Botta e risposta in Consiglio Regionale tra assessore alla sanità ed An

Sulla questione della “costituzione del laboratorio unico regionale presso la Unità organica complessa di citologia dell’Usl di Perugia”, tra l’assessore regionale alla Sanità Rosi e l’interrogante capogruppo di An, Franco Zaffini, si è svolto ieri un dialogo che sembra tra sordi.
Non vuol significare assolutamente di entrare in competizione con l’Azienda ospedaliera del capoluogo poichè questa, per propria natura istituzionale, non si occupa di screening della popolazione, che sono demandati alle aziende territoriali ha detto l’assessore alla sanità”.
Zaffini aveva ricordato che l’Azienda ospedaliera di Perugia ha, all’interno del dipartimento di medicina clinica e sperimentale, una sezione di ematologia “che vanta una ventennale esperienza di un laboratorio di biologia molecolare, oltre a quello di citogenetica e citogenetica molecolare. Da sempre l’Asl 2 si serve di questi laboratori”.

Rosi ha spiegato che “il laboratorio in questione effettua dall’anno 2006 test di biologia molecolare per tutte le quattro aziende sanitarie dell’Umbria. Si tratta di indagini esclusivamente inerenti alle cellule provenienti da pap-test elevati in sede di screening per la prevenzione del tumore della cervice uterina.
È chiaro che l’obiettivo è di avere un unico centro regionale che si occupi contestualmente di tutta la parte analitica per lo screening al fine di evitare aggravi di tempi e costi.
In questo contesto sta partendo una sperimentazione, a carattere regionale, con la tecnica del prelievo citologico di strato sottile, ancora più funzionale all’esecuzione di test di approfondimento.
Questo anche per evitare che le donne si sottopongano a prelievi multipli e a spostamenti dei campioni dall’unica sede individuata per queste tipologie di approfondimenti. L’Unità organica complessa di citologia ha già attivato ogni procedura per la definizione del processo di accreditamento istituzionale. È chiaro, quindi, che non esiste alcuna competizione tra Azienda perugina e le altre quattro asl che hanno in quella del capoluogo un punto di riferimento per questa materia».

Per Zaffini “dalla risposta dell’assessore si evince che questa nuova struttura non è, come citato nel piano sanitario, un laboratorio unico regionale di biologia molecolare, anche se questo è scritto nel piano, ma una ulteriore struttura che si occuperebbe espressamente delle ricerche sul papilloma virus e di quanto descritto dall’assessore.
Se così fosse, già da vent’anni questo studio viene fatto dalla struttura esistente presso l’Azienda ospedaliera di Perugia, quindi, tutto ciò può definirsi un’anomalia presente nel piano”.

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