta nemmeno la prefettura ha notizie ufficiali in merito. Il che significa che si sta progettando e decidendo intorno ad una questione delicatissima sulle spalle e sulla testa di una città capoluogo di provincia, senza alcun coinvolgimento istituzionale. È intollerabile”.
“Se, per puro caso, l’orientamento del Governo riecheggiasse quello già assunto un quindicennio fa dall’allora sottosegretario Boniver, all’epoca dell’ondata migratoria degli albanesi, per trasformare in un centro-lager la polveriera dismessa di vocabolo Sabbione, ad un passo dal carcere circondariale e nel cuore del sistema di piccola e media impresa della Conca ternana, noi sapremo rispondere, come ha sempre fatto la città di fronte a simili sciagurate ipotesi”.
Anche la Regione Umbria dice no all’ipotesi che sorga a Terni uno dei nuovi centri per l’identificazione di extracomunitari.
“Pur rinnovando la nostra volontà di una seria e fattiva collaborazione con il ministero in merito alle politiche relative all’immigrazione, ribadiamo il nostro dissenso alla realizzazione di nuovi ‘lager’ “.

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