Toccante e vibrante appello di un malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica che si esprime con un "comunicatore"
“Paolo Ravasin ( l’uomo malato di Sla che ha inviato un video a Napolitano e ai presidenti delle due Camere -n.d.r.) ha parlato chiaro e a nome di gran parte di noi malati di SLA. Voglio credere anche a nome dei sinceri democratici.
Le volontà di fine vita riguardano in modo inviolabile il soggetto depositario di diritto. In alcun modo lo Stato può sostituirsi a quella libera e consapevole Volontà”. 
A scrivere queste parole attraverso un comunicatore a puntamento oculare, poiché la malattia e la tracheotomia necessaria per l’impianto del respiratore meccanico gli impediscono di parlare, è Claudio Sabelli, un malato di Sla romano, membro dell’associazione Viva la Vita onlus.  
“Solo in Unione Sovietica degli anni ‘50 l’individuo era riconducibile alla ragione di Stato. L’individuo – continua Claudio Sabelli – non aveva senso al di fuori dello Stato.
Con la Resistenza i nostri padri hanno voluto compiere una svolta radicale proprio nella concezione dell’individuo e della sua libertà.
L’impudenza di chi vuole oltraggiare la nostra Costituzione è senza pari.
Questi paladini della libertà senza sostanza, che hanno la sfacciataggine di oltraggiare a tamburo battente coloro che sono morti per la nostra libertà, meriterebbero tutto il nostro disprezzo. Sono rappresenti di una società che ha smarrito la sua anima, i suoi valori etici sostituendoli con il Nulla.
Non mi si venga a parlare di valore della vita. Dove erano i vitalisti quando a Ravasin si è fermato per 18 volte il respiratore senza che nessuno fosse in grado di assisterlo?
Accade nel ricco Nord dove l’assistenza ai malati di Sla è poca cosa
oppure delegata a suorine più avvezze al Vangelo che ad una emergenza respiratoria”. 
“Io muovo solo gli occhi – conclude –  sono felice di vivere in queste condizioni ma non voglio che nessuno decida per me. Voglio scegliere di vivere come di morire e chiedo allo Stato di starsene fuori della porta in decisioni di questo tipo. Che entri per assisterci”.  
Claudio Sabelli ha anche un sito ‘Il braccio della vita’ onlus, reperibile al link http://www.wlavita.org/bracciodellavita/editoriale.html. Qui affronta, sempre lavorando dal suo comunicatore a puntamento oculare, i temi dell’assistenza, della ricerca, pubblica lettere aperte a politici e amministratori ed espone le sue riflessioni.  

Paolo Ravasin aveva detto
«Se è vero l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono dei trattamenti sanitari a tutti gli effetti, allora è anche vero che questa legge, che non consente a me, che sono pienamente capace di intendere e di volere, di rifiutare tali trattamenti, è manifestamente anticostituzionale».
Lo afferma Paolo Ravasin, 49 anni, da 10 anni malato di sclerosi laterale amitrofica, nel corso dell’video-appello che ha inviato al presidente della Repubblica e alle massime cariche di Senato e Camera, con il quale contesta il disegno di legge sul testamento biologico che, dopo il voto favorevole di palazzo Madama, nelle prossime settimane approderà alla Camera dei deputati.
«Si tratta di una legge – afferma Ravasin, attualmente ricoverato in una clinica in provincia Treviso – che va sostanzialmente contro il testamento biologico e che rende carta straccia le mie direttive anticipate, sempre in un video, circa un anno fa».
Per Ravasin, che ha il corpo completamente paralizzato, il testo approvato in Senato rende inutile «la mia decisione di non sottopormi ad alimentazione e nutrizione artificiale quando non sarò più in grado di farlo.
Mi viene sottratta l’unica libertà che mi è rimasta: quella di poter decidere sulla mia morte, lo Stato e la Chiesa hanno preteso di sostituirsi a Dio».

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