I servizi sanitari regionali esercitano un forte richiamo sulle regioni vicine con un valore che è il secondo più alto d'Italia
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Dai dati di "ERA – Epidemiologia Ricerca Applicata – Atlante 2008 – La Banca dati degli indicatori relativi all’anno 2005 emergono dati interessanti sulla mobilità ospedaliera degli umbri.
Nonostante in Umbria la sanità funzioni bene, ci sono degli aspetti che rivelano i punti di crisi. Considerando tutte le diagnosi dei maschi, l’indice di emigrazione umbro si attesta sul valore di 11,99.
Non è un indice partcolarmente elevato, se si confronta con quello di altri territori piccoli: la Val d’Aosta ha 24,64; la provincia di Trento ha 20,22;il Molise ha 2,44 e la Basilicata ha 23,48. La Calabria ha valori migliori seppur di poco (16,44) e tutte le altre regioni stanno meglio.
Ma se andiamo a vedere le regioni limitrofe il discorso cambia: Emilia Romagna e Toscana spaziano tra un 6,38 e un 6,41; il Lazio ha un 6,89 mentre le Marche ci si avvicinano con un 11,57.
Il valore umbro più elevato è per le malattie sistema osteom.tessuto connettivo, con un 29,64 che però è più basso di quello delle Marche (30,75) con Val d’Aosta e Trento che ragiungono i valori di 72,17 e 54,22, il Molise con 32,13 e la Basilicata con 46,10.
Un valore simile a quello dell’Umbria lo troviamo in Calabria (29,35); le altre regioni hanno valori tutti inferiori. Valori elevati umbri anche per le malattie del sistema nervoso,organi e sensi (24,59).
Per le  donne l’andamento è simile  anche se il valore dell’Umbria è leggermente migliore di quello delle Marche, 11,85 contro 11,87.

Se andiamo a vedere l’indice di attrazione, tuttavia ci accorgiamo che questo supera l’indice di fuga con un bel 14,85, che è migliore di quello dell’Emila Romagna (14,28) e secondo a quello, a sorpresa, del Molise che primeggia con un 20,11.
La situazione che si riscontra per i ricoveri dei maschi trova conferma per quelli delle donne, dove l’Umbria segue con un 13,72 il solito Molise
In partclare, secondo le dichiarazione del D.G. sarebbe caratterizzata da un progressivo aumento di «attrazione» di pazienti non umbri, l’attività nei primi tre mesi del 2009 dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. I ricoveri sono stati infatti 10.078, 553 dei quali di persone provenienti dalla provincia di Perugia e 1.696 da altre regioni.
Curioso è  il dato per cui la maggiore attrazione è per le malattie sistema osteom.tessuto connettivo, quasi a dimostrare che in sanità vale, da qualsiasi parte lo si guardi, il detto che "l’erba del vicino è sempre più verde", visto che per questa diagnosi è alto anche il valore di fuga dall’Umbria.

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