Fresco di riconferma il Direttore generale della Usl2 di Perugia, sembra non abbia perso il vizio, secondo la CGIL, di comunicare ai sindacati le proprie decisioni solo a cose fatte.
All’incontro sindacale del 22 luglio con l’Azienda USL 2, sull’assistenza psichiatrica l’organizzazione sindacale avrebbe sollevato obiezioni sull’organizzazione del servizio psichiatrico “ Purtroppo la delibera era già stata predisposta il 16 luglio senza neanche aver informato i sindacati, in piena violazione dei diritti sindacali costituzionalmente garantiti.”
La riorganizzazione del servizio “intenderebbe garantire la guardia attiva h24 all’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), la risposta alle urgenze dell’Ospedale SMM, un più efficace intervento nei casi di TSO (trattamento sanitario obbligatorio), tutte questioni sollecitate, in più di un’occasione, dalla CGIL. Ciò dovrebbe avvenire attraverso una migliore integrazione interaziendale dei servizi psichiatrici. “
Ma quanto deciso dal dr.Legato, in sintonia con l’azienda ospedaliera di Perugia, secondo il sindacato, “manca tutti gli obiettivi e rischia di compromettere anche l’attuale funzionamento dei servizi. Continua, insomma, il progressivo degrado nel quale viene abbandonata l’assistenza psichiatrica nella USL di Perugia.
Non si mette in campo nessuna risorsa necessaria all’obiettivo, non si procede alla riorganizzazione dei servizi psichiatrici nell’Azienda USL 2, il dipartimento non si vede, ecc. Si attribuiscono solo nuovi e improbabili compiti ai medici (dell’SPDC e del territorio) compromettendo così sia l’assistenza normale nell’SPDC che l’assistenza nel territorio. “
Per rendere comprensibile la questione la CGIL si chiede “Che guardia attiva è, se il medico che si trova in guardia deve lasciare il suo posto all’SPDC (a Monteluce) e recarsi (notte e festivi) al capo opposto della città, al Santa Maria della Misericordia, per rispondere ad una urgenza? allora la guardia attiva non c’è? e la risposta alle urgenze psichiatriche al Pronto Soccorso si fa attendere!
Lo schema delineato nell’accordo, oltretutto, metterebbe in discussione anche le finalità che hanno portato alla realizzazione del Polo Unico! A parte le mille irregolarità contrattuali: chi è, infatti, in guardia non la può abbandonare e non può fare contemporaneamente guardia attiva e reperibilità, addirittura presso un’altra Azienda.
Ma con il semplice buon senso ci domandiamo: perché non trasferiscono subito l’SPDC al Polo Unico invece di compromettere entrambi i servizi? Se si vuole fare una guardia attiva h24 all’SPDC si devono trovare i medici necessari e non toglierli da altre attività. In altre parole, è necessario rafforzare e non compromettere le attività svolte sul territorio e individuare, da parte dell’Azienda ospedaliera, gli psichiatri necessari alle esigenze di risposta alle emergenze-urgenze psichiatriche senza pesare su risorse (già esigue) degli altri servizi. “
- Redazione
- 7 Agosto 2009









