Al convegno della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL) denunciato l'uso insufficiente dei siti web se portano solo la voce delle amministrazioni pubbliche senza consentire un vero colloquio con i cittadini

All’Euro P.A. – salone delle autonomie locali di Rimini al convegno dal titolo “Formare per Riformare: la riforma federalista dello stato e la creazione di una classe dirigente locale” organizzato dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL), si è parlato anche del web.
Per aver dato scarso peso alla gestione del cambiamento che l’amministrazione digitale, in Italia, ha generato grandi aspettative e scarsi risultati.
L’accesso alla Rete per condividere decisioni o per partecipare a processi collettivi, non genera necessariamente alcun automatismo di consenso.
L’apertura di blog o di forum, la messa online delle sedute del Consiglio Comunale o Regionale non aggiunge nulla ai processi di partecipazione se questi non si inseriscono in un quadro complessivo di riforme di cui il territorio è protagonista e che realmente incidono sulla vita di tutti i giorni dei cittadini.
Se si tratta di realizzare un parcheggio sotterraneo o di concedere l’edificabilità ad alcune aree, appare evidente che aprire un dibattito in rete su questi temi troverà un grande interesse se e solo se esso sarà in grado di influenzare la decisione, di creare meccanismi efficaci di condivisione, di monitorare nel tempo l’andamento dei progetti esecutivi, etc….
Viceversa, se si tratta solo di una comunicazione univoca che dà l’illusione della partecipazione, esso potrà generare molto meno consenso di quanto avrebbe generato il semplice silenzio in rete da parte dell’amministrazione.

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