Le misure cautelari alternative al carcere mostrano sempre di più i propri limiti quando vengono applicati a persone dedite abitualmente all’illegalità in modo chiaro o facilmente intuibile, quando non vi sono altre fonti di reddito che giustifichino il tenore di vita.
Tre magrebini, due di 25 anni e uno di 26, tutti irregolari, avevano scelto come base operativa per lo spaccio di droga un appartamento di via Gallenga, a Perugia, lo stesso dove uno di loro era agli arresti domiciliari.
Una zona che è diventata teatro di varie operazioni delle forze dell’ordine e quando i tre sono stati arrestati dalla squadra mobile di Perugia sono scrosciati gli applausi degli abitanti del quartiere che hanno assistito alla cattura.
Sequestrati 100 grammi di cocaina, parte della quale di colore rosa che, secondo quanto riferito dal dirigente della questura, sarebbe di qualità più pregiata rispetto a quella bianca.
La droga è stata rinvenuta all’interno di un contatore presente in casa. Recuperati dalla polizia anche 4 mila euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio, materiale vario utilizzato confezionare la droga, tra cui un frullatore, del cellophane e dei taglierini e sette telefoni cellulari utilizzati dai presunti spacciatori per i contatti con gli acquirenti.
Ai tre magrebini gli agenti della sezione antidroga e della divisione anticrimine della questura di Perugia, sono arrivati a conclusione di una lunga attività di monitoraggio, scattata anche in seguito ad alcune segnalazioni arrivate dagli abitanti della zona.
Secondo quanto riferito dalla polizia i tre spacciatori rifornivano un cospicuo numero di clienti, per lo più ventenni italiani, tra cui anche diverse ragazze. Lo spaccio avveniva spesso nella zona circostante alla palazzina.
- Redazione
- 12 Marzo 2009








