E’ un po’ che si sono sopite le preoccupazioni e le polemiche per l’inquinamento elettromagnetico, ma gli studiosi continuano nelle loro ricerche.
Ed adesso hanno scoperto che l’inquinamento elettromagnetico stressa anche i colombi e che può ridurre la soglia del dolore anche negli uomini
I colombi, ma probabilmente anche altri uccelli, rischiano infatti di perdere la rotta a causa delle interferenze dei campi magnetici. A rilevarlo è l’esperto del Cnr Sergio Ghione dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa.
«Lo studio ha mostrato che l’esposizione a deboli campi elettromagnetici (20-70 microtesla) di frequenza inferiore ad 1 Hz inducono nel colombo modificazioni dell’orientamento dovute all’incapacità degli animali di compensare una condizione di ‘stress’». La controprova: « l’effetto dei campi magnetici è neutralizzato dalla somministrazione di un farmaco tranquillante ed è identico a quello che si osserva dopo esposizione a stress intensi, come l’immobilizzazione o il trasporto al buio, o dopo somministrazione di naloxone, antagonista degli oppioidi endogeni, mediatori di un sistema che si attiva in condizioni di allarme».
Ma altre ricerche dell’Ifc-Cnr hanno dimostrato che il fenomeno è più generale, non limitato solo all’orientamento. In particolare, nei colombi è stato ripetutamente osservato che l’esposizione a campi magnetici induce modifiche nelle risposte psicofisiologiche al dolore attivate in condizioni di allarme. «Mentre nei colombi di controllo la soglia di sensibilità aumentava all’incirca del 100%, in quelli esposti a campi magnetici -continua la ricercatrice- abbiamo osservato che la soglia non solo non aumentava ma si riduceva di circa un terzo, mostrando un’ipersensibilità al dolore.».
«Il fenomeno -conclude Ghione- è stato studiato anche nei topi e nell’uomo, utilizzando campi elettromagnetici di bassa frequenza, compresa tra pochi Hz e 50Hz, e di bassa intensità, da 20 a 100 microtesla, paragonabili a quelle presenti a ridosso di alcuni apparecchi elettrici di uso domestico, confermando sostanzialmente i risultati precedenti».
- Redazione
- 5 Maggio 2009









