Si teme che lo scenario dell'evoluzione dell'influenza possa essere uguale a quello del 1918 e del 1958
influenza-due

Per  l’influenza che tanto preoccupa il mondo «un possibile scenario è quello in cui l’influenza suina possa assomigliare alle pandemie che si sono verificate nel 1918 e nel 1958 – ha detto Rino Rappuoli, immunologo di fama internazionale – dove ci sono stati pochi casi in primavera, poi la gente se n’è dimenticata e infine la pandemia è arrivata in autunno, e nessuno se l’aspettava.
Quindi l’obiettivo più verosimile è cercare di essere pronti con il vaccino per l’autunno: è una cosa raggiungibile, ma bisognerà lavorare molto sulla logistica e su come programmare la produzione anche del vaccino per l’influenza stagionale».
L’arma per bloccare l’influenza messicana potrebbe venire dai laboratori italiani, dal Centro Novartis di Siena .
«Abbiamo lavorato negli ultimi 10 anni per prepararci al rischio dell’influenza aviaria..e abbiamo pubblicato sulla rivista dell’accademia delle scienze Usa (Pnas) risultati sul vaccino aviario che sono strabilianti. Abbiamo infatti dimostrato che usando l’adiuvante Nf59 per migliorare il vaccino, riusciamo a ottenere una risposta immunitaria contro ogni ceppo di influenza aviaria che è stato isolato dall’uomo, ed è una cosa totalmente inaspettata, che nessuno era ancora riuscito a fare.
Eravamo partiti per dire a tutto il mondo che avevamo risolto il problema dell’influenza aviaria – aggiunge l’esperto – ma nel frattempo è venuta fuori l’influenza suina: quindi quello che possiamo dire è che con tutta l’esperienza che ci siamo fatti con l’adiuvante e il vaccino per l’aviaria ci sentiamo molto tranquilli, e che possiamo trasportare questa esperienza all’influenza suina, per essere pronti a fare un vaccino che funzionerà»
L’adiuvante è una molecola che aiuta il sistema immunitario ad attaccare un virus nelle sue parti fondamentali, quelle che rimangono costanti anche quando il patogeno continua a mutare, rendendo quindi un vaccino molto più efficace.
 

condividi su: