Il consulente scientifico del neo presidente americano, John Holdren,sembra più che preoccupato, perché il riscaldamento globale sta avanzando molto rapidamente, ha detto all´Associated Press, nella sua prima intervista da quando è stato confermato.
E le soluzioni che propone per evitare la catastrofe sono proprio da situazione “da canna del gas”.
Tra le possibilità sollevate da Holdren e proposta da uno scienziato vincitore di un premio Nobel, c´è anche quella di sparare particelle di polveri inquinanti sopra l’atmosfera per riflettere i raggi del sole.
E’ pensato solo come ultima risorsa, ha detto Holdren. «Deve essere studiata – ha detto perché non abbiamo il lusso di … poter tener fuori dal tavolo alcun approccio».
Tale tecnologia è definita geoingegneria un termine che forse dovremo imparare a sentire spesso. Il 65enne vecchio fisico è ben lungi dall´essere il solo a prenderla sul serio. Anche lo scienziato di Princeton Robert Socolow ha detto all´Accademia nazionale che la geoingegneria dovrebbe essere un’opzione disponibile nel caso in cui il clima peggiori drammaticamente.
Le ipotesi di Holdren. dovrebbero essere attuate al momento in cui si superassero i tre punti “tipping points” da lui citati: la perdita del ghiaccio marino artico estivo, che ha il potenziale di modificare il clima in modi imprevisti. Gli altri elementi che potrebbero drammaticamente accelerare i cambiamenti climatici sono il rilascio di metano congelato per colpa dello scioglimento del permafrost in Siberia, e più grandi e più numerosi incendi in tutto il mondo.
«Sarebbe di gran lunga preferibile – ha detto – risolvere questo problema attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra». Tuttavia è stata già registrata una forte opposizione al progetto di Barack Obama per ridurre le emissioni di gas serra del 20 per cento entro il 2020 e dell’80 per cento entro il 2050.
E le soluzioni che propone per evitare la catastrofe sono proprio da situazione “da canna del gas”.
Tra le possibilità sollevate da Holdren e proposta da uno scienziato vincitore di un premio Nobel, c´è anche quella di sparare particelle di polveri inquinanti sopra l’atmosfera per riflettere i raggi del sole.
E’ pensato solo come ultima risorsa, ha detto Holdren. «Deve essere studiata – ha detto perché non abbiamo il lusso di … poter tener fuori dal tavolo alcun approccio».
Tale tecnologia è definita geoingegneria un termine che forse dovremo imparare a sentire spesso. Il 65enne vecchio fisico è ben lungi dall´essere il solo a prenderla sul serio. Anche lo scienziato di Princeton Robert Socolow ha detto all´Accademia nazionale che la geoingegneria dovrebbe essere un’opzione disponibile nel caso in cui il clima peggiori drammaticamente.
Le ipotesi di Holdren. dovrebbero essere attuate al momento in cui si superassero i tre punti “tipping points” da lui citati: la perdita del ghiaccio marino artico estivo, che ha il potenziale di modificare il clima in modi imprevisti. Gli altri elementi che potrebbero drammaticamente accelerare i cambiamenti climatici sono il rilascio di metano congelato per colpa dello scioglimento del permafrost in Siberia, e più grandi e più numerosi incendi in tutto il mondo.
«Sarebbe di gran lunga preferibile – ha detto – risolvere questo problema attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra». Tuttavia è stata già registrata una forte opposizione al progetto di Barack Obama per ridurre le emissioni di gas serra del 20 per cento entro il 2020 e dell’80 per cento entro il 2050.
Holdren, vincitore di una borsa di studio nel 1981 dal MacArthur Foundation "genius", ha illustrato le possibili opzioni della geoingegneria:
– Sparando particelle di zolfo (come quelle prodotte da impianti di energia e vulcani, per esempio) in atmosfera, un’idea che ha preso piede quando è stata proposta dal premio Nobel Paul Crutzen nel 2006. Sarebbe «fondamentalmente – ha detto Holdren – simulare l´effetto di vulcani nella proiezione all’esterno della luce solare in arrivo».
– Creazione artificiale di "alberi" – gigantesche torri che succhiano il biossido di carbonio dall’aria e lo trattengono.











