Se si volesse commentare il libro, “Formare per riformare” presentato all’Euro P.A. – salone delle autonomie locali di Rimini, al convegno della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL), “Formare per Riformare: la riforma federalista dello stato e la creazione di una classe dirigente locale”, con una favola si dovrebbe far riferimento a quella de “il Re è nudo”
L’apertura del libro è forse rivoluzionaria per quanti hanno cavalcato il cambiamento per il cambiamento, il cambiamento per l’apparire e non per essere.
Una apertura provocatoria nascosta nelle pieghe di un linguaggio da studiosi e per questo dirompente.
Dicono infatti gli autori “per quanto oggi il concetto di cambiamento sia rivestito di un valore semantico positivo e sia sinonimo di progresso e di trasformazione verso il benessere personale e collettivo, è da riconoscere che quando si parla di “cambiamento”, si è di fronte ad un concetto relativamente astratto, poco approfondito e che peraltro possiede un rovescio della medaglia facilmente identificabile…..il processo di mitizzazione del concetto di cambiamento non ha giovato all’effettiva e pratica attuazione dei processi di trasformazione delle organizzazioni: regole e criteri per attuare il cambiamento organizzativo sono stati applicati troppo spesso in maniera scolastica e, assai spesso, si sono messi in moto processi di trasformazione senza aver ben chiaro se fossero effettivamente necessari e per quali finalità.”
Quindi “il cambiamento deve prima di tutto essere conveniente. Questo fatto viene troppo spesso sottovalutato, con la conseguenza che, come si è detto, in alcuni casi i processi di riforma e cambiamento possono portare a complicare i sistemi anziché semplificarli.”
Nel merito del tema del rapporto tra cambiamento, riforma federalista e sistemi formativi pubblici.gli autori sottolineano che “ Il nostro Paese ha una legislazione complessa, spesso pletorica, non di rado con norme che si richiamano l’un l’altra e che rendono molto difficile l’esercizio concreto e quotidiano dell’amministrazione.
L’abrogazione di una norma, l’entrata in vigore di un’altra, oppure la pura e semplice abolizione di un comma di legge possono essere al tempo stesso causa di un cambiamento negativo o di uno positivo, a seconda del modo e degli strumenti con cui tale modifica si va ad applicare nel concreto operare quotidiano.”
“In altre parole, senza una attenta pianificazione dei sistemi di supporto al cambiamento, prima tra tutti la formazione, qualsiasi processo di riforma rischia di rimanere inattuato.”
- Redazione
- 4 Aprile 2009













