I tanti umbri, soprattutto della parte sud ed ovest della regione che amano bagnarsi sulle acque del Tirreno, da Montalto di Castro in su o in giù, avranno tra poco una possibilità unica al mondo: potranno scegliere di bagnarsi in un mare su cui scaricheranno le acque di raffreddamento di una centrale atomica oppure rimirare una bella distesa di pannelli solari.
La scelta nucleare del Governo sfiora l’Umbria ma coinvolge molti umbri che sulle coste tirreniche passano le loro vacanze estive od hanno lì le seconde case.
La distanza, comunque, di Montalto di Castro dai territori umbri, non è poi molta e quindi molti sperano che le reazione del Lazio e da parte di altri destinatari delle centrali, possa contribuire a tenere lontano l’atomo.
La prima “mina” per l’intesa francofona di Berlusconi viene infatti proprio dai suoi alleati e dalle sue creature politiche.
L’opposizione trasversale si basa su vari fattori: la realizzazione ha tempi lunghissimi e costi indeterminati, come dimostrano le esperienze in Finlandia e in Francia. con extracosti tra 20% e il 50%. Tutto il quadro finanziario dell’energia atomica e’ dominato dall’incertezza: non si conoscono i costi dell’uranio, la cui disponibilita’ nei prossimi anni e’ destinata a diminuire; sono ignoti i costi di smantellamento delle centrali e nessuno e’ in grado di determinare quelli di gestione delle scorie radioattive.
Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. ha ribadito la sua posizione, spiegando che “il nucleare può essere accettato se si avrà certezza della sicurezza, a cominciare dalla gestione delle scorie; convenienza economica e, infine, il pronunciamento positivo dei cittadini con un referendum”.
Ancor più deciso l’ultima “creatura” nata in casa Pdl. “Dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile”. È la risposta del neo governatore della Sardegna del Pdl, Ugo Cappellacci, alla domanda sull’ipotesi che sia nell’isola, e precisamente nella piana di Oristano-Arborea, uno dei siti che potrebbe ospitare una delle centrali.
Non è andata meglio col Sindaco di Palma di Montechiaro “È un’idea balzana pensare di poter creare una centrale nucleare nel territorio, classificato a rischio sismico”, con ciò mettendo il dito sulla vera piaga: la Francia di terremoti ne sente uno ogni cento e più anni, l’Italia qualche decina al giorno.
Ma il governatore del Lazio, Piero Marrazzo ha poi ribadito che “non si tratta di discutere sui “no” di ieri, ma di guardare cosa succede oggi nel mondo, magari cercando di capire in che direzione va”.
“Noi come negli Usa di Obama, nella Spagna di Zapatero o nella Germania della Merkel, abbiamo deciso di puntare sulle fonti rinnovabili . Si esce dalla crisi puntando su innovazione e sviluppo, non su costosi progetti del passato come il nucleare di vecchia generazione, improvvisamente abbracciato dal governo”.
Infatti, ben prima dell’attivazione della centrale atomica, sorgera’ a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, la piu’ grande centrale solare d’Italia. Lì, dove è previsto un impianto nucleare, la Regione Lazio ha deciso di far partire un cantiere per un impianto fotovoltaico da 24 MWp, che sara’ in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 15.000 famiglie ( circa 50mila abitanti) evitando l’emissione di 22.000 tonnellate di CO2 l’anno e che sara’ operativo gia’ a novembre, producendo energia pulita senza alcun costo aggiuntivo per i cittadini.
Oggi nel Lazio sono in costruzione impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili per 150 MW e si conta di arrivare entro il 2010 a 600 MW una capacità che da sola potrebbe soddisfare tutta la popolazione dell’Umbria.
Un’importante ricaduta occupazionale per la Regione e un decisivo impulso per le piccole e medie imprese.







