La proposta avanzata dalla Giunta Regionale sarà confrontata con  enti ed associazioni; due gli aspetti problematici: inceneritori sì o no, gestione unitaria del ciclo dei rifiuti sì o no

Il Piano regionale dei rifiuti per l’Umbria si avvicina alla stretta finale.
Con la presenza dell’assessore regionale all’Ambiente, Lamberto Bottini è iniziata in Seconda Commissione del Consiglio Regionale, la discussione generale.
Dopo l’esposizione delle linee principali del Piano, illustrate la scorsa settimana dallo stesso Bottini, nella seduta odierna è iniziata l’analisi complessiva dell’atto che si concluderà, stante il fitto calendario di riunioni programmate, entro il 20 aprile. Il nuovo Piano regionale dei rifiuti dovrebbe approdare, entro la fine di aprile, in Aula per la votazione finale.
Momento importante dell’iter della legge in Commissione sarà l’incontro partecipativo fissato per il prossimo 6 aprile con tutti i soggetti istituzionali interessati, tra i quali: Province, Comuni, Ati, Camere di Commercio, Anci, Uncem, Cal, Unci, Organizzazioni sindacali, Università, Ordini professionali, Associazioni varie.
L’opposizione "intende avere un approccio pragmatico e non ideologico, o comunque di opposizione preconcetta. In molte parti del nuovo Piano vengono ripresi spunti contenuti nel vecchio che può essere definito un fallimento, nella sua applicazione, negli anni passati. La nostra proposta è di intraprendere un percorso virtuoso, correggendo i vecchi errori. E’ necessario – ha aggiunto – spingere a fondo sulla riduzione alla fonte dei rifiuti, su una forte raccolta differenziata e sulla chiusura del ciclo attraverso un impianto di trattamento termico.”
Questo ultimo aspetto sarà sicuramente il vero clou della questione,con gran parte della sinistra schierata per almeno provare attrezzature diverse dai termovalizzatori.
Altro aspetto che solitamente viene sollevato dai critici degli inceneritori “a fiamma” è l’oggettivo interesse di chi gestisce l’incenerimento ad avere la quantità più alta possibile di rifiuti da bruciare e quindi il pericolo, se tutte le fasi della raccolta e della distruzione sono in capo ad uno stesso soggetto, che la differenziazione ed il recupero a monte del ciclo vengano penalizzate per guadagnare sull’incenerimento.

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