Una volta i treni più lenti si chiamavano “accelerati” e forse è il caso che l’Umbria, ma non solo, dia un’accelerata alla fantasia per trovare una soluzione duratura a quella che è ormai una politica “isolazionista” che le Ferrovie Italiane, tutte prese dall’obiettivo guadagno, stanno imponendo alle popolazioni dell’Italia Centrale, il cui cordone ombelicale con Roma si allunga sempre di più.
Tornare a pensare seriamente allo “sfondamento a Nord” della Ferrovia Centrale Umbria fino ad Arezzo, nodo strategico per raccogliere il traffico toscano, pensare al raddoppio della tratta ferroviaria fino a Terni ed al suo collegamento con le ferrovie laziali, per giungere nella capitale senza dover transitare per la ormai preclusa direttissima, è l’unico modo per passare dai lamenti alle proposte e per trovare, con l’unione di più regioni, le risorse economiche necessarie.
Per adesso «dal mese di maggio non ci sarà più il sostegno finanziario per i due Eurostar che collegano l’Umbria, in particolare la città di Terni, con Roma, ma c’è tutta la nostra volontà, se dovessero saltare queste corse, di sostituirli con treni regionali che non daranno lo stesso servizio, ma è l’unico modo per ovviare al disservizio che sta creando Trenitalia»: lo ha detto, nel question time in consiglio regionale, l’assessore Giuseppe Mascio. Mascio ha risposto ad un’interrogazione urgente del capogruppo Udc, Enrico Melasecche, che denunciava la situazione di disagio di migliaia di pendolari che «oggi aspettano dalla Regione una risposta sulla annunciata soppressione della doppia coppia di Eurostar per Roma e che già oggi trascorrono fino a quattro ore in treno per raggiungere la Capitale». Mascio ha detto che «praticamente ogni 6 mesi Trenitalia rimette in discussione le scelte concordate in precedenza chiamando in causa la vetustà della rete ferroviaria, e che non è solo Terni ad essere penalizzata ma tutta l’Umbria con Foligno, Assisi e Perugia.
A monte di questa situazione – ha aggiunto – c’è la scelta dell’Azienda Trenitalia a favore dell’alta velocità con i treni Frecciarossa che dal prossimo dicembre transiteranno ogni 15 minuti».
All’assessore – che ha comunque annunciato, a breve, la firma come Regione Umbria di un contratto di servizi con la stessa azienda – Melasecche ha risposto dicendosi «insoddisfatto della risposta» e l’ha invitato «a non firmare accordi se non viene rispettato il mantenimento del servizio Eurostar»
Tornare a pensare seriamente allo “sfondamento a Nord” della Ferrovia Centrale Umbria fino ad Arezzo, nodo strategico per raccogliere il traffico toscano, pensare al raddoppio della tratta ferroviaria fino a Terni ed al suo collegamento con le ferrovie laziali, per giungere nella capitale senza dover transitare per la ormai preclusa direttissima, è l’unico modo per passare dai lamenti alle proposte e per trovare, con l’unione di più regioni, le risorse economiche necessarie.
Per adesso «dal mese di maggio non ci sarà più il sostegno finanziario per i due Eurostar che collegano l’Umbria, in particolare la città di Terni, con Roma, ma c’è tutta la nostra volontà, se dovessero saltare queste corse, di sostituirli con treni regionali che non daranno lo stesso servizio, ma è l’unico modo per ovviare al disservizio che sta creando Trenitalia»: lo ha detto, nel question time in consiglio regionale, l’assessore Giuseppe Mascio. Mascio ha risposto ad un’interrogazione urgente del capogruppo Udc, Enrico Melasecche, che denunciava la situazione di disagio di migliaia di pendolari che «oggi aspettano dalla Regione una risposta sulla annunciata soppressione della doppia coppia di Eurostar per Roma e che già oggi trascorrono fino a quattro ore in treno per raggiungere la Capitale». Mascio ha detto che «praticamente ogni 6 mesi Trenitalia rimette in discussione le scelte concordate in precedenza chiamando in causa la vetustà della rete ferroviaria, e che non è solo Terni ad essere penalizzata ma tutta l’Umbria con Foligno, Assisi e Perugia.
A monte di questa situazione – ha aggiunto – c’è la scelta dell’Azienda Trenitalia a favore dell’alta velocità con i treni Frecciarossa che dal prossimo dicembre transiteranno ogni 15 minuti».
All’assessore – che ha comunque annunciato, a breve, la firma come Regione Umbria di un contratto di servizi con la stessa azienda – Melasecche ha risposto dicendosi «insoddisfatto della risposta» e l’ha invitato «a non firmare accordi se non viene rispettato il mantenimento del servizio Eurostar»







