L'importo chiesto a risarcimento da Patrick Lumumba, per ingiusta detenzione, è di 516mila euro e domani la richiesta sarà esaminata dalla Corte d'Appello di Perugia

La bugia di Amanda Knox che inguaiò Patrick Lumumba e forse l’ingenuità degli investigatori ammaliati dalla “faccia d’angelo” americana ovvero, come tenta di sostenere la difesa dell’americana, la “pressione che sulla giovane avrebbero fatto i poliziotti, potrebbero costare ai contribuenti italiani un miliardo delle vecchie lire.
Arrestato per l’omicidio di Meredith Kercher e poi prosciolto da ogni addebito (dopo aver trascorso 15 giorni in carcere) Patrick Lumumba ha chiesto un risarcimento di 516 mila euro allo Stato per ingiusta detenzione.
Il musicista congolese venne fermato dalla polizia il 6 novembre del 2007 dopo le rivelazioni di Amanda Knox che lo accusò del delitto e venne scarcerato dopo 15 giorni e poi prosciolto su richiesta dello stesso pm. Per Patrick il suo arresto “ venne operato sulla base delle sole dichiarazioni della Knox, senza che venisse fatto alcun riscontro”.
Il musicista – ha spiegato il suo legale- è attualmente disoccupato. Difficoltà economiche lo hanno infatti portato a chiudere il pub che gestiva nel centro storico perugino. Il locale, dove Lumumba stava lavorando la notte in cui venne uccisa la Kercher, era stato posto sotto sequestro nella prima fase dell’inchiesta. Dopo esser tornato in libertà il musicista lo aveva riaperto ma è stato poi costretto a interrompere l’attività. Nella sua istanza Lumumba sostiene poi di avere subito conseguenze psichiche legate allo stress per l’arresto
Lumumba si è costituito parte civile nei confronti della Knox accusata di calunnia nei suoi confronti ma qui non ha quantificato ancora la richiesta di danni

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