Il Ministro Maroni avrebbe smentito le voci e rassicurato il Sindaco

La questione dei Centri di identificazione ed espulsione dei clandestini non coinvolgerà Terni.
Il primo a dare la notizia, dopo le proteste del Sindaco Raffaelli, è stato il consigliere di Forza Italia – Pdl Raffaele Nevi, che ha dichiarato:”ho personalmente chiamato il ministero e nessuno ha confermato la notizia, che gira, circa la localizzazione di un nuovo Cie a Terni. Anzi l’unica
cosa certa è che il centro verrà realizzato nelle vicinanze degli aeroporti e non mi pare che Terni ne abbia”,
quantunque la città guardi con molto interesse al non lontano scalo di Viterbo.

Poi il Gianluca Rossi, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, ha dato ulteriore dettagli “La smentita del ministro Maroni e le rassicurazioni date al sindaco di Terni Raffaelli di non voler procedere in materie così delicate senza il coinvolgimento degli enti locali, sono due buone notizie“.
Il consigliere ha manifestato, così, la propria soddisfazione per “il chiarimento sulle voci, diffuse dalla stampa nazionale e locale, di una concreta volontà da parte del ministero degli Interni di realizzare un centro di identificazione ed espulsione per clandestini a Terni”.
Gianluca Rossi sottolinea che “forse Maroni si è reso conto dell’errore e ha fatto marcia indietro rispetto ad una decisione certamente avventata. L’Umbria è una terra con una storica vocazione all’accoglienza, ma l’accoglienza è un concetto ben diverso dall’ospitare un centro di fermo per clandestini in uno dei suoi due capoluoghi di Provincia: questo l’ha capito il ministro, ma stentano purtroppo a capirlo altri esponenti politici locali a lui vicini”.

Se Terni tira un sospiro di sollievo, si rilassa anche Perugia, perché nella dichiarazione del capogruppo del Pd c’è una quasi esplicita assicurazione che non si toccano nessuno dei due capoluoghi di Provincia (Perugia e Terni,appunto), ma qualche preoccupazione sorge in altre parti dell’Umbria, laddove, come ha sottolineato Nevi, ci sia la possibilità di realizzare il Cei nelle vicinanze degli aeroporti e non si sia capoluogo..

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