Il controllo della circolazione stradale è sempre più orientato a fare dell'auto il centro delle informazioni
autovelox

Mentre la direttiva del ministro Maroni sposta la gestione degli autovelox dalle società private alla Polizia Stradale per evitare speculazioni sulla sicurezza stradale e potrebbe avere effetti di tosatura notevoli sulle entrate di molti enti, lo strumento elettronico che adesso va per la maggiore vede profilarsi all’orizzonte degli strumenti innovativi che potrebbero soppiantarlo.
Sembra proprio che il controllo della sicurezza sulla strada debba spostarsi dai margini delle carreggiate ai veicoli che le percorrono.
L’innovazione che per prima diventerà realtà è il sistema “ e-Call” che in caso di incidente lancia automaticamente una chiamata al numero unico d’emergenza europeo, il 112.
Un sistema che – spiega Bruxelles – potrebbe salvare almeno 2.500 vite l’anno.
Secondo i piani presentati  dalla Commissione Ue, entro il 2014, tutti i nuovi veicoli immessi sul mercato Ue dovranno avere installato a bordo tale sistema.
Intanto la Commissione ha dato un ultimatum agli Stati membri accelerare l’adozione volontaria del sistema  sottolineando come «con il sistema e-Call si potrebbero risparmiare 26 miliardi di euro l’anno a livello europeo, con costi d’installazione stimati a meno di 100 euro per autoveicolo».
Ma intanto anche la ricerca va avanti
Un pool di esperti del Politecnico di Milano ha infatti realizzato un prototipo di sensore in grado di misurare non solo la velocità del veicolo ma di dire se questa velocità è corretta rispetto alla reale condizione della strada, avvertendo così il guidatore se, pur rientrando nei limiti di legge, sta comunque guidando in una condizione di rischio magari per olio, bagnato o umidità presenti sulla carreggiata.
Realizzati in 7 anni di ricerche, i sensori del Politecnico di Milano misurano l’accelerazione del pneumatico dando la reale velocità del veicolo e correlandola con altre informazioni.
 «Si tratta -sottolineano i ricercatori- di sistemi che permettono ai veicoli anche di scambiarsi automaticamente informazioni sullo stato della strada e sulle condizioni viabilistiche».
«La novità che il Politecnico vuole introdurre è quella di utilizzare il nostro veicolo come sensore per le altre vetture ». Se il guidatore potesse conoscerle in anticipo da un veicolo davanti a lui, le condizioni della strada , sarebbe in grado di gestire al meglio  per esempio l’inserimento in curva o la  velocità ed evitare quindi incidenti.
Ma sono proprio gli studi per rendere possibile il “colloquio” con altri veicoli che renderanno agevole realizzare reti di comunicazioni tra auto e segnaletica fissa.
Un colloquio che se da un lato faciliterà l’automobilista cosciente potrebbe significare per gli indisciplinati multe notificate in tempo reale sul display del cruscotto dell’auto.
 

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