Rischia di avere gravi ripercusioni sull’immagine, non per il solo operatore direttamente coinvolto, ma per l’intera filiera dell’olio extra vergine d’oliva dell’Umbria, quanto scoperto a Spoleto.
La notizia del sequestro penale di 2.880 litri di olio extravergine di oliva, eseguito dall’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari di Ancona, rischia di far sollevare dubbi sulla bontà del vero olio umbro, sia che si tratti di incapacità a riconoscere le differenze, disinteresse o malafede.
Quello incriminato, destinato al mercato come olio extravergine di oliva, è stato prelevato nei giorni scorsi presso uno stabilimento di confezionamento di Spoleto. Sottoposto ad analisi il prodotto è risultato, invece, contenere oli rettificati.
Il laboratorio di Perugia dell’Ispettorato, incaricato delle analisi, ha immediatamente informato l’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di frode in commercio e vendita di prodotto non genuino e la sede di Perugia dell’Icq, per il blocco del prodotto.
- Redazione
- 3 Luglio 2009













